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Ore 18.07.18
Giorno
05/06/07
Gallarate - Fu accusata per un ammanco di cassa e successivamente assolta in Corte d'appello
Vigilessa assolta, il Comune ricorre in Cassazione

Non é ancora chiusa la vicenda giudiziaria che ha coinvolto una vigilessa del comune di Gallarate, tirata in ballo per un ammanco di cassa di 6milioni 700mila lire verificatosi nel 1995. La Giunta ha infatti presentato un ricorso in Cassazione contro l'assoluzione decretata dalla Corte d'appello di Milano. L'azione si basa su un presupposto formale: il Comune non poté essere presente in dibattimento perché non fu notificato al legale l'avviso della seduta.

Con una delibera di Giunta del 31 ottobre, l'amministrazione ha quindi deciso di ricorrere in Cassazione. Il ricorso é stato criticato da Angelo Luini, che ha chiesto al consiglio comunale di votare una revoca alla delibera di giunta. Luini considera la nuova azione legale un inutile costo e un'azione punitiva. Il consiglio comunale, riunito in seduta segreta, ha però respinto la richiesta di Luini. 

La vigilessa venne coinvolta perché al momento del furto aveva l'incarco di gestire l'ufficio cassa del comando dei vigili. La difesa ha sempre sostenuto che il furto non poteva essere ricondotto a lei, perché la password del sistema informatico era a conoscenza anche di altri dipendenti. In primo grado venne condannata a una pena di un anno e quattro mesi di carcere. Lo scorso 5 ottobre la Corte d'appello di Milano l'ha invece assolta perché il fatto non costituisce reato.

Roberto Rotondo

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