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Ore 13.12.59
Giorno
06/06/07
"Guidali ha perduto ogni consenso"
Varese - Cinque componenti della giunta si fanno da parte e chiedono (senza motivarle) che Guidali lasci il suo posto
Altre dimissioni, altri misteri: Camera di Commercio verso la paralisi

Una nuova raffica di dimissioni risveglia dal torpore la crisi della Camera di Commercio di Varese. Cinque componenti della giunta hanno diffuso questa mattina un documento con il quale dichiarano che non parteciperanno più alle riunioni del principale organismo direttivo dell'ente. La mossa da un lato rischia di paralizzare definitivamente il funzionamento della Camera di Commercio, al di fuori dell'ordinaria amministrazione; dall'altro però, il documento evita accuratamente di svelare quali ragioni profonde stiano facendo venir meno la fiducia nei confronti del presidente Dario Guidali. La lettera diffusa ieri mattina porta la firma di Angelo Belloli, Carlo Bergamaschi, Enrico Colombo, Achille Farina e Giuseppe Redaelli: fanno tutti parte del gruppo di 17 consiglieri che già il mese scorso avevano formalmente chiesto la testa di Guidali. I cinque, però, dichiarano adesso che si asterranno anche dalle riunioni di giunta, vale a dire il cuore operativo dell'ente. La decisione mira innanzitutto a un effetto politico: viene rafforzato il "lavoro ai fianchi" di Guidali per indurlo a dare le dimissioni, si toglie progressivamente al presidente rappresentatività e fiducia, lo si limita nella sua possibilità di lavoro. Anche a costo di bloccare il governo dell'economia provinciale. Resta da capire - e siamo ormai a oltre un mese dall'esplosione del caso - perché la principali categorie imprenditoriali della provincia (industriali, artigiani, commercianti) abbiamo d'improvviso mutato il loro atteggiamento verso Guidali. Fino a oggi i diretti interessati hanno mantenuto un ostinato silenzio sul punto e anche il documento diffuso stamattina non porta certo acqua al mulino della chiarezza: <A seguito della decisione del presidente Guidali - è scritto - di non accogliere l'invito a dimettersi si è venuta a creare una situazione alquanto critica, tanto più in un momento, come quello attuale, nel quale la Camera di Commercio è chiamata a predisporre i programmi per l'anno 2001>. Tutto qui. Fino a oggi Guidali ha sempre avuto buon gioco: <Sono pronto a dimettermi - si è difeso - ma mi devono spiegare perché>. A suo favore gioca anche un articolo dello statuto camerale, secondo il quale la sfiducia a un presidente deve essere sempre sostenuta da ragioni gravi. In più il presidente, fino a oggi aggrappato a un solo voto di margine ha sempre ricordato che le principali decisioni da lui assunte hanno sempre avuto l'appoggio di giunta e consiglieri. Compresi quelli che oggi lo vogliono disarcionare. 

              

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