Presidente,
si va al commissariamento? «Non lo so, ma è probabile. Penso che sia l'ultima volta che
ci si trova».
Guidali è laconico e non ha molto altro da aggiungere. Lui dalla presidenza della Camera
di Commercio non si schioda. Vuole le motivazioni del perché deve andarsene.
Sull'altro fronte Marino Vago, presidente dell'Univa, nel suo editoriale del numero 5 di Varesefocus,
gli risponde senza mezze misure, " rimane invece a dispetto degli uomini e
delle istituzioni ... Guidali perde il consenso di diciassette consiglieri che sono stati
espressi dalle più rappresentative associazioni del mondo economico locale e,
ciononostante, non se ne vuole andare. Rimane sulla propria poltrona nella peggiore
tradizione. L'argomento del dibattito tuttavia non perché Guidali, nonostante il venir
meno del consenso, non se ne vada, ma chissà quali giochi sono nascosti dietro questa
vicenda e quali recondite ambizioni e machiavellici progetti ne sono la causa: in verità,
il nocciolo del problema è uno e uno solo. Una persona incaricata di ricoprire un ruolo
importante ha perso il consenso della quasi totalità di chi lo aveva chiamato a quella
carica. La soluzione del problema è una sola: le dimissioni.
In coerenza con gli interessi della Camera di Commercio". Marino Vago parla come se la sua associazione si fosse trovata
all'improvviso in mezzo a questa burrasca e non sapesse nemmeno chi aveva in mano il
timone in quel momento. Parla "di chissà quali giochi sono nascosti dietro a questa
vicenda". Se non lo sa lui a chi potremmo chiederlo?
Abbiamo provato con Guidali, che è fermo su una posizione e che ha tante ragioni quante
quelle invocate da Vago.
Da una parte, i famosi diciassette consiglieri e ora Vago, dicono, "non hai più la
nostra fiducia perciò dimettiti!". Dall'altra il presidente replica che è disposto
pure a lasciare poltrona e cariche, ma almeno se ne motivi le ragioni.
Questo stallo sta portando la Camera di Commercio dritta
dritta al commissariamento.
Delle responsabilità di Guidali se ne è parlato a lungo. Varesenews ha pubblicato un
intervento di Marino Bergamaschi per il quale il direttore dell'Associazione artigiani è
stato querelato dal suo ex presidente. Nella dichiarazione ricordiamo che si parlava di
comitati di affari. La domanda la giriamo al dottor Vago. È vero o no che si torna a quel
vecchio clima? È vero o no che qualcuno ha interessi ad arrivare al commissariamento? E
se la risposta è si, chi sono i protagonisti di queste vicende?
Ci sembra troppo facile la scelta dei silenzi in questo finale di scena. Sarebbe tempo di
smetterle con la politica fatta fuori dai luoghi istituzionali e si affronti nelle sedi
giuste la crisi. Guidali deve lasciare la Camera di commercio perché non ha più consenso
e questa in democrazia è la regola numero uno. Ma chi lo elesse solo tre anni fa gli dica
perché deve tornare ad occuparsi solo delle sue piastrelle a Carnago. Crediamo che
gli sia dovuto.
E non si tiri in ballo Molteni, Tioli, la Sinistra e chi per loro. In questa città sono
sempre stati lasciati ai margini e che il loro lavoro e i loro sforzi per migliorare
Varese fossero tanti o pochi non interessava certo a chi disegnava gli scenari di potere.
L'unica vera responsabilità della sinistra in questa vicenda è di avere la coda tra le
gambe e anche in questo caso ci piacerebbe sapere perché. Il pentolone della politica
bolle furiosamente, ma in silenzio. E allora meno misteri, per tutti i cittadini sempre
irritanti e più trasparenza, cioè democrazia.
I tempi in cui Guidali poteva diventare il
"nostro" Guazzaloca sono ormai lontani, ma che sia questa una delle chiavi
appunto per aprire la cassaforte dei segreti?
Ribadiamo più trasparenza e forse le cose potrebbero iniziare a cambiare. Magari già da
oggi.
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