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Ore 13.12.48
Giorno
06/06/07
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Varese - Tanti applausi per lo spettacolo di Racine e l'interpretazione di Mariangela Melato
Una Fedra da gran successo

Un pubblico da grandi occasioni (si è sfiorato il tutto esaurito) ha assistito ieri sera alla "prima" stagionale del teatro Impero. L’attenzione non è mai venuta meno nel corso delle due ore consecutive di spettacolo, nonostante la scarsa frequentazione del teatro tragico tipica dello spettatore moderno: un risultato da addebitare in uguale misura all’immortalità dell’opera e alla maestria degli interpreti. Si rivela vincente, dunque, la scommessa del Teatro di Genova, che si affida al regista Marco Sciaccaluga, allo scenografo Ezio Frigerio e alla costumista Franca Squarciapino per rappresentare nella modernità un grande testo classico, facendo leva tanto sull’eterna verità delle strutture archetipiche quanto sul carisma degli attori.

Scenario delle vicende legate all’amore incestuoso di Fedra per il figliastro Ippolito, un sentimento ispirato dalla vendicativa Venere, è una Trezene ricostruita con grande semplicità e abilità, in particolare per quanto riguarda l’allestimento di uno sfondo luminoso verde-azzurro al di sopra di una fascia di scogli e per quanto riguarda gli accorgimenti sonori volti a ricreare la presenza del mare (Nettuno è un’altra divinità fondamentale per l’intreccio). Altrettanto efficace l’intervento delle luci nel sottolineare, ad esempio, le invocazioni di Fedra rivolte al Sole, e delle musiche nel rimarcare alcuni dei momenti emotivamente più intensi. Particolarmente convincenti Teseo (Carlo Montagna) e Fedra (Mariangela Melato), mentre forse per la minore riuscita di altre figure e per i rari momenti di "calo della tensione" si deve chiamare in causa la qualità del testo stesso, il quale, nonostante l’ottima resa della traduzione poetica di Giovanni Raboni, non può’ non risentire di tutte le ridondanze e le pesantezze connaturate allo stile barocco di Racine.

Vincenzo Garzillo

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