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| Varese -
Cinque componenti della giunta si fanno da parte e chiedono (senza motivarle) che Guidali
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| Altre
dimissioni, altri misteri: Camera di
Commercio verso la paralisi |
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| Una nuova raffica
di dimissioni risveglia dal torpore la crisi della Camera di Commercio di Varese. Cinque
componenti della giunta hanno diffuso questa mattina un documento con il quale dichiarano
che non parteciperanno più alle riunioni del principale organismo direttivo dell'ente. La
mossa da un lato rischia di paralizzare definitivamente il funzionamento della Camera di
Commercio, al di fuori dell'ordinaria amministrazione; dall'altro però, il documento
evita accuratamente di svelare quali ragioni profonde stiano facendo venir meno la fiducia
nei confronti del presidente Dario Guidali. La lettera diffusa ieri mattina porta la firma
di Angelo Belloli, Carlo Bergamaschi, Enrico Colombo, Achille Farina e Giuseppe Redaelli:
fanno tutti parte del gruppo di 17 consiglieri che già il mese scorso avevano formalmente
chiesto la testa di Guidali. I cinque, però, dichiarano adesso che si asterranno anche
dalle riunioni di giunta, vale a dire il cuore operativo dell'ente. La decisione mira
innanzitutto a un effetto politico: viene rafforzato il "lavoro ai fianchi" di
Guidali per indurlo a dare le dimissioni, si toglie progressivamente al presidente
rappresentatività e fiducia, lo si limita nella sua possibilità di lavoro. Anche a costo
di bloccare il governo dell'economia provinciale. Resta da capire - e siamo ormai a oltre
un mese dall'esplosione del caso - perché la principali categorie imprenditoriali della
provincia (industriali, artigiani, commercianti) abbiamo d'improvviso mutato il loro
atteggiamento verso Guidali. Fino a oggi i diretti interessati hanno mantenuto un ostinato
silenzio sul punto e anche il documento diffuso stamattina non porta certo acqua al mulino
della chiarezza: <A seguito della decisione del presidente Guidali - è scritto - di
non accogliere l'invito a dimettersi si è venuta a creare una situazione alquanto
critica, tanto più in un momento, come quello attuale, nel quale la Camera di Commercio
è chiamata a predisporre i programmi per l'anno 2001>. Tutto qui. Fino a oggi Guidali
ha sempre avuto buon gioco: <Sono pronto a dimettermi - si è difeso - ma mi devono
spiegare perché>. A suo favore gioca anche un articolo dello statuto camerale, secondo
il quale la sfiducia a un presidente deve essere sempre sostenuta da ragioni gravi. In
più il presidente, fino a oggi aggrappato a un solo voto di margine ha sempre ricordato
che le principali decisioni da lui assunte hanno sempre avuto l'appoggio di giunta e
consiglieri. Compresi quelli che oggi lo vogliono disarcionare. |
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