Il metodo più nuovo per insegnare ai bambini è quello più antico, legato al
gioco e alle favole. È ciò che stanno scoprendo in questi giorni i bambini delle scuole
elementari del terzo circolo didattico di Varese, cioè la Parini, la Foscolo, la Sacco e
la Baracca. Convintissimi di fare praticamente una settimana di "vacanza" tra
videocassette e disegni, i piccoli studenti stanno in realtà partecipando al
"progetto Pinocchio": una settimana di insegnamento fuori dagli schemi
tradizionali che, a partire da un tema piacevole come una favola o la riscoperta di giochi
antichi, si ripropone di "imbrogliare" i bambini riempiendo di contenuti
perfettamente normali - nozioni di matematica e geometria, pratica linguistica, persino un
pò di inglese - delle giornate non scandite da insegnamenti standard in orari standard. "Noi studiamo gli indiani d'america" spiega Michelle, quinta elementare
alla Parini "Abbiamo visto Pocahontas, abbiamo visto come contavano gli indiani (in
realtà hanno studiato i sistemi di misura non decimali, n.d.r.) abbiamo imparato una
favola indiana in inglese e stiamo facendo dei cartelloni con i fumetti della favola (un
metodo per distinguere il discorso diretto da quello indiretto, n.d.r.)", ha
precisato Alessandro. "La visione della videocassetta legata alla favola di
Pocahontas è stato il punto di partenza per una serie di "lezioni"
interdisciplinari" chiosa la maestra che li sta seguendo materialmente, un gruppo
alacremente al lavoro sul pavimento di uno dei grandi corridoi.
"Ogni modulo (le classi di antica memoria, non
suddivise per eventuali sezioni) è diviso in tre o quattro gruppi, secondo il livello di
apprendimento dei ragazzi" spiegano le maestre "un sistema per fare una
settimana di approfondimento senza stress per alcuni e di recupero per altri, senza
relegare nessuno in ruoli sgradevoli".
"Noi abbiamo visto la Bella e la Bestia" dicono forte in coro alcuni
ragazzini di terza, le cui maestre hanno scelto questa favola per riflettere sul concetto
di diversità. Un argomento che nella giornata di mercoledì stavano esprimendo
attraverso la creazione di un castello con figure geometriche: un sistema per approfondire
la composizione geometrica di figure complesse, e per acquisire dimestichezza con i
molti usi di quadrati e triangoli. Legate a "La bella e la bestia" ci sono però
anche discussioni importanti sul tema della diversità, e un lavoro di analisi della
fiaba, argomento tripicamente umanistico e di tecnica letteraria.
I bimbi di seconda elementare, normalmente alle prese con la favola del
Pesciolino d'Oro, hanno nella giornata di mercoledì vissuto un ulteriore momento a
sorpresa: una parentesi di fiabe nelle fiabe. La direttrice ha letto per loro alcune fiabe
tradizionali varesine, raccolte da lei stessa interrogando le anziane signore del
varesotto. Un sistema questo per imparare parole nuove e fare memoria di antichi mestieri
ormai dimenticati. "Ma il lavoro di elaborazione della fiaba durante la
settimana" precisano le maestre "consisterà soprattutto nella sua
drammatizzazione - sabato mattina faranno uno spettacolino con le maschere che loro
stessi hanno costruito - e nella realizzazione di una favola da loro stessi
inventata"
Le classi quarte conservano fuori dalla porta della loro classe addirittura
giochi di strada. Il tema scelto per questa settimana di approfondimento da parte delle
loro maestre è infatti proprio il gioco: "Per riscoprire alcuni giochi dimenticati,
di quelli fatti di niente, ma anche per tirare fuori il valore formativo dei giochi
stessi"come spiegano le maestre stesse. Così è stato ricostruito nel corridoio
antistante la loro classe il gioco del mondo o la pista delle biglie, hanno intervistato i
nonni per conoscere a cosa giocavano quando erano bambini e stanno per dedicarsi
alla matematica con alcuni dei tantissimi giochi di logica e matematici inventati in
questi secoli.
Per le prime classi invece non è forte il distacco
tra questa settimana e le normali lezioni, che soprattutto nel primo quadrimestre sono
giocose e senza grandi impegni: per i bimbi appena entrati nel mondo della scuola la loro
attività è legata ad alcune fiabe sul tema dell'amicizia.
"La finalità prevalente di questo progetto è aprire
uno spazio di flessibilità didattica ed organizzativa nel programma delle scuole
elementari" spiega la direttrice del terzo circolo Margherita Giromini "La
suddivisione per classi ed età non è sempre corrispondente agli effettivi bisogni dei
ragazzi, e questo progetto vuole "aprire una finestra" all'interno della
normale programmazione in grado di essere di aiuto ai ragazzi, che possono per una
settimana elaborare più con calma ciò che hanno imparato, ma anche a noi insegnanti,
perchè può darci qualche indicazione su come "imbrogliare" i bambini
consentendo loro di imparare attraverso il piacere".
La settimana si concluderà con un vero e proprio
questionario di gradimento compilato dai bambini su questa particolarissima
settimana. E a metà del secondo quadrimestre è prevista la seconda parte del progetto,
con un altra settimana di gioco e di studio per i bambini del terzo circolo didattico di
Varese.
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