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| Varese
Baruffa pirandelliana in consiglio. Il Carroccio vota
(ma esce sconfitto) un provvedimento giudicato illegittimo |
| Motta (Lega)
:"Il bilancio è falso". Si spezza la maggioranza Fumagalli |
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| Finale
piranedelliano alla seduta del consiglio comunale di Varese ieri sera: un provvedimento in
odore di illegittimità è stato votato dalla Lega e "bocciato" dagli altri
partiti. Risultato: il provvedimento non è passato (e il rispetto della legge tutelato)
grazie a un incredibile rovesciamento delle parti. Alla conta dei voti, infatti, i sì
della Lega (non imitata dai compagni di coalizione di Cdu e Lista Montoli) sono stati 15,
contro i 16 no del resto del consiglio. Giallo finale: il consigliere leghista Motta
contesta il conteggio degli scrutatori: secondo lui i presenti in aula erano 33, dunque
mancano allappello due voti. Il comune cittadino stenterà a capirci qualcosa; tanto
più che loggetto del contendere era un provvedimento di ordinaria amministrazione
(lassestamento di bilancio, un adempimento che in genere viene liquidato in pochi
minuti). Ma questo è solo uno dei rebus della politica varesina del momento. Vediamo di
ricostruire dunque la movimentata serata. Si vota come detto lassestamento di
bilancio: si tratta di verificare se i conti delle casse comunali quadrano, se a un tot
importo di spesa corrisponda un pari numero di entrate. Lassessore Costantino
Lazzari svolge il suo "compitino" e fa lelenco delle correzioni che
potrebbero essere apportate nei prossimi mesi ai programmi di spesa. Sembra tutto vicino
alla conclusione ma è in agguato il "ciclone Motta". Il consigliere leghista
interviene infatti per dire tout court che a suo giudizio il bilancio è falso: vengono
inserite a bilancio alcuni miliardi in entrata (soprattutto i soldi ricavati dalla vendita
di proprietà comunali come larea Cagna) in realtà inesistenti. Lazzari tenta di
parare il colpo a freddo: <Se quei soldi non arriveranno, contestualmente verranno
tagliate spese per un pari importo, limportante è assicurare il pareggio>. Motta
insiste: presenta un emendamento con il quale "blinda" le possibilità di
manovra delle finanze comunali; chiede che gli impegni di spesa vengano autorizzati solo
di mese in mese. Limbarazzo nella Lega è evidente: la seduta viene sospesa,
cè un lungo e vivace conciliabolo tra Motta, Fumagalli, i funzionari comunali. Alla
ripresa della seduta lemendamento Motta, che ha ricevuto il nulla osta di Lazzari,
viene messo ai voti. Scardeoni (Rifondazione Comunista) chiede però che il segretario
generale del comune Vincenzo Alfieri chiarisca se un provvedimento del genere è conforme
alla legge. <No, non lo è> sentenzia Alfieri. Votazione: si alzano 15 mani di
consiglieri leghisti che, sorde allammonimento del segretario generale, appoggiano
un provvedimento autolesionista; ma sono 16 i voti dellopposizione (compresi come
detto Cdu e Lista Montoli) che garantiscono la trasparenza del bilancio presentato dalla
giunta. La commedia degli equivoci riserva altri due momenti. Primo: i consiglieri di
Rifondazione, Ds e Varese Città, abbandonano laula in segno di protesta; secondo,
Motta non è convinto del risultato della votazione, annuncia che effettuerà verifiche
per capire chi sono i due consiglieri leghisti che hanno battuto in ritirata. Resta da
chiedersi: perché è esplosa questa baruffa? Due ipotesi. La prima è che Motta,
scaricato dal suo partito alle ultime Regionali (non è stato candidato) si stia
vendicando e reclami adesso "un posto al sole"; a dar retta alla seconda, lo
stesso Motta avrebbe ingaggiato una sorta di braccio di ferro con i dirigenti di Palazzo
Estense, a suo giudizio veri arbitri del bilancio a tutto danno del consiglio comunale.
Per questa ragione era stato chiesto di autorizzare le spese solo di mese in mese. |
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Claudio Del Frate
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