| Due incontri pubblici, tutti e due nello stesso giorno, tutti e due
alla stessa ora, in due luoghi a poche centinaia di metri uno dallaltro, uno in via
Sacco, presso la palazzina della cultura, laltro in piazza San Giovanni Bosco
allistituto dei Salesiani. Identico loggetto al centro degli incontri: la
scuola. Nel primo, quello alla Palazzina della Cultura di via Sacco, organizzato dalla
Lega Nord, si discute dellimpossibilità del binomio scuola e sinistra, intesa come
forza politica; nel secondo, quello dai Salesiani, organizzato dallassociazione
culturale Lazzati, si discute della scuola nella "società multiculturale".
In via Sacco intervengono lonorevole
della Lega Giovanna Bianchi e Paolo Grimoldi coordinatore dei Giovani padani, nel secondo
Antonio Perotti direttore del centro parigino di informazione e studi sulle Migrazioni
Internazionali. Da una parte si contesta la decisione del Governo di impugnare davanti
alla Corte Costituzionale il provvedimento del Pirellone sul buono scuola, dallaltra
si cerca invece di capire come la scuola deve affrontare e deve attrezzarsi di fronte ad
una società multiculturale, globalizzata economicamente e alle prese con le
trasformazioni che internet e le nuove tecnologie impongono.
Il padre scalabriniano, che ha fatto parte
di organismi internazionali di studio e di proposte educative, porterà le conoscenze
delle esperienze scolastiche nei vari paesi europei che, in tema di immigrazione, hanno
consolidate conoscenze; la parlamentare del Carroccio, membro della Commissione Cultura
della Camera, parlerà della nuova legge sul riordino scolastico.
Nel varesotto cinque alunni su cento sono
di origine straniera, presenza destinata ad aumentare perché è il sistema produttivo che
lo chiede. Arrivano i lavoratori stranieri e arrivano le famiglie, con il loro bagaglio di
ricchezza, giuste necessità e nuove problematiche. Le nuove sfide che pone la scuola
hanno a che fare, dunque, con laccoglienza intesa in senso lato. Accoglienza delle
persone e delle culture diverse che rimescolano e rivitalizzano il tessuto sociale,
accoglienza delle nuove tecnologie che favoriscono il ridursi delle distanze e la
creazione di nuove comunità tuttaltro che virtuali.
Due modi diversi di vedere la scuola e le priorità che
essa ci pone, due atteggiamenti culturali, ancor prima che politici, che segnano
lidentità della nostra provincia.
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