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Ore 16.24.28
Giorno
07/06/07
Al via la riforma dei cicli scolastici
Scuola - Il Consiglio dei Ministri ha varato il piano di riforma dei cicli scolastici. 
Cambia la scuola

La riforma della scuola si farà. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il piano De Mauro. Se il parlamento sarà favorevole, i cicli scolastici cambieranno. La scelta non sarà indolore: contro il progetto si sono espressi già gli operatori del settore.
Ma vediamo di cosa si tratta. A partire dal prossimo anno scolastico (2001-2002), i cicli saranno tre: scuola dell'infanzia, scuola di base e scuola secondaria. I maggiori cambiamenti li subirà quello di base che ingloberà le elementari e le medie inferiori.
Il primo approccio lo si avrà a tre anni con la scuola dell'infanzia. La frequenza per i più piccini non sarà, comunque, obbligatoria.
Le elementari spariranno sostituite da un ciclo di 7 anni che sommerà i 5 anni delle elementari e i 3 delle medie.
Successivamente i ragazzi frequenteranno la  scuola secondaria che durerà 5 anni ed offrirà un ventaglio di 4 indirizzi: umanistico, scientifico, artistico e tecnologico. Operativamente, al termine del ciclo di base, gli studenti frequenteranno un biennio che concluderà la scuola dell'obbligo, dopodiché potranno scegliere, anche se è prevista una mobilità interna e in uscita verso la formazione professionale.
La riforma verrà completata entro il 2012. Il ciclo secondario, infatti, verrà attuato in un secondo momento dato che non  è ancora stata definita l'offerta formativa dei quattro indirizzi. Con ogni probabilità, l'innovazione arriverà nell'anno scolastico 2002-2003.
Il piano De Mauro vede critici soprattutto i professori, la cui formazione subirà mutamenti radicali . Saranno loro a dover diventare più flessibili per adattarsi ai nuovi ruoli. il discorso è soprattutto indirizzato ai maestri e ai docenti delle medie inferiori, anche se, comunque, negli intenti del legislatore,  avranno una maggiore autonomia rispetto ai programmi emanati dal ministero per determinare il percorso formativo dell'alunno. La figura dell'educatore rimarrà nel biennio del ciclo di base, con gli insegnanti intenti soprattutto all'alfabetizzazione degli alunni, mentre nel biennio finale prevarrà la figura del professore di scuola media. La sovrapposizione delle professionalità si avrà nel triennio centrale. Unica garanzia per il corpo insegnante la flessibilità della didattica che dovrà essere studiata per ogni alunno, in modo tale da evitare, per esempio, il ripetersi degli stessi contenuti nei diversi cicli di istruzione.

                       Alessandra Toni.

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