| La mobilità è una
condizione dellarte come lironia è una caratteristica del segno. Mobilità di vedute, di pensiero, di elaborazione, ma anche
mobilità fisica, spaziale e temporale. Ironia, intesa etimologicamente, come
dissimulazione di un pensiero in maniera più o meno derisoria per giungere,
dal lato opposto, alla verità svelata.
Tra queste peregrinazioni adeguate in anno giubilare-
si annida larte di Giovanni Giannini e di Silvio Monti, due pittori legati al
varesotto ma che hanno fatto del mondo la loro patria ispiratrice, viaggiando, creando,
tornando
Giannini, sostanzialmente portatore del verbo dellEst
europeo, con i suoi drammi, le sue confusioni, le lotte, le rivoluzioni, i paradossi, i
contrasti, ma anche il sogno, la fantasia, la carnalità di un materno ritorno alla terra
e ai sentimenti più veri, ancora oggi si divide fra Praga, San Gimignano, Parigi e,
talvolta, Varese.
Monti tratteggia da sempre i caratteri di una società
consumistica occidentalizzata e americanizzata, prendendo spunto dallespressionismo
realista misto a pop-art intrigandolo con guizzi goldoniani tutti contemporanei, riprende
personaggi e orizzonti con sdrammatizzato erotismo e giocosa ironia scanzonata, senza
rinunciare a una sottile denuncia raccolta dai viaggi e dai soggiorni a Londra, Bruxelles,
Parigi
Varese.
Così hanno voluto impostare la lettura di questa nuova
rassegna Debora Ferrari e Luciana Schiroli, curatrici della mostra e del catalogo edito
dalla Fondazione. "Arte in transito" alla Torre Colombera propone, nei tre piani
espositivi, lopera pittorica, lopera grafica e in un caso anche scultorea di
due artisti significativi nella cultura italiana di oggi: due narratori nel
colore e nella forma, dal linguaggio europeo
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