Un sorriso vale più di una medicina. Non sempre è così,
purtroppo, ma in molti casi una sana risata aiuta chi soffre a sopportare meglio la
malattia e a guarire più in fretta. È questa la filosofia che anima i tanti progetti che
portano i clown all'interno degli ospedali e, più precisamente, nei reparti di pediatria.
Ora anche in provincia di Varese, i diversi reparti dei bambini saranno rallegrati da
pagliacci giocherelloni e scherzosi che allevieranno le sofferenze dei piccoli degenti.
L'iniziativa è stata presentata oggi all'ospedale Del Ponte alla presenza delle
autorità, dei medici, del Comitato Tutela Bambino in Ospedale, e dei clown.
Due pagliacci, dottor Kerido e il dottor Dodo, trascorreranno un pomeriggio a rotazione
nei reparti di Varese, Busto Arsizio e Saronno. "È un primo approccio, per
sintonizzarsi sulle necessità e le esigenze del singolo reparto - dice il professor Aldo Garavaglia della Fondazione Onlus omonima che
dal '95 anima le diverse 'operazione sorriso' - di solito i pomeriggi di gioco con i clown
sono due per permettere di creare all'interno del reparto un clima festoso e amichevole
che permane anche in loro assenza."
"Noi medici ci dobbiamo adeguare per non porci in
contrapposizione con i clown - afferma il prof. Nespoli primario di pediatria al Del Ponte
- non dobbiamo confonderci con loro, perché il nostro ruolo è anche serio, ma possiamo
adottare i loro atteggiamenti per evitare spaventi e sofferenze inutili":
Dal 1995, la fondazione Garavaglia recluta clown dalle scuole professionistiche e li
addestra a diventare pagliacci di corsia "Sono tutti professionisti - rivela
Garavaglia - capaci di trattare i bambini. A volte anche loro devono ricorrere allo
psicologo per caricarsi, perché il ruolo è particolare. Il pubblico è peculiare."
Una passione, dunque, quella del clown di corsia che, stando a studi medici, contribuisce
notevolmente ad accelerare la guarigione e a diminuire l'effetto traumatico della degenza.
"Trent'anni fa - ricorda il vicesindaco, nonché pediatra, Annamaria Bottelli- tutto
ciò era impensabile. C'era il culto del bianco, dell'ordine. Fortunatamente oggi c'è la
possibilità di sdrammatizzare, anche se noi medici non siamo degli sprovveduti che
incutono timore: sappiamo benissimo come rapportarci ai piccini. "
Il progetto
'guarire giocando' è arrivato al via grazie ad una serie di collaborazioni che vede,
oltre al C.T.B.O. e alla fondazione Garavaglia, la sezione provinciale dell'Unicef e la
Provincia di Varese. Proprio quest'ultima, in base alla legge 285 del '97 ha stanziato il
50% dei finanziamenti, mentre gli altri 50% sono statali. "Siamo stati la prima
Provincia a finanziare un progetto simile - afferma l'assessore provinciale ai servizi
sociali Hans Orlini - è nostra politica, infatti, agire per il bene della collettività,
senza badare ai personalismi. Non importa da chi arriva il progetto, l'importante è che
sia buono. Ora il nostro compito sarà quello di far conoscere quest'esperienza e il
suo valore."
I clown in corsia sono
solo l'ultima tappa di un processo di umanizzazione del reparto che ha già visto la
trasformazione della pediatria con giochi, disegni e festoni. Ogni giorno 250 volontari
del C.T.B.O. sono impegnati nei diversi ospedali della provincia a tener compagnia ai
bimbi degenti e alle loro famiglie. Nei prossimi giorni a Busto, a Saronno, a Tradate e a
Cittiglio ci saranno altre iniziative sempre nel segno del sorriso.
Guarire giocando, da oggi, si può!
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