Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 16.24.32
Giorno
07/06/07
VareseBaruffa pirandelliana in consiglio. Il Carroccio vota (ma esce sconfitto) un provvedimento giudicato illegittimo
Motta (Lega) :"Il bilancio è falso". Si spezza la maggioranza Fumagalli

Finale piranedelliano alla seduta del consiglio comunale di Varese ieri sera: un provvedimento in odore di illegittimità è stato votato dalla Lega e "bocciato" dagli altri partiti. Risultato: il provvedimento non è passato (e il rispetto della legge tutelato) grazie a un incredibile rovesciamento delle parti. Alla conta dei voti, infatti, i sì della Lega (non imitata dai compagni di coalizione di Cdu e Lista Montoli) sono stati 15, contro i 16 no del resto del consiglio. Giallo finale: il consigliere leghista Motta contesta il conteggio degli scrutatori: secondo lui i presenti in aula erano 33, dunque mancano all’appello due voti. Il comune cittadino stenterà a capirci qualcosa; tanto più che l’oggetto del contendere era un provvedimento di ordinaria amministrazione (l’assestamento di bilancio, un adempimento che in genere viene liquidato in pochi minuti). Ma questo è solo uno dei rebus della politica varesina del momento. Vediamo di ricostruire dunque la movimentata serata. Si vota come detto l’assestamento di bilancio: si tratta di verificare se i conti delle casse comunali quadrano, se a un tot importo di spesa corrisponda un pari numero di entrate. L’assessore Costantino Lazzari svolge il suo "compitino" e fa l’elenco delle correzioni che potrebbero essere apportate nei prossimi mesi ai programmi di spesa. Sembra tutto vicino alla conclusione ma è in agguato il "ciclone Motta". Il consigliere leghista interviene infatti per dire tout court che a suo giudizio il bilancio è falso: vengono inserite a bilancio alcuni miliardi in entrata (soprattutto i soldi ricavati dalla vendita di proprietà comunali come l’area Cagna) in realtà inesistenti. Lazzari tenta di parare il colpo a freddo: <Se quei soldi non arriveranno, contestualmente verranno tagliate spese per un pari importo, l’importante è assicurare il pareggio>. Motta insiste: presenta un emendamento con il quale "blinda" le possibilità di manovra delle finanze comunali; chiede che gli impegni di spesa vengano autorizzati solo di mese in mese. L’imbarazzo nella Lega è evidente: la seduta viene sospesa, c’è un lungo e vivace conciliabolo tra Motta, Fumagalli, i funzionari comunali. Alla ripresa della seduta l’emendamento Motta, che ha ricevuto il nulla osta di Lazzari, viene messo ai voti. Scardeoni (Rifondazione Comunista) chiede però che il segretario generale del comune Vincenzo Alfieri chiarisca se un provvedimento del genere è conforme alla legge. <No, non lo è> sentenzia Alfieri. Votazione: si alzano 15 mani di consiglieri leghisti che, sorde all’ammonimento del segretario generale, appoggiano un provvedimento autolesionista; ma sono 16 i voti dell’opposizione (compresi come detto Cdu e Lista Montoli) che garantiscono la trasparenza del bilancio presentato dalla giunta. La commedia degli equivoci riserva altri due momenti. Primo: i consiglieri di Rifondazione, Ds e Varese Città, abbandonano l’aula in segno di protesta; secondo, Motta non è convinto del risultato della votazione, annuncia che effettuerà verifiche per capire chi sono i due consiglieri leghisti che hanno battuto in ritirata. Resta da chiedersi: perché è esplosa questa baruffa? Due ipotesi. La prima è che Motta, scaricato dal suo partito alle ultime Regionali (non è stato candidato) si stia vendicando e reclami adesso "un posto al sole"; a dar retta alla seconda, lo stesso Motta avrebbe ingaggiato una sorta di braccio di ferro con i dirigenti di Palazzo Estense, a suo giudizio veri arbitri del bilancio a tutto danno del consiglio comunale. Per questa ragione era stato chiesto di autorizzare le spese solo di mese in mese.

Claudio Del Frate

Torna all'inizio dell'articolo