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| Somma Lombardo - L'intervento di Rifondazione Comunista |
| "La sanità regionale
si dimentica del pubblico" |
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In una situazione in cui
vengono destinati sempre meno fondi ai Comuni, riteniamo come Rifondazione Comunista, che
sia inopportuno, dal punto di vista economico, ma ancor più dal punto di vista di
principio, finanziare un servizio come l'acquisto dell'apparecchio per la TAC che dovrebbe
esseer a totale carico del SSN o Regionale.
Il "Comitato pro TAC" a Somma, è nato, a nostro giudizio, con fini
elettoralistici e con un atteggiamento populista, per non parlare poi delle forze
promotrici del comitato stesso che, guarda caso, sono le stesse che governano la Sanità
Regionale e della nostra Provincia.
Per chiarire meglio, vorremmo entrare più nel merito di ciò che sta accadendo nella
Sanità lombarda, con tutte le conseguenze che ricadono poi sulla situazione sanitaria
della nostra provincia, e quindi anche di Somma Lombardo.
Visto che si parla più di salute come diritto, ma di salute come spesa o guadagno, e
quindi come merce, qualche dato potrebbe servire a capire. La politica sanitaria lombarda
degli ultimi anni, che ha portato a mercificare sempre più la salute e a promuovere
un liberismo selvaggio nel campo delle prestazioni sanitarie, oltre che a provocare delle
conseguenze negative per ciò che riguarda la salute (investimenti dimezzati per gli
interventi di prevenzione - notare che lo stesso piano Regionale prevede l'impiego del 5%
delle risorse: oggi la Regione Lombardia spende il 2,4%), ha portato ad un incremento del
disavanzo di bilancio in media di 1000 miliardi l'anno tra il '95 e il '99 per un totale
di 4761 miliardi al 31/12/99.
Quindi non c'è nemmeno più la giustificazione del risparmio sulla spesa sanitaria.
Un altro dato utile per comprendere dove vanno a finire i soldi pubblici nel campo
sanitario: tra il '95 e il '98 il finanziamento alla case di cura private lombarde, è
passato da 624 miliardia 1301 miliardi, con un incremento del 110%.
Quindi non è vero che i soldi non ci sono: il fatto è che si è realizzato un vero e
proprio trasferimento di denaro pubblico verso le strutture private.
Gli enti locali, in particolare i Comuni, dovrebbero uscire dalla quasi totale
emarginazione per quanto riguarda la partecipazione nella programmazione, gestione e
controllo dei servizi socio-sanitari, che, da quando sono stati alle ASL e alle Aziende
Ospedaliere, dipendono esclusivamente dal potere "assoluto" del Diretore
Generale.
Dovrebbe quindi essere compito del dott. Rania, direttore generale dell'AO, andare a
batter cassa dagli amministratori regionali se mancano strutture o apparecchiature per
l'esecuzione della TAC o quant'altro.
Togliere quindi dei fondi che il Comune ha a sua disposizione per contribuire a finanziare
tale operazione, non porterebbe a fare chiarezza sui diversi ruoli e responsabilità verso
i cittadini da parte delle varie istituzioni (Comune, ASL; AO).
Ma ancora più grave sarebbe sancire il principio che "ognuno si arrangi da
sè", e cioè che se i cittadini di Somma hanno bisogno della TAC, se la comprino
tassandosi più volte.
E' vero, come ha affermato il sig. Ragno, presidente del Comitato pro TAC, che, e cito le
sue parole, "da sempre le strutture pubbliche hanno usurfruito di donazioni per
migliorare le proprie attrezzature". Se dei facoltosi cittadini vogliono fare
donazioni nessuno lo vieta, ma far pagare la popolazione un servizio dovuto (SSN) già
tassato, ci sembra un'altra cosa e obiettivamente esagerato.
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Ivana
Graglia
Capogruppo in consilgio di Rifondazione comunista
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