| Ha finalmente un volto e un nome il "mister X" dello scandalo Iva,
vale a dire il funzionario del fisco di Varese che avrebbe percepito le mazzette in cambio
dei falsi rimborsi. E Giovanni Zangrilli, da alcuni mesi direttore dellufficio
Iva di Varese, che è stato arrestato questa mattina allalba nella sua casa di
Montorfano, in provincia di Como.
Da tempo i sospetti degli inquirenti si erano
concentrati su di lui ma il tassello mancante alla costruzione accusatoria lo hanno dato
gli interrogatori dei tre imprenditori casertani arrestati due settimane fa, imprenditori
che sarebbero stati gli "ufficiali pagatori" di Zangrilli.
Il direttore dellufficio Iva, che si trova ora
nel carcere dei Miogni e che venerdì verrà interrogato dal giudice per le indagini
preliminari Ottavio DAgostino, è accusato di corruzione, truffa e associazione per
delinquere: le medesime imputazioni mosse alle persone già finite nel mirino
dellinchiesta. Secondo quanto appurato dal sostituto procuratore Agostino Abate e
dalla Guardia di Finanza, a Zangrilli dovevano essere versati 220 milioni "una
tantum" più il 50% dellimporto di ogni pratica di rimborso; in cambio lui si
sarebbe prestato a certificare che gli imprenditori avevano effettivamente dirito ai
rimborsi, per una cifra complessiva di circa 5 miliardi.
Di questo fiume di denaro solo un centinaio di
milioni era già stato pagato a Zangrilli; i titolari delle società casertane, che
avevano trasferito la sede delle loro attività a Varese proprio confidando sulla
complicità del direttore dellIva, erano arrivati a Varese proprio per perfezionare
il pagamento della seconda tranche, prima di scappare a Kiev in Ucraina. Ma prima di
salire sullaereo erano stati bloccati dai finanzieri mandati da Abate. Sempre
nellex Unione Sovietica è invece stato arrestato un commercialista campano ritenuto
la "mente" dellintero raggiro.
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