Per l'incontro sul piano strategico di Varese,ospiti il sindaco
di Torino,Castellani, accompagnato da noti imprenditori piemontesi , ieri sera a
Villa Ponti successo di contenuti e di partecipazione. Nell'attivo del bilancio
dell'incontro la voce più importante per quanto riguarda Varese se l'è accaparrata
il sindaco Fumagalli che davvero si è conquistato un doppio applauso.
Il primo per un suo indiscutibile merito,l'aver creduto
cioè con fermezza al piano strategico e aver avviato un confronto con quelle
realtà, magari anche lontane politicamente dalla sua amministrazione, che gli permettono
di lavorare più velocemente valorizzando anche esperienze diverse.
L'incontro con con lamministrazione torinese ne
è chiaro esempio: Castellani non è venuto a pontificare, ma a raccontare con passione
quanto è stato realizzato nella sua città.
Il secondo merito del sindaco varesino è di aver
smascherato pubblicamente una situazione che tutti conoscono, ma di cui nessuno ha il
coraggio di parlare apertamente ovvero il pesante contrasto di vedute , e di
qui l'incomunicabilità assoluta , tra Comune e Provincia, Proprio l'
intervento del Presidente della Provincia Massimo Ferrario ha confermato
la situazione che genera solo negatività alla comunità intera. Anche
tanto buon senso nel suo intervento , solito spirito critico, solite lamentele, ma
nessuna apertura, nessun segnale
di mutamento: la litigiosità di Ferrario con lamministrazione
Fumagalli in questi anni è stata lì ,tutta, da vedere. Ci sono voluti tempi biblici per
giungere a convenzioni anche su argomenti in cui "Roma ladrona" proprio non
centrava nulla. Basti pensare alle scuole. Sono diverse le visioni strategiche, ma a
volte anche le politiche di basso cabotaggio. Si dice che il Presidente è un uomo
concreto e gli va dato atto che in alcuni settori ha svolto in modo ottimo il proprio
lavoro, ma ieri sera è stato una nota stonata. Magari gli sarebbe piaciuto essere
il"grillo parlante", non era proprio il momento.
Torino ha messo in mostra le sue perle e si è
portata dietro il meglio della finanza e dellimprenditoria, che guarda caso investe
in sport proprio a Varese, è il caso della Roba di Kappa con i Roosters.
Varese, al di là delle buone intenzioni di Fumagalli, come ha
risposto? Con un intervento sulle incompiute, sulle malefatte e sulla morte
dei sogni. Così si è distinto Ferrario. Ma lui almeno ha un coraggio da vendere. La
pensa così e la dice così. Poco diplomatico, ma schietto. Sono i silenzi che devono far
pensare in una città in cui da oltre un mese un solo uomo riesce a mettere in scacco un
ente come la Camera di Commercio.
Castellani, ieri sera, ha detto tante cose
interessanti e importanti, ma una su tutte ha schiaffeggiato Varese:
"Il ruolo degli imprenditori oggi è quello di
conoscere e intervenire nel contesto in cui operano". Non a caso nel suo staff del
piano strategico torinese figurano personaggi come Annibaldi o come Boglione della Roba di
kappa.
E così la serata a Villa Andrea è stato un autentico
successo per i due sindaci, ma è rimasta stonata per Varese.
Fumagalli ha potuto raccontare solo un pezzo del percorso e
le buone intenzioni con cui si sta lavorando. Il Pim e lUniversità
dellInsubria, altro grande silenzio di ieri sera, hanno consegnato i loro lavori e
il piano di fattibilità. Ladesione al piano strategico è arrivata da 29
amministrazioni comunali e dalle parti sociali. Ora si deve mettere in moto un gruppo di
lavoro che diventi il governo di questo grande processo.
"Il piano strategico è la bussola della città",
ha affermato Castellani. Il suo è stato un intervento di circa mezzora in cui ha
illustrato il cammino di due anni di lavoro e lattuale punto della situazione. In
dieci anni Torino verrà trasformata profondamente per permettere alla città di
recuperare quel ruolo internazionale che ora le manca. Gli obiettivi finali sono la
promozione del territorio per un equilibrato sviluppo economico e sociale che avvenga
grazie a movimenti di partecipazione dellintero tessuto cittadino.
Lintervento dellindustriale Boglione è stato ancora più
incisivo rispetto allo stile con cui si sta operando a Torino. "Il piano ha
entusiasmato tutti i soggetti recuperando quellentusiasmo collettivo che ci
raccontavano i nostri vecchi. E come un sogno da poter raccontare a qualcun
altro". Boglione è uno di quegli imprenditori che la pensa come Castellani. Uno che
gestisce la realtà, ma che crede ancora nei sogni e che cita Einstein dicendo che
"è più importante limmaginazione della conoscenza".
Ecco ,uscendo dallo splendido scenario delle Ville Ponti
viene da chiedersi, ma a Varese ci sono dei Boglione? Ci sono dei Gastaldo, o una realtà
come la Fondazione Compagnia di San Paolo? Mah! Forse, ma sono ben nascosti. Gli
imprenditori varesini litigano tra loro, vedi ancora l'episodio della Camera di Commercio,
e in questi anni hanno pensato a costruire la loro Università, le loro banche. La
responsabilità sarà pure della politica, ma non sembra che fuori da questa gli stili
siano migliori e si creda davvero allo sviluppo e al miglioramento della realtà sociale.
Più che voglia di protagonismo cè tanta voglia di controllo sulle iniziative. Non
si accetta che possa esistere un sano confronto anche su posizioni molto diverse.
E allora Castellani lascia un altro bel messaggio
alla nostra città. "se ci si mette daccordo sulla missione e sugli obiettivi,
poi non ci si può più sottrarre al confronto". Niente male per una città come la
nostra dove davvero i silenzi e le trattative fuori dagli ambiti istituzionali sono la
prassi consolidata.
Buon lavoro sindaco Fumagalli. Come il suo predecessore
avrà almeno il merito di aver provato a dare una scossa al torpore di questa città. Dopo
aver un po' troppo indugiato all'inizio del suo mandato, ora non cada però nella
tentazione di prendere scorciatoie. Di gatti e di volpi a Varese ce ne sono fin troppe e
finirebbe come Pinocchio.
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