Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 13.20.38
Giorno
06/06/07
Varese – Ha finalmente un nome il "mister X" al quale erano destinate le bustarelle
Scandalo dei rimborsi fasulli: arrestato il direttore dell'ufficio IVA 

Ha finalmente un volto e un nome il "mister X" dello scandalo Iva, vale a dire il funzionario del fisco di Varese che avrebbe percepito le mazzette in cambio dei falsi rimborsi. E’ Giovanni Zangrilli, da alcuni mesi direttore dell’ufficio Iva di Varese, che è stato arrestato questa mattina all’alba nella sua casa di Montorfano, in provincia di Como. 

Da tempo i sospetti degli inquirenti si erano concentrati su di lui ma il tassello mancante alla costruzione accusatoria lo hanno dato gli interrogatori dei tre imprenditori casertani arrestati due settimane fa, imprenditori che sarebbero stati gli "ufficiali pagatori" di Zangrilli. 

Il direttore dell’ufficio Iva, che si trova ora nel carcere dei Miogni e che venerdì verrà interrogato dal giudice per le indagini preliminari Ottavio D’Agostino, è accusato di corruzione, truffa e associazione per delinquere: le medesime imputazioni mosse alle persone già finite nel mirino dell’inchiesta. Secondo quanto appurato dal sostituto procuratore Agostino Abate e dalla Guardia di Finanza, a Zangrilli dovevano essere versati 220 milioni "una tantum" più il 50% dell’importo di ogni pratica di rimborso; in cambio lui si sarebbe prestato a certificare che gli imprenditori avevano effettivamente dirito ai rimborsi, per una cifra complessiva di circa 5 miliardi. 

Di questo fiume di denaro solo un centinaio di milioni era già stato pagato a Zangrilli; i titolari delle società casertane, che avevano trasferito la sede delle loro attività a Varese proprio confidando sulla complicità del direttore dell’Iva, erano arrivati a Varese proprio per perfezionare il pagamento della seconda tranche, prima di scappare a Kiev in Ucraina. Ma prima di salire sull’aereo erano stati bloccati dai finanzieri mandati da Abate. Sempre nell’ex Unione Sovietica è invece stato arrestato un commercialista campano ritenuto la "mente" dell’intero raggiro.

Claudio Del Frate

              

Torna all'inizio dell'articolo