Sono
sempre stato colpito dai contrasti. La luce e l'ombra, il grande e il piccolo, l'antico ed
il moderno, il bianco ed il nero, il bianco/nero ed il colore
.. Sono i contrasti che
ci balzano sempre all'occhio per primi, che ci fanno notare le cose e le rendono diverse.
Se il mondo fosse tutto dello stesso colore, anche se fosse di un colore vivace, sarebbe
un mondo triste. Bastano invece due colori, basta un bianco e un nero per mettere in
risalto gli oggetti, per farci accorgere di loro, per farci percepire il mondo che sta
intorno a noi. Questo ho voluto rappresentare, abbinando foto a colori a foto in
bianco-nero quasi a dimostrare che ogni cosa può essere letta almeno in due forme
diverse, quella del nostro occhio che è colpito dai colori o quella della nostra mente,
che astrae le forme e le geometrie dall'immagine. Le geometrie costruiscono e organizzano
i contrasti del soggetto fotografato. Ve ne sono di tutti i tipi: linee curve che si
attorcigliano a spirale fino al cielo incontrandosi al culmine del tetto di una cappella a
Dallas o che ordinano la distribuzione dei gradini in una piazza di Varese; linee tortuose
che delimitano la pianta di un labirinto su un asse di legno erosa dalle intemperie o che
segnano il tracciato sinuoso di un sentiero che sale sulla vetta di una montagna; fasci di
segmenti paralleli che disegnano il fitto reticolato di un grattacielo americano o che
tagliano gradini in una parete rocciosa. In questi paesaggi uomini e donne si perdono,
fanno da comparse e passano in secondo piano siano essi bambini o grassi adulti, quasi
rimpiccioliti di fronte all'immensità di un murales, scompaiono del tutto nel paradosso
di un dialogo muto di una pubblicità che offre un gelato ad una statua o vengono
sostituiti da manichini che, insensibili alle onde che li travolgono, aspettano immobili,
nell'indifferenza, che qualcosa compaia all'orizzonte di una spiaggia norvegese. Ma in
realtà l'uomo, anche se celato e invisibile, è ben presente in ogni foto. Prova infatti
a spostarti di poco, a sfuocare leggermente l'immagine e a mettere a fuoco con il tuo
sguardo il vetro racchiuso nella cornice che ti sta di fronte: ti vedrai riflesso in essa
e, se sfuocherai ancora un poco, vedrai anche l'immagine del fotografo
Se davvero mi
vedrai, vuol dire che sono riuscito a trasmetterti l'emozione che ho provato all'istante
dello scatto e quella foto avrà allora un significato anche per te perché ti avrà
comunicato qualcosa.
18-26 Novembre 2000
Sala Nicolini
Via Nicolini, n.2 Località Biumo Inferiore Varese
Inaugurazione Sabato 18 Novembre, ore 17.00
Orari
Sabato e domenica, ore 10.30-12.30 / 16.00-19.00
Lunedi, mercoledi e venerdi, ore 17.00-19.00
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