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Ore 13.12.55
Giorno
06/06/07
Varese - Nei giorni di sabato 21 e domenica 22 ottobre si è tenuta l’assemblea dei capi scout dell’Agesci della Zona Varese
I capi scout di Varese si incontrano per l'assemblea annuale

Nei giorni di sabato 21 e domenica 22 ottobre si è tenuta l’assemblea dei capi scout dell’Agesci (associazione guide e scout cattolici italiani) della Zona Varese. L’assemblea di Zona, che quest’anno è stata ospitata dalla struttura di via Albani che il Gulliver ha messo a disposizione, è un momento ufficiale durante il quale si presentano i programmi, si nominano i membri del comitato, si eleggono i delegati all’assemblea regionale, si approva il bilancio, si programmano le attività comuni a tutti i gruppi. La Zona Varese è composta dai tre gruppi cittadini (Varese 1, con sede in via Rainoldi; Varese 3, con sede a Fogliaro; Varese 7 con sede presso la chiesa della Brunella e in viale Borri), dai gruppi di Luino, Lago di Varese (con sede presso l’oratorio di Buguggiate), Tradate, Gallarate e Somma Lombardo, in tutto 120 capi circa, di cui 76 presenti.

Nella giornata di sabato ai capi suddivisi per le Branche di appartenenza (capi di lupetti e coccinelle, capi di esploratori e guide, capi di rovers e scolte, capi gruppo) è stato richiesto di prendere parte ad una simulazione che aveva lo scopo di rilevare l’importanza della programmazione delle attività: partendo dall’analisi delle caratteristiche e delle esigenze dei ragazzi e dei bambini si individuano gli obiettivi da raggiungere, di definiscono gli strumenti e le modalità di applicazione di essi, si fissano i criteri di verifica. È fondamentale che le attività svolte durante l’anno vengano studiate sulla base ed in virtù di coloro ai quali sono proposte perché possano risultare reali occasioni educative.

Nella mattina di domenica si sono stese le linee guida dei programmi di Branca e si sono pianificati gli appuntamenti di tutto l’anno; ci si è quindi riuniti nella "Sala delle carrozze", un’ampia galleria a volte al piano terreno, per la celebrazione della S. Messa, cui ha presieduto don Andrea Meregalli.

Particolarmente significativi sono stati gli interventi di due scout provenienti da realtà differenti da quella varesina. Il primo, Paolo, di Milano, incaricato al settore Emergenza e Protezione Civile dell’Agesci-Lombardia ha illustrato quelli che sono gli ambiti di intervento di uno scout in caso di necessità. In numerose occasioni – dal terremoto in Friuli all’ultima esondazione del Po, al terremoto in Umbria – si è potuto constatare quale sia il prezioso contributo che lo scoutismo può offrire a chi si trova in una situazione di improvviso bisogno. Presso la segreteria regionale si stanno attualmente creando team da inviare in Val d’Aosta e Piemonte e da affiancare agli altri reparti della Protezione Civile già presenti sul luogo. Un appello è stato lanciato da Paolo affinché ogni provincia abbia un suo referente in caso di calamità naturale, il quale sappia compiere un’operazione di monitoraggio sul territorio e fornire precise informazioni sul tipo di intervento da mettere in atto.

Dopo di lui ha preso la parola Paco, uno scout senegalese. Paco ha parlato della realtà dello scoutismo nella sua terra travagliata da calamità naturali, da odi di razza, da guerre intestine, e di come esso riesca a far superare l’idea limitante di confine di nazionalità grazie all’obiettivo universalmente condiviso di rendere il mondo "un po’ migliore". Lo scout in Africa è colui che scava pozzi, costruisce infermerie, fa le iniezioni; lo scout in Africa non ha bisogno di "crearsi l’avventura"; lo scout in Africa è colui che interviene sul territorio non solo nei momenti di particolare necessità, ma in ogni momento, perché in ogni momento nella sua terra vi è reale necessità; lo scout in Africa è colui che veste un’uniforme, porta al collo un fazzolettone e quando canta riproduce i rumori profondi della natura: la pioggia dapprima cade lenta, rade gocce su un terreno arido, poi aumenta di intensità. Le nuvole si addensano nel vasto cielo cariche di umidità; lo scroscio è violento, la terra è pregna: è scoppiato un temporale! Il fascino delle parole di Paco è stato tale che comune desiderio è ora quello di far conoscere ai ragazzi ed ai bambini la realtà africana, della quale si sente parlare solamente come luogo di povertà, di fame e di sofferenza e ben raramente come luogo di collaborazione, di presa di coscienza dei problemi, di fratellanza, di volontariato, di gioia.

Ogni anno sono numerosi i ragazzi che diventano capi e che si trovano talvolta di fronte alle numerose difficoltà della comprensione del Metodo scout, della sua applicazione, della gestione delle attività: i momenti di incontro tra capi si ripropongono di essere occasioni di confronto e di formazione.

Per informazioni circa le attività e la proposta scout nella provincia di Varese si possono contattare i Responsabili di Zona: Barbara Bolzoni (0331/769015 cell. 0347/2232150) e Alessandro Sterzi (02/4694523 cell. 0328/2139198

Francesca Concia

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