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Ore 13.20.35
Giorno
06/06/07
Varese - Giornata su temi letterari a Villa Ponti con Eco, Bartezzaghi e altri organizzata da alcuni dipendenti francesi del centro di ricerca
E il Ccr porta a Varese Umberto Eco in nome dell'Europa

Ha percorso a piedi migliaia di chilometri per poter stringere la mano a  Umberto Eco e ad altri letterati e matematici. Di più. E' stata proprio lei a portare a Varese Eco, non prima di aver spiegato ai comuni di mezza Europa che in fondo siamo una sola nazione, e che Ispra e il suo Ccr é uno dei cuori pulsanti di questa nazione. Emilie Schiffer (foto sotto), una dolce signora francese impiegata all'istituto di applicazioni spaziali del Ccr di Ispra, ha intrapreso, con altri sei compagni, una sorta di marcia europea, partendo il 27 giugno da piazza della Bastiglia, fino all'arrivo il 14 luglio (la festa nazionale francese) a Ispra.

Un cammino quasi ascetico, con un'auto al seguito, che ha fatto tappa in comuni francesi e italiani. Incontri con la stampa locale, messaggi ecumenici in nome dell'Unione e quindi il gran finale, a Varese, con l'intervento di Umberto Eco, di Stefano Bartezzaghi (semiologo e apprezzato corsivista di Repubblica), dello scrittore americano Harry Mathews, di Jacques Roubaud, matematico e scrittore, di Marcel Benabou, docente parigino di storia antica e di Raffaele Aragona, ingegnere dell'università di Napoli.

Trecento persone hanno atteso con curiosità l'arrivo di Eco nella sala napoleonica di Villa Ponti. Gli interventi dei letterati e matematici si sono susseguiti in tre lingue: italiano, francese e inglese. Aria di cultura europea, quindi. E un po' anche d'élite. A cominciare dal tema dell'incontro, tutto filosofico: la magnifica regola. Una giornata che ha visto l'impronta del Ccr di Ispra, nata anche per festeggiare la presidenza francese della Ue. Se l'Europa é stato il movente di tutta la kermesse, il dibattito si é sviluppato prevalentemente su temi stilistici e letterari. Emilie Scheffer, l'organizzatrice delle serata, ha accolto i varesini intervenuti con alcune sue opere figurative in omaggio alla cultura francese, ma ha anche ricordato ai presenti che Paris e Ispra, sono due anagrammi della stessa parola. Un giochetto linguistico, al centro, in definitiva, del messaggio della giornata: sono le parole stesse, con il loro senso, a volte celato, che ci comunicano la nostra appartenenza a una comune cultura europea.

Roberto Rotondo

              

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