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Ore 16.24.30
Giorno
07/06/07
Varese – Domenica il congresso provinciale, Marsico e De Wolf i pretendenti. Ecco le ultime dalle "stanze" berlusconiane
Forza Italia divisa in due nella scelta del nuovo segretario

Due pretendenti per la "corona" di segretario provinciale di Forza Italia; due schieramenti che, a poche ore dall’apertura del congresso varesino, appaiono lontani da una proposta comune.
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Marsico a destra nella foto) Il partito più monolitico d’Italia a Varese si presenta con un’anima divisa. La posta in gioco è alta, si tratta di scegliere il dirigente che guiderà il movimento berlusconiano durante la campagna elettorale per la politiche del 2001. Il congresso è convocato per domenica mattina a Villa Ponti e al momento non sono state ancora depositate candidature ufficiali. Ma i nomi circolano già: a meno di sorprese dell’ultima ora la carica se la contenderanno Luca Marsico e Giorgio De Wolf (nella foto). Uno di loro succederà al consigliere regionale Massimo Buscemi, attuale segretario ma divenuto non rieleggibile in base allo statuto di Forza Italia. Si diceva dell’anima berlusconiana divisa in due. A favore di De Wolf, architetto e assessore all’urbanistica designato dal partito prima a Ferno (durante l’avvio di Malpensa 2000) poi a Saronno giocano alcuni fattori: ha ricevuto la "benedizione" dei colonnelli berlusconiani di Milano e anche l’appoggio di Paolo Valentini, altro rapresentante degli "azzurri" al Pirellone. Valentini rappresenta l’area più temuta, nella geografia di Forza Italia, quella che gravita attorno a Comunione e Liberazione e al presidente della regione Formigoni; vale a dire l’unico al momento in grado di fare ombra a Silvio Berlusconi. Il nome di Marsico (presidente della comunità montana della Valceresio e consigliere provinciale) è emerso invece da un "tavolo" di amministratori locali; si tratta insomma di una candidatura più figlia di un dibattito partito dalla base. A sfavore di Marsico, a giudizio delle malelingue, gioca invece la sua attività professionale: è avvocato e socio di studio di Giuseppe Bonomi e Attilio Fontana, cioè due degli uomini più fidati di Umberto Bossi a Varese. In Forza Italia c’è chi paventa una sorta di "subalternità" alla Lega nel caso dovesse prevalere il giovane avvocato. Insomma, la scelta del nuovo segretario non risponderà semplicemente a una valutazione del "cursus honorum" dei due candidati ma anche a esigenze di strategia: si vuole un movimento più "smarcato" dall’ombra leghista? E come verranno gestiti i rapporti di potere (politici, ma soprattutto economici) specie l’indomani di una eventuale vittoria alle politiche del 2001?

Claudio Del Frate

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