| Un intoppo o una dimenticanza e comunque la questione delle Sabbie d'oro e
Laghetasc, si è riaperta. Le varianti di interesse turistico che riguardano i due
territori brebbiesi di notevole pregio ambientale sono ritornate sul tavolo del consiglio,
che dovrà riaffrontare l'intero iter. Erano state approvate nel giugno scorso, alla fine
di una stagione che aveva infiammato molti cittadini brebbiesi e dei paesi limitrofi. Ma
osservazioni, petizioni e iniziative pubbliche non erano bastate a scongiurare
l'intervento.
Questa volta di osservazioni ne sono giunte sei. E fra le motivazioni presentate ce ne
sono due in più. Il rischio di esondazione e l'inserimento, operato dalla Unione Europea,
del territorio Bozza-Monvallina tra le aree umide da sottoporre a protezione. Proprio nel
rispondere al pericolo alluvione, il sindaco Adolfo D'Agata ha tracciato un'idea più
chiara di quelli che sono i progetti per queste aree. Una struttura non residenziale, ma
tiristica-ricettiva. Le costruzioni saranno sopraelevate, insomma delle palafitte moderne,
tipiche delle zone a rischio esondazione.
Alla fine le osservazioni sono state nuovamente respinte. Con i voti contrari dei
consiglieri della Lega Nord e due della maggioranza. Fra questi ultimi, il consigliere
Colpo si è fatto portavoce del gruppo promotore del parco "Basso Verbano". Un
progetto parallelo, nato come alternativa all'edificazione delle Sabbie d'oro e che gode
del sostegno dei sindaci di Ispra, Monvalle e Besozzo.
Nel corso della seduta consigliare di ieri si è parlato anche di "Sicurezza nei
comuni" e di sconto benzina. Anche se le scadenze sono vicine, Brebbia si mobiliterà
per chiedere insieme ad altri comuni interessati, i finanziamenti regionali, elargiti per
combattere la microcriminalità. Mentre per lo sconto benzina, è stata approvata
all'unanimità la proposta di modifica della legge regionale. Di questa proposta sono già
promotori altri ventiquattro comuni della provincia, fra cui la vicina Laveno. In essa si
chiede alla Regione di istituire due fasce di sconto, la prima per i comuni a dieci
chilometri dal confine, la seconda che includa tutti i comuni della province frontaliere.
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