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Ore 16.24.28
Giorno
07/06/07
Varese- Al centro della polemica sull'inceneritore di Corbellaro si innestano una serie di iniziative per indicare le vie alternative alla risoluzione del problema rifiuti. Revelli presenta una mozione in Provincia
La politica della termodistruzione nel mirino di Rifondazione Comunista

prc1.jpg (15272 byte)Si è tenuta nella mattinata di sabato presso la sede varesina di Rifondazione Comunista una conferenza stampa per illustrare i provvedimenti che PRC presenterà in Provincia e in Regione sulla questione dello smaltimento dei rifiuti.

I punti del progetto di Rifondazione - che si innesta con l'attuale polemica sull'inceneritore di Corbellaro - sono stati esposti da Giovanni Martina, Cesare Revelli e Carlo Scardeoni, rispettivamente consigliere regionale, provinciale e comunale, a Varese.

L'oggetto della mozione presentata in data 3 novembre da Revelli ha lo scopo di sottoporre nelle sedi istituzionali - la Provincia, in questo caso - il problema della gestione dello smaltimento dei rifiuti e di identificarne la soluzione mediante pratiche alternative a quelle della termodistruzione. Dati alla mano, l'Osservatorio provinciale registra incrementi percentuali assai rilevanti in termini di rifiuti: si parla di un 7.97% in più, nel 99', rispetto all'anno precedente, quando la media prevista dal piano di smaltimento è del 3%.

«Ma c'è di più - afferma Revelli - dato che la raccolta differenziata, sicuro beneficio alla politica di recupero dei rifiuti, viene effettuata nei comuni più densamente popolati in misura assolutamente minore rispetto ai centri più piccoli, così da produrre un aumento di rifiuti non differenziati: solo Busto presenta una percentuale accettabile di rifiuti differenziati pari al 46% del totale. Varese si pone al 111° posto nella graduatoria con una percentuale del 28.94% , per non parlare di Saronno (31.07%) e Gallarate addirittura al 17.4 % dei rifiuti differenziati. E' per questo motivo che appellandoci all'art.3 del D.l. 22/97 chiederemo una più incisiva attenzione all'organizzazione delle attività di raccolta differenziata da parte dei comuni.»

Una seconda mozione verrà presentata anche in Regioneprc3.jpg (14286 byte) dove Martina promette di «lottare per adeguare le norme regionali in materia - risalenti ai primi anni 90' e facenti capo alla L.R. 21/93 - al più recente "Decreto Ronchi" (che risale al 97' ndr), dove tra l'altro sono comprese soluzioni alla termodistruzione quali il riciclaggio, la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata e gli impianti di compostaggio che rappresentano una vera alternativa alla termodistruzione. Quest'ultima ipotesi, come risulta da studi di settore fatti negli Stati uniti, rappresenterebbe l'alternativa più penalizzante anche in termini di occupazione: per lo smaltimento di un milione di tonnellate di rifiuti, gli operatori di un termodistruttore sarebbero 80 mentre quelli necessari al funzionamento di impianti che utilizzano tecnologie differenti - vedi compostaggio - sarebbero all'incirca 1600.
Certo sappiamo bene  - continua il Consigliere Regionele - che non tutte le tipologie di materiali possono venir smaltite negli impianti di compostaggio, dedicati all'umido, ma è pur vero che con la combinazione della raccolta differenziata e il riciclaggio dei materiali la percentuale di rifiuti eventualmente destinata alla termodistruzione si abbasserebbe dell'80%. E' inoltre opportuno tener conto che il costo per un termosdistruttore si aggira attorno ai 300 miliardi ed ha una durata di 15 anni: sarebbe meglio investire questi soldi in campagne che favoriscano la raccolta differenziata sia nelle famiglie che tra gli operatori economici privati».

Sul piano cittadino, il consigliere comunale di Varese Scardeoni parla di «proporre un incontro tra i sindaci che si oppongono al termodistrutore di Corbellaro, al fine di chiedere al sindaco di Varese Fumagalli un atto di coerenza col documento che proprio un anno fa sottoscrisse per opporsi all'impianto in questione».

                        Andrea Camurani

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