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06/06/07
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Le news

10/11 - Altre dimissioni, altri misteri: Camera di Commercio verso la paralisi

10/11 - "Guidali ha perduto ogni consenso"

11/10 - Caso Guidali: i dipendenti della CCIAA chiedono chiarezza

10/10 - Crisi alla Camera di commercio, primo round a Guidali

9/10 - La risposta di Marino Bergamaschi

6/10 - L'API chiede chiarezza sul caso Guidali

5/10 - Caso Guidali: martedì si scoprono le carte

4/10 - Camera di Commercio: la parola ai comunicati

3/10 - E se Guidali non si dimettesse?

3/10 - Chi ha firmato e chi no

3/10 - Fuori le asce da guerra. Guidali prende tempo

3/10 - Premoli :«È una vicenda kafkiana»

3/10 - I comunicati ufficiali di Ascom e Univa

2/10  Temperelli: "Abbiamo sempre agito nel rispetto della legge"

1/10 - "Ho querelato Marino Bergamaschi"

1/10 Lasciamo fuori i politici

1/10 - Le precisazioni dei vertici dell'Associazione artigiani

29/9 - "Guidali risponde a un comitato d'affari"

29/9 - "Sono due orfani di Ceacescu"

29/9 - Espulsione e contestazione affidate alle raccomandate

29/9 - Le sorti di Guidali, presidente di Cciaa, sono appese a un filo

Varese - Oggi alle 15 si riunisce il consiglio. Dopo le dimissioni di sei membri di Giunta potrebbe essere ora il turno degli ultimi due
Camera di Commercio: si va verso il commissariamento?

Presidente, si va al commissariamento? «Non lo so, ma è probabile. Penso che sia l'ultima volta che ci si trova». 
Guidali è laconico e non ha molto altro da aggiungere. Lui dalla presidenza della Camera di Commercio non si schioda. Vuole le motivazioni del perché deve andarsene. 
Sull'altro fronte Marino Vago, presidente dell'Univa, nel suo editoriale del numero 5 di Varesefocus, gli risponde senza mezze misure, " rimane  invece a dispetto degli uomini e delle istituzioni ... Guidali perde il consenso di diciassette consiglieri che sono stati espressi dalle più rappresentative associazioni del mondo economico locale e, ciononostante, non se ne vuole andare. Rimane sulla propria poltrona nella peggiore tradizione. L'argomento del dibattito tuttavia non perché Guidali, nonostante il venir meno del consenso, non se ne vada, ma chissà quali giochi sono nascosti dietro questa vicenda e quali recondite ambizioni e machiavellici progetti ne sono la causa: in verità, il nocciolo del problema è uno e uno solo. Una persona incaricata di ricoprire un ruolo importante ha perso il consenso della quasi totalità di chi lo aveva chiamato a quella carica. La soluzione del problema è una sola: le dimissioni.
In coerenza con gli interessi della Camera di Commercio".

Marino Vago parla come se la sua associazione si fosse trovata all'improvviso in mezzo a questa burrasca e non sapesse nemmeno chi aveva in mano il timone in quel momento. Parla "di chissà quali giochi sono nascosti dietro a questa vicenda". Se non lo sa lui a chi potremmo chiederlo?
Abbiamo provato con Guidali, che è fermo su una posizione e che ha tante ragioni quante quelle invocate da Vago. 
Da una parte, i famosi diciassette consiglieri e ora Vago, dicono, "non hai più la nostra fiducia perciò dimettiti!". Dall'altra il presidente replica che è disposto pure a lasciare poltrona e cariche, ma almeno se ne motivi le ragioni.

Questo stallo sta portando la Camera di Commercio dritta dritta al commissariamento. 
Delle responsabilità di Guidali se ne è parlato a lungo. Varesenews ha pubblicato un intervento di Marino Bergamaschi per il quale il direttore dell'Associazione artigiani è stato querelato dal suo ex presidente. Nella dichiarazione ricordiamo che si parlava di comitati di affari. La domanda la giriamo al dottor Vago. È vero o no che si torna a quel vecchio clima? È vero o no che qualcuno ha interessi ad arrivare al commissariamento? E se la risposta è si, chi sono i protagonisti di queste vicende? 
Ci sembra troppo facile la scelta dei silenzi in questo finale di scena. Sarebbe tempo di smetterle con la politica fatta fuori dai luoghi istituzionali e si affronti nelle sedi giuste la crisi. Guidali deve lasciare la Camera di commercio perché non ha più consenso e questa in democrazia è la regola numero uno. Ma chi lo elesse solo tre anni fa gli dica perché deve tornare ad occuparsi solo delle sue piastrelle a Carnago. Crediamo che  gli sia dovuto. 
E non si tiri in ballo Molteni, Tioli, la Sinistra e chi per loro. In questa città sono sempre stati lasciati ai margini e che il loro lavoro e i loro sforzi per migliorare Varese fossero tanti o pochi non interessava certo a chi disegnava gli scenari di potere. L'unica vera responsabilità della sinistra in questa vicenda è di avere la coda tra le gambe e anche in questo caso ci piacerebbe sapere perché. Il pentolone della politica bolle furiosamente, ma in silenzio. E allora meno misteri, per tutti i cittadini sempre irritanti e più trasparenza, cioè democrazia. 

I tempi in cui Guidali poteva diventare il "nostro" Guazzaloca sono ormai lontani, ma che sia questa una delle chiavi appunto per aprire la cassaforte dei segreti?
Ribadiamo più trasparenza e forse le cose potrebbero iniziare a cambiare. Magari già da oggi. 

Marco Giovannelli

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