Il popolo degli Etruschi in soli duecento anni di storia e in un territorio
di poca estensione in Italia centrale ha lasciato un'atmosfera di magia. Di loro si sa
ancora poco e sarà ancora più difficile scoprire qualcosa di nuovo. Un grande popolo,
abile nella metallurgia, nell'idraulica, nelle costruzioni. Da Livorno fino alle porte di
Roma, passando per Volterra, Vulci, Tarquinia e Cerveteri la loro influenza la si sente
ancora. Mete di autentici pellegrinaggi alla scoperta di culture passate, sono milioni i
turisti che ogni anno battono musei, campi, necropoli alla ricerca di posti più o meno
noti.
Da ieri per gli amanti degli etruschi si aggiunge un'altra tappa fondamentale, Palazzo
Grassi. Fino al primo luglio 2001 a Venezia sarà possibile visitare la più importante
mostra mai allestita sulla vita degli etruschi. Oltre settecento opere esposte provenienti da unottantina fra musei, collezioni private e istituzioni
culturali di 13 paesi di tutto il mondo: Austria, Belgio, Città del Vaticano, Danimarca,
Germania, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Russia, Svizzera, Olanda e Stati
Uniti.Il paese che presenta il maggior numero di reperti è lItalia, con oltre 400
pezzi che giungono dalle raccolte di 46 prestatori. Lobbiettivo della mostra è di cercare di
svelare, attraverso la selezione degli oggetti esposti, gli ingredienti del potere
etrusco. Innanzitutto evidenziando le caratteristiche del breve momento in cui ne avviene
la formazione, spiegando perché nellarco di poche generazioni si passa da una
società tribale basata su lignaggi ad una società che si articola su famiglie nucleari.
Nella prima parte della mostra sono esposti i reperti che testimoniano la
fase di formazione della civiltà etrusca. Corredi funerari evidenziano lideologia
dei ruoli sociali, improntati inizialmente allegualitarismo, mentre una serie di
eccezionali reperti bronzei danno testimonianza dellinizio prepotente
dellindustria del metallo.
Nelle sale successive è evidenziata la fase
dellapogeo della civiltà etrusca, nella molteplicità dei suoi aspetti. Grande
rilevanza viene data poi ai vari aspetti della vita quotidiana. Si approfondisce il ruolo
della donna, cui era affidato limportante compito della tessitura.La fine del
dominio dellaristocrazia etrusca è lento ed inesorabile e inizia con la perdita dei
domini campani prima e di quelli padani poi. NellEtruria propria, la conquista romana si annuncia nel 396 a.C. con
la caduta di Veio. La reazione etrusca al pericolo romano è esplicita negli affreschi
della Tomba François di Vulci, offerta dopo anni agli sguardi del pubblico. Ma i
reperti della parte conclusiva del percorso della mostra testimoniano anche molto
chiaramente come lentamente le forme etrusche siano permeate in maniera sempre maggiore
dal gusto e dalla cultura romana.
Una mostra intensa con sezioni dedicate anche ai
più moderni sistemi di comunicazione. Oltre a un video di 8 minuti che fa assaporare le
atmosfere etrusche è possibile visitare i luoghi, le storie e gli usi attraverso un sito
ad hoc realizzato da Ciaoweb.
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