Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 13.20.40
Giorno
06/06/07
C.c.r. Ispra - Interrogato dai giornalisti sulla gestione del personale nel centro, Prodi ha preferito tagliar corto, mentre presso la Corte di giustizia europea sono stati depositati  ricorsi su presunte irregolarità 
Prodi al Ccr porta solo un saluto ai lavoratori precari 

Stamattina sono stati i lavoratori precari del Centro a dare il benvenuto a Romano Prodi. Gli At3 protestano da circa un anno per il rinnovo del loro contratto triennale.  I ricercatori sostengono che tale accordo invece della tanto decantata flessibilità porta solo precariato.

L'incontro con il Presidente, accompagnato nella visita dal commissario europeo della ricerca Philippe Busquin, è avvenuto intorno alle dieci. 
Giunto alle porte del Ccr Prodi si è fermato a salutare gli At3. Ma l'incontro si è risolto in pochi minuti e con una breve stretta di mano. Incalzato dai giornalisti e interrogato sulla gestione del personale - in questi giorni si parla infatti del taglio di duecento posti di lavoro - e sul precariato di cui gli At3 si sentono investiti, il Presidente ha preferito non rispondere e proseguire nel suo programma, che prevede oggi la visita al centro, un incontro con il personale e con la stampa.

"Outsorcing, la precarietà del personale, delle regole e dei programmi, cosa hanno portato? L'ultima frontiera della ricerca a Ispra o semplicemente il far west?". Questo il testo, a chiare lettere, sul volantino diffuso dalle otto e trenta di questa mattina e sul quale è riportata anche una lettera inviata nei mesi scorsi a Romano Prodi da un componente degli At3. "Mi permetto di supporre che Lei, Signor Presidente, e anche il Commissario Busquin non siate informati degli aspetti più deleteri per la sua Commissione circa la gestione delle risorse umane nell'ambito della ricerca".

Questa l'ultima di una serie di comunicazioni avvenute fra At3 e il Presidente della Commissione, chiamato ad intervenire "poiché la condizione cui siamo giunti, risultato di una successione di eventi che riteniamo siano avvenuti in un contesto di dubbia legalità, richiede una decisione politica coraggiosa e riparatoria". 

"Tali irregolarità - si legge ancora nella lettera - approderanno molto presto (entro la fine del corrente mese), tramite ricorsi e denunce circostanziate, presso i tribunali competenti". Questo nel mese di settembre. Ad oggi, quindi tali ricorsi sono stati depositati presso la Corte di giustizia europea, ma nulla di ufficiale e preciso si sa del loro contenuto. 

"Se lui avesse voluto venirci incontro si sarebbe dimostrato più disponibile", questo il commento di Stefano Cocchi, uno dei rappresentanti degli At3 sull'incontro con Prodi. "Dopo dieci mesi - ha dichiarato poi- speravamo che un incontro diretto con Prodi, ci permettesse di trovare un interlocutore realmente interessato alla soluzione del problema, poiché finora non abbiamo trovato la disponibilità da parte dei responsabili ad un reale dialogo".

A confermare il ricorso alla Corte di giustizia un'altra dichiarazione degli At3 "Riteniamo che il Presidente della Commissione sia perfettamente a conoscenza dei vari aspetti, sia sociali che legali, legati al precariato e ci aspettavamo una risposta diretta alle problematiche sollevate sia a livello politico che tramite ricorsi nelle competenti sedi giuridiche". "Non avendo finora trovato nessuna forma di dialogo - ha infatti aggiunto - siamo dovuti ricorrere alla magistratura competente, per denunciare le irregolarità e le discriminazioni commesse nei confronti della categoria degli agenti temporanei con contratti triennali".

E gli At3 esprimono la loro idea anche sulla questione del taglio di posti di lavoro sollevata dai sindacati negli ultimi giorni. "La nuova questione del taglio, in realtà è una continuazione di un processo nato un anno fa e che ha portato al precariato. Siamo rammaricati - ha aggiunto un altro componente degli At3 - che le maggiori organizzazioni sindacali, Ffp e Usi, non abbiano capito la situazione iniziata con la discriminazione degli At3".

Catia Spagnolo 

              

Torna all'inizio dell'articolo