Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 16.24.31
Giorno
05/11/00
Sono autonomi, ma bravi ragazzi
Laveno Mombello - Un'occupazione simbolica per sollecitare il dialogo. Chiaro sin dall'inizio, l'intento del gruppo politico Ernesto e le formiche rosse ha sortito l'intervento di un assessore comunale
"Ernesto e le formiche rosse" colpisce ancora 

Se l'intenzione questa volta fosse stata quella di restare nella casa che hanno occupato, forse oggi l'amministrazione comunale di Laveno Mombello si sarebbe trovata a convivere con una vicinanza quanto meno inaspettata. Ad essere infatti presa di mira ieri dal collettivo lavenese Ernesto e le Formiche rosse la casa di proprietà del comune, situata proprio di fronte alla sede del municipio in piazza Fontana.

Già autori di altre occupazioni, dell'aprile scorso è infatti l'episodio della ex centrale dell'Enel di Gemonio, era però venuto a mancare in queste occasioni il confronto con gli amministratori interessati, che in circostanti simili e difficili da catalogare preferiscono non avere visto e sentito nulla. Considerata da questo punto di vista la scelta dello stabile comunale si è rivelata così vincente. Impossibile non attirare l'attenzione dei dirimpettai.

"Lo scopo di questa azione, che si è svolta in modo del tutto pacifico - ha spiegato un componente del collettivo - era quello di arrivare a un confronto diretto con i rappresentanti delle istituzioni e aprire così un dialogo, fino ad ora da essi evitato, sulla possibilità di ottenere uno spazio sociale autogestito, un luogo di aggregazione e socializzazione estraneo alle logiche del profitto". 

Nessuna altra pretesa. Tanto che gli occupanti, una ventina, ieri pomeriggio alle tre e mezzo sono entrati in una casa che alcuni mesi fa era stata dichiarata inagibile dallo stesso ufficio tecnico comunale. Obiettivo dell'azione incontrare i rappresentanti dell'Ammnistrazione leghista. Il risultato non è tardato ad arrivare. Dopo avere spiegato ai messi comunali e ad un consigliere di maggioranza che non c'era volontà di effetuare prove di forza, è intervenuto sul posto l'assessore alla cultura Roberto Morselli.

Di certo l'assessore deve avere apprezzato la disponibilità al dialogo e la volontà di non alzare i toni dello scontro. La sua offerta infatti, in cambio dell'abbandono della casa pericolante, è stata quella di un incontro con una delegazione del collettivo, che chiarisse gli obiettivi della protesta e le proposte. "Abbiamo abbandonato subito la casa - ha spiegato un occupante - non vi era infatti la volontà di "resistere", e in sei abbiamo poi incontrato l'assessore". 

No perdite di tempo. Si al dialogo costruttivo. Queste in sintesi le parole d'ordine del collettivo ed espresse nel corso dell'incontro con l'Assessore. "Se venisse a mancare questa volontà - hanno dichiarato - non si esclude di intraprendere altre azioni di protesta".

Dall'assessore Morselli è stata invece espressa la disponibilità a sollevare il problema in giunta comunale e la proposta di un futuro incontro con l'assessore ai servizi sociali.

                        Catia Spagnolo

Torna all'inizio dell'articolo