| Riceviamo e
pubblichiamo Dal momento che il sottoscritto è stato colui
che nel corso del consiglio comunale del 27 novembre ha sollevato lobiezione di
illegittimità riguardo allemendamento proposto dal consigliere Motta alla delibera
di assestamento al bilancio 2000, credo opportuno esprimere un parere sullaccaduto.
Mi rendo conto che per un cittadino poco avvezzo a questi passaggi
burocratici possa risultare arduo capirne le logiche, ma non voglio esimermi dal
riassumere laccaduto con parole semplici. Il Comune non riesce a vendere alcuni
immobili, in particolare quelli dellarea Cagna. Poco tempo fa, si è perfino
approvato una modifica regolamentare per poter procedere con trattativa privata. Ebbene,
nellassestato di Bilancio si continua a prevedere in entrata alienazioni
patrimoniali per oltre 10 miliardi che dovrebbero coprire tutta una serie di investimenti,
tra i quali, ad esempio, anche una buona parte degli interventi delle Circoscrizioni. A
questo punto durante la seduta consiliare il consigliere Motta fa unosservazione
giusta: fa notare che non ha senso lasciare a Bilancio 2000 entrate che ormai si è certi
di non realizzare. Se losservazione è condivisibile, il rimedio mi sembra una toppa
peggiore del buco: un emendamento che propone ladozione di una sorta di esercizio
provvisorio, con limitazione degli impegni di spesa. A parte il contrasto con
larticolo 11 del regolamento di contabilità e larticolo 163 del T.U. n.
267/2000 che prevede un tale esercizio solo "nelle more" del Bilancio e non
"in attesa" - come riconosciuto dallo stesso segretario comunale nel prosieguo
della seduta - sta di fatto che questo emendamento è stato bocciato. Infatti nella
votazione sullemendamento Motta la Lega si è trovata in minoranza. A ciò credo sia
opportuno aggiungere una considerazione: nella situazione determinatasi lunica
soluzione seria sarebbe stata quella di cancellare tutte le voci vincolate a tali entrate
e prendere atto del "fiasco" degli investimenti 2000, gonfiati a sproposito con
i proventi di alienazioni mai realizzate. Era la cosa più semplice, ma non sempre le cose
semplici in politica sono le più praticabili. Soprattutto poi, quando rischiano di tirar
giù la maschera ad un governo cittadino che giornalmente si pasce di studi, progetti e
grandi proclami, ma che in realtà realizza ben poco.
Maresca Francesco
Consigliere comunale D.S.
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