Nei giorni di
sabato 21 e domenica 22 ottobre si è tenuta lassemblea dei capi scout
dellAgesci (associazione guide e scout cattolici italiani) della Zona Varese.
Lassemblea di Zona, che questanno è stata ospitata dalla struttura di via
Albani che il Gulliver ha messo a disposizione, è un momento ufficiale durante il quale
si presentano i programmi, si nominano i membri del comitato, si eleggono i delegati
allassemblea regionale, si approva il bilancio, si programmano le attività comuni a
tutti i gruppi. La Zona Varese è composta dai tre gruppi cittadini (Varese 1, con sede in
via Rainoldi; Varese 3, con sede a Fogliaro; Varese 7 con sede presso la chiesa della
Brunella e in viale Borri), dai gruppi di Luino, Lago di Varese (con sede presso
loratorio di Buguggiate), Tradate, Gallarate e Somma Lombardo, in tutto 120 capi
circa, di cui 76 presenti.
Nella giornata di sabato ai capi suddivisi per le Branche di appartenenza (capi di
lupetti e coccinelle, capi di esploratori e guide, capi di rovers e scolte, capi gruppo)
è stato richiesto di prendere parte ad una simulazione che aveva lo scopo di rilevare
limportanza della programmazione delle attività: partendo dallanalisi delle
caratteristiche e delle esigenze dei ragazzi e dei bambini si individuano gli obiettivi da
raggiungere, di definiscono gli strumenti e le modalità di applicazione di essi, si
fissano i criteri di verifica. È fondamentale che le attività svolte durante lanno
vengano studiate sulla base ed in virtù di coloro ai quali sono proposte perché possano
risultare reali occasioni educative.
Nella mattina di domenica si sono stese le linee guida dei programmi di Branca e si
sono pianificati gli appuntamenti di tutto lanno; ci si è quindi riuniti nella
"Sala delle carrozze", unampia galleria a volte al piano terreno, per la
celebrazione della S. Messa, cui ha presieduto don Andrea Meregalli.
Particolarmente significativi sono stati gli interventi di due scout provenienti da
realtà differenti da quella varesina. Il primo, Paolo, di Milano, incaricato al settore
Emergenza e Protezione Civile dellAgesci-Lombardia ha illustrato quelli che sono gli
ambiti di intervento di uno scout in caso di necessità. In numerose occasioni dal
terremoto in Friuli allultima esondazione del Po, al terremoto in Umbria si
è potuto constatare quale sia il prezioso contributo che lo scoutismo può offrire a chi
si trova in una situazione di improvviso bisogno. Presso la segreteria regionale si stanno
attualmente creando team da inviare in Val dAosta e Piemonte e da affiancare agli
altri reparti della Protezione Civile già presenti sul luogo. Un appello è stato
lanciato da Paolo affinché ogni provincia abbia un suo referente in caso di calamità
naturale, il quale sappia compiere unoperazione di monitoraggio sul territorio e
fornire precise informazioni sul tipo di intervento da mettere in atto.
Dopo di lui ha preso la parola Paco, uno scout senegalese. Paco ha parlato della
realtà dello scoutismo nella sua terra travagliata da calamità naturali, da odi di
razza, da guerre intestine, e di come esso riesca a far superare lidea limitante di
confine di nazionalità grazie allobiettivo universalmente condiviso di rendere il
mondo "un po migliore". Lo scout in Africa è colui che scava
pozzi, costruisce infermerie, fa le iniezioni; lo scout in Africa non ha bisogno di
"crearsi lavventura"; lo scout in Africa è colui che interviene sul
territorio non solo nei momenti di particolare necessità, ma in ogni momento, perché in
ogni momento nella sua terra vi è reale necessità; lo scout in Africa è colui che veste
ununiforme, porta al collo un fazzolettone e quando canta riproduce i rumori
profondi della natura: la pioggia dapprima cade lenta, rade gocce su un terreno arido, poi
aumenta di intensità. Le nuvole si addensano nel vasto cielo cariche di umidità; lo
scroscio è violento, la terra è pregna: è scoppiato un temporale! Il fascino delle
parole di Paco è stato tale che comune desiderio è ora quello di far conoscere ai
ragazzi ed ai bambini la realtà africana, della quale si sente parlare solamente come
luogo di povertà, di fame e di sofferenza e ben raramente come luogo di collaborazione,
di presa di coscienza dei problemi, di fratellanza, di volontariato, di gioia.
Ogni anno sono numerosi i ragazzi che diventano capi e che si trovano talvolta di
fronte alle numerose difficoltà della comprensione del Metodo scout, della sua
applicazione, della gestione delle attività: i momenti di incontro tra capi si
ripropongono di essere occasioni di confronto e di formazione.
Per informazioni circa le attività e la proposta scout nella provincia di Varese si
possono contattare i Responsabili di Zona: Barbara Bolzoni (0331/769015 cell.
0347/2232150) e Alessandro Sterzi (02/4694523 cell. 0328/2139198
|