La ricerca
tecnologica e scientifica come supporto alle politiche comunitarie europee, in particolare
quelle legate all'agricoltura, all'ambiente, alla protezione dei consumatori: questi sono
stati i progetti oggetto della visita, svoltasi oggi al Ccr, del presidente della
commissione europea Romano Prodi.
Mentre la Commissione europea annunciava la proposta agli stati membri
di introdurre il test anti-bse - quello che rileva il morbo della mucca pazza - su tutti i
bovini di età superiore a due anni, uno dei temi della giornata non poteva non vertere
sulla sicurezza alimentare e appunto sul morbo della mucca pazza. "Stiamo lavorando
su questo - ha dichiarato il presidente Romano Prodi - e prenderemo decisioni chiare in
materia".
E proprio la necessità del controllo e della sicurezza ha permesso al
Presidente di agganciarsi al senso della giornata presso il Ccr:"Emerge chiaramente
la necessità di questi centri di ricerca - ha detto - c'è un mondo ignoto che esige
standard di rispetto, norme e garanzia verso il nuovo, per questo oggi ho chiesto ai
direttori di questo centro di darci il sostegno della loro attività in materia".E'
dunque un lavoro prezioso, quello svolto presso il Centro di ricerca isprese, a sostegno
dell'intera politica comunitaria. Sulle possibili resistenze
nazionali nel campo della ricerca Prodi ha sostenuto invece di essere a favore della
sussidiarietà per ciò che concerne gli interessi puramente nazionali, "ma quando il
problema è quello di dare sicurezza , quando si parla di ambiente, allora bisogna dare
delle risposte a livello europeo. Oggi a Ispra - ha ribadito Prodi - abbiamo toccato il
tema della sicurezza: ci sono alcuni obiettivi che non possono essere perseguiti se non
con la collaborazione europea e ciò che si fa qui ha proprio queste
caratteristiche".
Dunque grande fiducia sulle competenze e gli strumenti che delineano un
ruolo centrale nell'ambito della ricerca e dello sviluppo a sostegno della Ue, ma nello
stesso tempo è forte la necessità di una razionalizzazione del personale. "I tagli
al personale sono in discussione" ha detto in proposito Prodi, e questo è stato
infatti l'argomento dell'incontro con le organizzazioni sindacali. "Abbiamo applicato
una razionalizzazione in tutti i rami della commissione, dopo la crisi era necessario
dimostrare che ogni lira era usata in modo razionale e questo vale anche per i centri di
ricerca europei ed è una premessa assoluta per la futura espansione".
"A Ispra - ha sostenuto il Presidente della commissione - c'è
scarsa presenza di giovani rispetto ai centri europei". Forse è questa allora
una possibile linea da seguire in materia di razionalizzazione del personale. E a
proposito di giovani ricercatori, prodi ha dedicato un accenno alla questione degli At3,
gli agenti temporanei che il Presidente ha potuto salutare questa mattina al suo ingresso
al Centro. "E' una questione aperta da tempo - ha detto - io mi sono limitato a
recepire le loro richieste che saranno esaminate a fondo".
Perplessità sulla posizione del Presidente e di Philippe Busquin,
commissario europeo per la ricerca, che ha accompagnato Prodi nella visita, sono state
invece sollevate da Ooms Marinus, presidente del comitato locale del personale. "Il
messaggio di Busquin e Prodi - ha detto - è positivo, noi siamo indispensabili per la
nostre competenze scientifiche, ma questo sembra essere in contrasto con la
razionalizzazione annunciata e con il taglio del personale".
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