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| Laveno Mombello
- Un'occupazione simbolica per sollecitare il dialogo. Chiaro sin dall'inizio, l'intento
del gruppo politico Ernesto e le formiche rosse ha sortito l'intervento di un assessore
comunale |
| "Ernesto e le
formiche rosse" colpisce ancora |
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Se
l'intenzione questa volta fosse stata quella di restare nella casa che hanno occupato,
forse oggi l'amministrazione comunale di Laveno Mombello si sarebbe trovata a convivere
con una vicinanza quanto meno inaspettata. Ad essere infatti presa di mira ieri dal
collettivo lavenese Ernesto e le Formiche rosse la casa di proprietà del comune, situata
proprio di fronte alla sede del municipio in piazza Fontana.
Già autori di altre occupazioni, dell'aprile scorso è infatti l'episodio della ex
centrale dell'Enel di Gemonio, era però venuto a mancare in queste occasioni il confronto
con gli amministratori interessati, che in circostanti simili e difficili da catalogare
preferiscono non avere visto e sentito nulla. Considerata da questo punto di vista la
scelta dello stabile comunale si è rivelata così vincente. Impossibile non attirare
l'attenzione dei dirimpettai.
"Lo scopo di questa azione, che si è svolta in modo del tutto pacifico - ha spiegato
un componente del collettivo - era quello di arrivare a un confronto diretto con i
rappresentanti delle istituzioni e aprire così un dialogo, fino ad ora da essi evitato,
sulla possibilità di ottenere uno spazio sociale autogestito, un luogo di aggregazione e
socializzazione estraneo alle logiche del profitto".
Nessuna altra pretesa. Tanto che gli occupanti, una ventina, ieri pomeriggio alle tre e
mezzo sono entrati in una casa che alcuni mesi fa era stata dichiarata inagibile dallo
stesso ufficio tecnico comunale. Obiettivo dell'azione incontrare i rappresentanti
dell'Ammnistrazione leghista. Il risultato non è tardato ad arrivare. Dopo avere spiegato
ai messi comunali e ad un consigliere di maggioranza che non c'era volontà di effetuare
prove di forza, è intervenuto sul posto l'assessore alla cultura Roberto Morselli.
Di certo l'assessore deve avere apprezzato la disponibilità al dialogo e la volontà di
non alzare i toni dello scontro. La sua offerta infatti, in cambio dell'abbandono della
casa pericolante, è stata quella di un incontro con una delegazione del collettivo, che
chiarisse gli obiettivi della protesta e le proposte. "Abbiamo abbandonato subito la
casa - ha spiegato un occupante - non vi era infatti la volontà di "resistere",
e in sei abbiamo poi incontrato l'assessore".
No perdite di tempo. Si al dialogo costruttivo. Queste in sintesi le parole d'ordine del
collettivo ed espresse nel corso dell'incontro con l'Assessore. "Se venisse a mancare
questa volontà - hanno dichiarato - non si esclude di intraprendere altre azioni di
protesta".
Dall'assessore Morselli è stata invece espressa la disponibilità a sollevare il problema
in giunta comunale e la proposta di un futuro incontro con l'assessore ai servizi sociali.
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Catia Spagnolo
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