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Inaugurata a Villa Panza la splendida mostra del pittore trentino, in porto un progetto
ambizioso e annunciato da anni |
| Segantini e
il Guggenheim stavolta ci sono davvero |
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C'è Segantini a Villa Panza e c'è il Guggenheim a
Varese. Due notizie che solo pochi mesi fa venivano accolte con scetticismo o con un mezzo
sorriso di circostanza sono adesso realtà. Questo pomeriggio alle 18 è stato tagliato il
nastro alla mostra "Giovanni Segantini: la luce e il simbolo" che il Fai,
gestore del museo di Villa Panza, ha allestito in collaborazione con la fondazione
Guggenheim di Venezia. La villa settecentesca di Biumo Superiore si propone dunque come il
nuovo epicentro culturale di Varese, per la sua capacità di attirare nomi di assoluto
prestigio nel mondo dell'arte e sponsor "pesanti". In questo caso l'Enel. Nelle
scuderie ristrutturate dall'architetto Gae Aulenti saranno esposte fino al 18 gennaio
dieci tele di Giovanni Segantini, provenienti da musei e collezioni private di tutto il
mondo. Alcune di esse vengono per la prima volta esposte al pubblico. Il valore delle tele
è stato illustrato questo pomeriggio da Annie Quinsac, curatrice della mostra e massima
esperta mondiale del pittore trentino. Ma la giornata è importante non solo per lo
spessore artistico delle opere da oggi in visione a Villa Panza: la mostra segna l'avvio,
concreto e tangibile, della collaborazione tra il museo varesino e il Guggenheim; non a
caso le tele di Segantini, da febbraio passeranno al museo Peggy Guggenheim di Venezia.
<Senza il binomio Fai-Guggenheim questa mostra non sarebbe mai nata - ha sottolineato
Marco Magnifico del Fondo ambiente italiano - molti collezionisti privati si sono convinti
a prestare per la prima volta le loro tele proprio per l'autorevolezza di chi li chiedeva.
Teniamo conto che la collaborazione ha voluto dire dimezzare i costi di trasporto,
assicurazione e catalogo della mostra>. Tra quanti hanno posto fiducia nel binomio di Villa
Panza c'è il governo svizzero, nazione dove si trova gran parte della produzione di
Segantini. Naturalmente l'iniziativa non poteva fare a meno della collaborazione di chi ha
trasformato negli anni la residenza di Biumo in un museo, vale a dire il conte Giuseppe
Panza: lui stesso aveva indicato il nome di Segantini come primo artista al quale dedicare
una mostra. Ecco il perchè nelle parole di Panza stesso: <E' stato un artista dalla
visione internazionale. Il suo rapporto con la luce, con il colore lo associano ai grandi
impressionisti francesi, la sua tecnica pittorica si accosta a quella divisionista di
Seurat. Ma soprattutto ho voluto Segantini perchè sempre il suo rapporto con la luce fa
di lui un vero e proprio precursore degli artisti delle avanguardie americane da me
collezionate>. Da oggi dunque Villa Panza diventa un parco artistico vero e
proprio: chi sale a Biumo ha a disposizione la mostra di Segantini, la collezione Panza,
la visita al parco, il relax al bar dalle ampie vetrate. Varese da oggi è un po' più
ricca. |
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