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Ore 16.24.29
Giorno
07/06/07
Varese- Quarantamila questionari sono già stati inviati ad altrettanti varesini sopra i 55 anni. Branduardi e la Melato tra le iniziative culturali
Novembre tra esami e concerti per far conoscere il tumore alla prostata 

E' la seconda causa di morte per la popolazione maschile della provincia di Varese, dopo il cancro al polmone, ma non è il caso di spaventarsi: se trent'anni fa chi si presentava all'ospedale era al 50% già allo stadio delle metastasi, in una condizione cioè ormai pressoché irrecuperabile, ora in queste condizioni si presenta solo il 10% dei pazienti.

"Una condizione che secondo gli scienziati americani può migliorare fino a ridursi all'1% dei pazienti visitati" secondo il professor Aldo Bono (nella foto), primario di urologia e presidente dell'associazione degli oncologi europei. Come? Recuperando il più precocemente possibile le situazioni patologiche. Cioè con degli screening sulla popolazione apparentemente sana, o con delle diagnosi precoci della malattia. E' quello che sta attuando, nell'ambito di un intero mese dedicato alla sensibilizzazione su questa malattia e che vede il via ufficiale sabato 4 novembre presso il salone estense in via Sacco a Varese, l'azienda ospedaliera dell'ospedale di Circolo, con l'università dell'Insubria, il comune di Varese, la regione Lombardia e la lega italiana per la lotta contro i tumori.

Il primo passo è un questionario, distribuito in 40.000 copie ad altrettanti cittadini della provincia nel corso del mese di ottobre "Hanno già risposto in 5000" precisa Carlo Lucchina, direttore generale della azienda ospedaliera del Circolo: segno di un interesse crescente, o forse anche di un pò di paura: il questionario pone domande precise ("è già stato in cura per la prostata?", ha fatto l'esame del PSA?") alle quali, se si risponde affermativamente, si corre il rischio di temere il peggio...

"Innanzitutto intendiamoci: il tumore alla prostata è una malattia essenzialmente cronica, che non si conclude in breve tempo con esiti infausti" mette subito le mani avanti Bono "Con questa malattia si può convivere anche numerosi anni. Ma come? prendendo medicine chemioterapiche che costano 500mila lire a flacone. Un pensiero per il paziente e un costo per la comunità, che può essere agevolmente diminuito con la prevenzione o comunque una diagnosi tempestiva "

Una malattia che, se è agevolmente gestibile con la prevenzione, la radioterapia e la chirurgia, è però dai contorni ancora poco delineati "Uno dei motivi su cui si sta investigando di più e che sembra più probabilmente legato alla malattia è quello dell’alimentazione: l’incidenza del tumore alla prostata aumenta notevolmente nei paesi occidentali, che hanno una cucina che utilizza molto i grassi" spiega Giovanni Sala (nella foto con il presidente dell'associazione Ferruccio Zuccaro), segretario dell’associazione Renato Uccella dedita a sensibilizzare la popolazione sul cancro alla prostata, che sta realizzando un libro sul legame tra l’alimentazione e questa malattia  "probabilmente l'alimentazione è un fattore importante. Tra gli altri però potrebbe esserci anche l'ereditarietà, o più genericamente l'ambiente in cui si vive"

"Quella dell'ereditarietà è un elemento tutto da studiare, che potrebbe emergere o no da questo controllo a largo raggio dei cittadini che per la loro età possono considerarsi più a rischio" precisa Bono "certamente è un elemento che stiamo valutando". E che probabilmente gli studiosi varesini sperano di meglio identificare in quella che sembra essere una vera e propria mappatura dello stato di salute a livello urologico degli uomini varesini "in età". Più ancora, e diversamente, da quello che fa un vero e proprio screening, visto che si rivolge a soggetti che qualche sintomo o precedente già lo accusano: "Quello che cercheremo di conoscere con questa iniziativa (tutta varesina,  n.d.r.) sono innanzitutto le persone che sono già in cura o già sintomatiche".

"Questa iniziativa vede protagonisti il comune, l'azienda ospedaliera e il gruppo di ricerca Renato Uccella - ha aggiunto il direttore generale dell'azienda ospedaliera del Circolo Carlo Lucchina (nella foto), direttamente ed economicamente coinvolta nella iniziativa - ha quindi un significato anche affettivo, poiché Uccella è stato un grande professionista diabetologo, morto alcuni anni fa proprio per un cancro alla prostata. Oltre allo screening per il tumore alla prostata, l'azienda ospedaliera ha già dato la sua disponibilità allo screening per il cancro alla mammella, perché la prevenzione ha effetti importantissimi come quello di salvare vite"

"Noi abbiamo accettato con piacere di fare parte di questa campagna di sensibilizzazione perché il Comune di Varese ha tra i suoi compiti proprio quello di promuovere iniziative per la salute - ha spiegato invece il vicesindaco Annamaria Bottelli in rappresentanza del comune che aderisce al mese di sensibilizzazione - E proprio il luogo che il comune ha offerto per presentare l'iniziativa, il salone Estense, dà la misura di quanto questa iniziativa ci importi".

"La nostra associazione ha fatto un lavoro intenso per due anni sulla possibilità di indagini serie sull'argomento e sulla sensibilizzazione riguardo la malattia - ha spiegato il presidente dell'associazione "Renato Uccella" Ferruccio Zuccaro - perciò non possiamo che avere gratitudine per l'azienda ospedaliera e per il comune di Varese, presso cui abbiamo avuto terreno fertile".

Oltre al questionario e alle conseguenti sessioni di visite presso il dipartimento di urologia, ci sono anche iniziative più ludiche in questo mese di sensibilizzazione su questa malattia, che avrà la sua inaugurazione proprio nella giornata di sabato 4 al salone Estense in via Sacco a Varese: i principali incontri sono, per la parte scientifica, la lettura magistrale del 14 novembre presso l'università dell'Insubria in via Ravasi di Marcella Motta, che parlerà dei "Recenti progressi nella ricerca sul cancro della prostata" e la tavola rotonda di conclusione che si svolgerà il 2 dicembre alle ville Ponti di Varese dove oltre all'intervento di Renzo Dionigi sul rapporto tra screening e chirurgia ci sarà una analisi da parte del professor Bono delle risposte pervenute proprio con i questionari di autovalutazione. 

Dal lato culturale i punti più importanti saranno la giornata teatrale con la Fedra di Racine, protagonista Mariangela melato,, il 7 novembre al teatro impero a Varese, e il concerto di Angelo Branduardi, previsto sempre al teatro Impero per il 13 di novembre.

 

                        Stefania Radman

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