| Se guerra deve essere, guerra sia.
Limportante è che si faccia per una causa giusta. O almeno ritenuta tale da chi
indossa lelmetto. Ascom Gallarate la sua linea lha scelta da un pezzo. E
lha ribadito ieri, insieme a UniAscom della provincia, durante il convegno sulla
legge regionale del commercio, organizzato al castello di S.Vito di Somma Lombardo.
Il regolamento citato desta preoccupazioni:
limpostazione (che scaturisce dalla legge ragionale 14/99) è in larga parte
condivisa dalle associazioni dei commercianti. Ma cè un però. "Meno chiari
dice UniAscom appaiono i meccanismi procedimentali attraverso cui gli
enunciati teorici dovranno poi tradursi in pratica". E non si può non pensare a
quanto sta accadendo in questi giorni a Gallarate, dopo la scelta del Polo di costruire
unarea business con anche spazi commerciali sulla 336. Losservazione non è da
poco, la battaglia è la stessa: timore di unespansione della grande distribuzione,
morte dei dettaglianti.
Di tutta la questione gallaratese si è già scritto molto.
Dei no, delle urla di diniego, del muro contro muro. Ma cosa propone Ascom allora. Uno dei
punti fondamentali è la messa in atto di un vero marketing urbano. Saper vendere bene il
proprio territorio. Come un prodotto ben curato, fruibile, accogliente, comodo e con una
confezione che faccia bene agli occhi. Specchietto per le allodole o sostanza? Così
UniAscom definisce largomento: "Il marketing urbano, formidabile strumento di
promozione del territorio che, passando attraverso la riqualificazione delle aere urbane
ed il rilancio del commercio tradizionale, consente di ottenere la rivitalizzazione del
tessuto sociale stesso e, in definitiva, la creazione di una superiore qualità della
vita". Nella pratica, lAscom Gallarate ha sposato in pieno la tesi e ha chiesto
al Comune di rendere operativi i progetti per la riqualificazione del centro e dei rioni,
portati da professionisti di tutta Italia durante il concorso didee voluto dalla
Giunta e realizzato alla fine dellestate. Lassessorato allurbanistica ha
offerto mille rassicurazioni sul tema, presentandola come una sorta di contropartita per
le rabbie create dalloperazione 336. E così la linea è stata definita: niente
grande distribuzione e avanti con il marketing urbano. Altrimenti sarà il degrado.
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