| Cosa
cambia della nostra vita nell'epoca degli alimenti geneticamente modificati? non è una
risposta semplice, nè scontata. per questo si svolgerà domani sera, giovedì 23 alle 21
al salone Estense il convegno intitolato "Alimenti geneticamente modificati?
Biotecnologie vegetali e qualità della vita", organizzato dal dipartimento di
biologia strutturale e funzionale della facoltà di scienze dell'università dell'Insubria
e con il patrocinio dell'assessorato alla tutela ambientale del comune di Varese sostenuta
anche dalla camera di Commercio, dal dottorato di biologia evoluzionistica e e dello
sviluppo, dal dottorato in analisi protezione e gestione delle biodiversità e
dall'associazione amici dell'Università di Varese. Tra
i relatori del convegno ci saranno Marcella Bracale, professoressa dell'università
dell'Insubria, che parlerà di "biotecnologie applicate all'agricoltura",
di Giuliano d'Agnolo dell'istituto superiore della Sanità, che relazionerà su
"piante transgeniche: valutazione dei rischi ambientali e sanitari", e di Carlo
Soave professore all'università degli studi di Milano che si domanderà se "la
temperanza è una virtù ecologica?"
Quello di fornire il salone Estense, cioè la sala dove
normalmente si svolge il consiglio comunale, la dice lunga sull'interesse del comune a
patrocinare una simile iniziativa "E dell'interesse dell'assessorato all'ambiente in
particolare - chiosa l'assessore all'ambiente Vittorio Maroni - un interesse che non è
legato solo al convegno previsto per giovedì sera, ma anche alla possibilità, più che
concreta, di sviluppi futuri nella collaborazione tra università dell'Insubria e
assessorato all'ambiente, di cui una delle prime forme è stato ospitare e patrocinare
questo convegno "
Una collaborazione che ha uno scopo preciso, secondo
l'assessore Maroni: "Noi abbiamo una università che vive ancora una sua vita
separata dalla città, mentre in altri sedi l'università è perfettamente integrata con i
cittadini: i miei sforzi saranno tesi ad avere una collaborazione sempre più
stretta, così che università e città si integrino tra di loro".
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