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Ore 10.25.30
Giorno
07/06/07
Lavena Ponte Tresa- Il resoconto di un incontro pubblico voluto dalla Lega Nord sulla discussa questione del possibile abbattimento del ponte sul Tresa. Diversi i politici presenti, non sono mancate le polemiche
Divergenza tra i sindaci sulla questione del ponte

«Pur non essendo materia di espressa competenza provinciale, abbiamo voluto organizzare questo incontro per raggruppare attorno an un tavolo le diverse parti interessate alla questione del ponte sul fiume Tresa». E' questo il senso del discorso introduttivo che il presidente della Provincia di Varese Massimo Ferrario ha pronunciato in apertura dell'incontro voluto dalla Lega Nord in occasione delle recenti polemiche in merito al possibile abbattimento del ponte di Lavena, con relativo spostamento del valico in località Madonnone, nel comune di Cadegliano Viconago.

Diverse le autorità presenti nella palestra delle scuole di Lavena adibita per l'occasione a sala riunioni: oltre a Ferrario sedevano tra i relatori i sindaci dei quattro comuni interessati in qualche modo alla vicenda: le due Ponte Tresa, Cadegliano Viconago e Groglio, oltre al presidente della Comunità Montana Valganna e Valmarchirolo Paolo Sartorio.
Da parte svizzera sedevano due responsabili del Dipartimento del Territorio, l'avvocato Malfanti e l'ingenier Gorla, oltre all'Onorevole Righinetti, deputato al parlamento Ticinese.

Nel riassumere il quadro generale della serata è possibile notare una sostanziale carenza da parte italiana di progetti e studi riferibili al possibile impatto sul traffico che deriverebbe dallo spostamento per intero dell'asse viabilistico presso il Madonnone. I tecnici elvetici presenti alla riunione hanno difatti sottolineato la totale assenza di studi in tal senso mossi dalle autorità italiane, e ritenuti opportune allo stato dei fatti  solo se posti di fronte ad un'assenza di veto a priori in merito al possibile abbattimento del viadotto.
Non sono mancati momenti di polemica quando il primo cittadino di Ponte Tresa svizzera Grandi ha definito «scorretto» il comportamento del sindaco di Lavena Mina in merito all'assenza di una precisa volontà di dar vita ad uno studio di fattibilità sulla variante di valico (variante alla SS233 della Valganna necessaria qualora l'apertura al Madonnone divenisse realtà ndr) del costo complessivo di 350.000 Fsw e già emersa nel corso del consiglio comunale di martedì scorso tra i banchi dell'opposizione; l'ipotesi della variante è stata auspicata anche dal Presidente della Comunità Montana Valganna e Valmarchirolo Sartorio che nel corso del suo intervento ha profilato l'opportunità della ricostruzione del ponte mediante un'opera d'architettura in modo tale da apportare un rilancio turistico della zona.

Nel corso della serata è intervenuto anche il deputato ticinese Righinetti il quale, pur affermando di «non potersi schierare contro il PVL» (piano viabilistico del Luganese) ha sottolineato l'importanza del parere popolare in merito a opere di questo genere; questa posizione è stata salutata con approvazione anche dall'intervento del Senatore di AN Pietro Pellicini.

Oltre all'osservazione di Luca Marsico - presidente della Valceresio e seduto tra il pubblico - in merito alla contrarietà circa l'abbattimento del ponte, anche diverse persone hanno detto la loro sulla questione dello spostamento del valico; i presenti - più di un centinaio - hanno convenuto negli loro interventi la ferma opposizione all'abbattimento del viadotto, mentre è stata accolta in modo positivo l'ipotesi di sdoppiare il traffico commerciale al Madonnone, così da incanalare quello turistico presso l'attuale valico.

Dopo lo spazio dedicato alle repliche ai quesiti del pubblico, il presidente Ferrario ha concluso sottolineando le difficoltà a veder costruite le opere viarie di cui si è accennato nel corso dell'incontro a causa della costante mancanza di fondi da parte dell'ANAS e della Provincia, verso la quale diverse sono le deleghe regionali in materia viabilistica alle quali l'ente dovrà in futuro far fronte; un primo risultato di importanza fondamentale - secondo Ferrario -  è stato tuttavia nel corso della serata quello raggiunto dalle varie componenti della Regio Insubrica che hanno cercato congiuntamente di dare soluzione ad un problema comune.

Andrea Camurani

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