| Stamattina
il Governo ha varato i Decreti applicativi della legge di riforma dei Cicli Scolastici.
Dopo 45 giorni a disposizione del Parlamento per le proprie osservazioni, anche questo
pezzo della riforma della scuola italiana dovrebbe, quindi, diventare operativo.
La riforma dei cicli, insieme con l'autonomia delle
istituzioni
scolastiche, costituisce uno dei cardini fondamentali del processo di rinnovamento della
scuola italiana. Certo nessuna legge è perfetta, anzi ogni legge è perfettibile, ma ora
più che il tempo delle discussioni, delle critiche, delle proposte alternative è il
tempo di una sperimentazione della riforma.
Occorrerà anzitutto trovare il consenso, anche critico,
degli insegnanti, perché nessuna riforma porta a vera innovazione se non è condivisa da
chi ne deve essere il protagonista fondamentale. Gli insegnanti sono chiamati a mettersi
in gioco in questo processo di rinnovamento dando il meglio della propria
professionalità, affrontando con coraggio le innovazioni e attraverso la sperimentazione
segnalando tutti gli aggiustamenti che il tempo farà vedere come necessari.
Non è il tempo di rimpiangere il passato, ma di
raccogliere la sfida del futuro, di andare verso una scuola nuova. Per questo crediamo che
sindacati della scuola, associazioni professionali, ma anche libere aggregazioni di
insegnanti, anche gli stessi organi collegiali dove gli insegnanti partecipano al governo
delle istituzioni scolastiche, debbano diventare luoghi di un sincero confronto, devono
diventare i luoghi attraverso cui si forma quella necessaria condivisione del processo di
rinnovamento avviato dalla normativa. Crediamo che gli insegnanti debbano assumersi questa
responsabilità aprendo, anche a livello locale, tutti gli spazi del confronto,
dell'approfondimento e della formazione.
Questo loro impegno dovrà essere riconosciuto e
valorizzato a livello sociale così come dovrà essere sostenuto a livello economico con
un reale riconoscimento dell'impegno professionale richiesto. Crediamo che in questo
processo di rinnovamento debbano essere coinvolte anche le famiglie e gli studenti,
soprattutto quelli delle scuole superiori, che non possono essere solo utenti, ma
partecipare in modo attivo al processo di riforma della scuola.
Ci aspettiamo che, anche a livello locale, non manchino
occasioni. La Pastorale Scolastica, per suo canto, cercherà di essere presente offrendo
occasioni di discussione.
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