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svolgerà dal 17 al 25 novembre la diciottesima edizione del Torino Film Festival. La
manifestazione cinematografica ha ormai raggiunto definitivamente il suo respiro
internazionale che la vede come uno dei festival decisamente più atipici nellintero
panorama mondiale. Questo soprattutto per le opere presentate in concorso che sono sempre
di giovani emergenti: tra le dieci pellicole in gara, tra cui tre italiane, saranno
presenti tre opere prime e tre opere seconde.
Ma il festival non disdegna nemmeno quello che
è stato il cinema del passato: infatti nel pieno rispetto del detto che una cultura
che perde la propria identità storica perda la propria identità, il festival del
cinema giovani omaggerà il più anziano maestro del cinema ancora in attività: Manoel de
Oliveira, lo stesso che alla veneranda età di novantadue anni ogni anno sforna un film
che, puntualmente, colpisce per rigorosità stilistica e lucidità informale dei
contenuti.
De Oliveira non sarà lunico omaggio del
giovane e famoso Fetival a quella che è la storia del cinama. Il 17 novembre verranno
aperte le proiezioni con un capolavoro che, alla sua uscita nelle sale nel 1975, aveva
fatto scappare la gente dai cinema. Lesorcista di William Friedkin verrà
proiettato nella versione directors cut, ossia con laggiunta di 11
minuti ai quali il regista, venticinque anni fa, aveva dovuto rinunciare per esigenze
produttive. La pellicola, già uscita negli Stati Uniti, ha battuto persino gli incassi
degli altri horror usciti in quel periodo, tra i quali The Blair Witch Project 2.
Altra chicca del festival sarà il nuovo film
di George A. Romero che torna dietro la macchina da presa dopo ben 7 anni (lultima
opera dellautore della Notte dei morti viventi è stata infatti il bel La
metà oscura). Bruiser è il titolo del film, e racconta le angoscianti
avventure di un uomo che perde i propri lineamenti facciali...
"Insomma, il festival di Torino ha una
sua identità, una sua linea" spiega Stefano della Casa, direttore del Festival:
"Questo festival non ama il cinema medio e "di qualità", preferisce le
provocazioni, le rotture di linguaggio, lalta sperimentazione o la bassa
commercialità dichiarata". Il direttore spiega come la voce del Festival sia quella
degli autori, di come sia un luogo dincontro per chi il cinema gli scorra nelle
vene: sarà proprio Torino in quei giorni il luogo in cui si incontreranno i due maestri
dellhorror Romero e Dario Argento.
Annata il 2000 allinsegna sì del cinema
giovane sia con i concorsi dei cortometraggi e dei lungometraggi tutti molto attuali e di
respiro internazionale, ma anche occasione per valorizzare un cinema considerato nel
passato di serie B: saranno inoltre riscoperti in una retrospettiva sette film western di
Boetticher (tra i quali Lalbero della vendetta e I sette assassini)
interpretati tutti da Randolph Scott detto Stonface (faccia di pietra).
Lorganizzazione non cerca quindi di
creare occasioni mondane, ma cerca di fare tutto il possibile per far sì che la parte
attiva del cinema (il pubblico) si possa divertire.
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