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Ore 18.11.04
Giorno
06/06/07
Varese – Grande successo per il sindaco di Torino Castellani e per i suoi partner. Soddisfazione per l’amministrazione Fumagalli, ma Varese mostra tutti i suoi limiti
"Il piano strategico è la bussola della città"

Per l'incontro sul piano strategico di Varese,ospiti il sindaco di Torino,Castellani, accompagnato da noti  imprenditori piemontesi , ieri sera a Villa Ponti successo di contenuti e di partecipazione. Nell'attivo del bilancio dell'incontro la voce più importante per quanto riguarda Varese se l'è accaparrata  il sindaco Fumagalli  che  davvero si  è conquistato un doppio applauso.

Il primo per un suo indiscutibile merito,l'aver creduto cioè  con fermezza al piano strategico e aver avviato un confronto con quelle realtà, magari anche lontane politicamente dalla sua amministrazione, che gli permettono di lavorare più velocemente valorizzando anche  esperienze  diverse.
L'incontro con
con l’amministrazione torinese ne è chiaro esempio: Castellani non è venuto a pontificare, ma a raccontare con passione quanto è stato realizzato nella sua città. 
Il secondo merito del sindaco varesino è di aver smascherato pubblicamente una situazione che tutti conoscono, ma di cui nessuno ha il coraggio di parlare apertamente ovvero il pesante contrasto di vedute ,  e di qui  l'incomunicabilità assoluta ,  tra Comune e Provincia,  Proprio l' intervento del Presidente della Provincia Massimo Ferrario  ha confermato
la situazione che genera  solo negatività alla  comunità intera. Anche tanto  buon senso nel suo intervento , solito spirito critico, solite lamentele, ma nessuna apertura, nessun segnale
di mutamento:  la   litigiosità di Ferrario con l’amministrazione Fumagalli in questi anni è stata lì ,tutta, da vedere. Ci sono voluti tempi biblici per giungere a convenzioni anche su argomenti in cui "Roma ladrona" proprio non c’entrava nulla. Basti pensare alle scuole. Sono diverse le visioni strategiche, ma a volte anche le politiche di basso cabotaggio. Si dice che il Presidente è un uomo concreto e gli va dato atto che in alcuni settori ha svolto in modo ottimo il proprio lavoro, ma ieri sera è stato una nota stonata. Magari gli sarebbe piaciuto essere il"grillo parlante",  non era proprio il momento.

 Torino ha messo in mostra le sue perle e si è portata dietro il meglio della finanza e dell’imprenditoria, che guarda caso investe in sport proprio a Varese, è il caso della Roba di Kappa con i Roosters.

 Varese, al di là delle buone intenzioni di Fumagalli, come ha risposto? Con un intervento sulle incompiute, sulle malefatte e sulla   morte dei sogni. Così si è distinto Ferrario. Ma lui almeno ha un coraggio da vendere. La pensa così e la dice così. Poco diplomatico, ma schietto. Sono i silenzi che devono far pensare in una città in cui da oltre un mese un solo uomo riesce a mettere in scacco un ente come la Camera di Commercio.

 Castellani, ieri sera, ha detto tante cose interessanti e importanti, ma una su tutte ha schiaffeggiato Varese:

 "Il ruolo degli imprenditori oggi è quello di conoscere e intervenire nel contesto in cui operano". Non a caso nel suo staff del piano strategico torinese figurano personaggi come Annibaldi o come Boglione della Roba di kappa.

E così la serata a Villa Andrea è stato un autentico successo per i due sindaci, ma è rimasta stonata per Varese.

Fumagalli ha potuto raccontare solo un pezzo del percorso e le buone intenzioni con cui si sta lavorando. Il Pim e l’Università dell’Insubria, altro grande silenzio di ieri sera, hanno consegnato i loro lavori e il piano di fattibilità. L’adesione al piano strategico è arrivata da 29 amministrazioni comunali e dalle parti sociali. Ora si deve mettere in moto un gruppo di lavoro che diventi il governo di questo grande processo.

"Il piano strategico è la bussola della città", ha affermato Castellani. Il suo è stato un intervento di circa mezz’ora in cui ha illustrato il cammino di due anni di lavoro e l’attuale punto della situazione. In dieci anni Torino verrà trasformata profondamente per permettere alla città di recuperare quel ruolo internazionale che ora le manca. Gli obiettivi finali sono la promozione del territorio per un equilibrato sviluppo economico e sociale che avvenga grazie a movimenti di partecipazione dell’intero tessuto cittadino.

L’intervento dell’industriale Boglione è stato ancora più incisivo rispetto allo stile con cui si sta operando a Torino. "Il piano ha entusiasmato tutti i soggetti recuperando quell’entusiasmo collettivo che ci raccontavano i nostri vecchi. E’ come un sogno da poter raccontare a qualcun altro". Boglione è uno di quegli imprenditori che la pensa come Castellani. Uno che gestisce la realtà, ma che crede ancora nei sogni e che cita Einstein dicendo che "è più importante l’immaginazione della conoscenza".

Ecco ,uscendo dallo splendido scenario delle Ville Ponti viene da chiedersi, ma a Varese ci sono dei Boglione? Ci sono dei Gastaldo, o una realtà come la Fondazione Compagnia di San Paolo? Mah! Forse, ma sono ben nascosti. Gli imprenditori varesini litigano tra loro, vedi ancora l'episodio della Camera di Commercio, e in questi anni hanno pensato a costruire la loro Università, le loro banche. La responsabilità sarà pure della politica, ma non sembra che fuori da questa gli stili siano migliori e si creda davvero allo sviluppo e al miglioramento della realtà sociale. Più che voglia di protagonismo c’è tanta voglia di controllo sulle iniziative. Non si accetta che possa esistere un sano confronto anche su posizioni molto diverse.

 E allora Castellani lascia un altro bel messaggio alla nostra città. "se ci si mette d’accordo sulla missione e sugli obiettivi, poi non ci si può più sottrarre al confronto". Niente male per una città come la nostra dove davvero i silenzi e le trattative fuori dagli ambiti istituzionali sono la prassi consolidata. 

Buon lavoro sindaco Fumagalli. Come il suo predecessore avrà almeno il merito di aver provato a dare una scossa al torpore di questa città. Dopo aver un po' troppo indugiato all'inizio del suo mandato, ora non cada però nella tentazione di prendere scorciatoie. Di gatti e di volpi a Varese ce ne sono fin troppe e finirebbe come Pinocchio.

Marco Giovannelli

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