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Ore 16.24.28
Giorno
07/06/07
Varese -Da un mese Marina De Marchi è la direttrice dei servizi museali di Varese. I suoi progetti, i suoi giudizi, i suoi sogni
Il museo come una casa dove poter sorseggiare un thè

marinademarchi1.jpg (9704 byte)Si è insediata da meno di un mese. Dirigerà i servizi museali cittadini e ha progetti per rilanciare Varese nel circuito artistico nazionale.  "Io vivrei in un museo, uno spazio che dovrebbe essere accogliente e confortevole per mettere a proprio agio la gente." A parlare, a sognare il nuovo rapporto arte/persona è Marina De Marchi la neo direttrice degli spazi museali varesini, una studiosa che vanta un prestigioso curriculum di studio, ricerca e allestimenti."Sono archeologa alto medievista - rivela  - la mia passione è il periodo longobardo. Le mie ultime fatiche sono proprio l'allestimento della mostra di Brescia sui Longobardi e quella che verrà inaugurata prossimamente a Udine sugli Avari."
Attualmente Marina de Marchi è distaccata ai servizi museali varesini dalla Regione Lombardia dove si occupa, tra l'altro, di formazione e alta qualificazione del personale: "Quello che vorrei ottenere qui - spiega - è il coordinamento delle diverse realtà culturali con un coinvolgimento artistico-organizzativo del personale museale. La città ha due poli importantissimi ma poco valorizzati. Forse in passato, Varese ha peccato di modestia o non ha saputo comunicare le sue bellezze, o è rimasta poco coinvolta dalle ricchezze che meriterebbero, invece, un'attenzione nazionale."
"Villa Panza - prosegue la direttrice- potrebbe contribuire a rilanciare il patrimonio artistico cittadino: ma non si pensi che ci sia un rapporto di dipendenza. Il traino sarà reciproco perchè il patrimonio civico ha veri e propri pezzi di notevole pregio e valore. Ci sono, questo è vero, delle lacune, ma i varesini hanno dei pezzi di storia dell'arte di alta qualità, appartenenti al seicento, all'ottocento e anche al novecento."
Nei progetti della neo direttrice il recupero dei due museimasnago_affresco.jpg (17098 byte) cittadini: a stare peggio, secondo De Marchi, è soprattutto Villa Mirabello con i suoi vetri romani scarsamente conosciuti e le testimonianze storiche dello sviluppo del territorio poco valorizzate "Ogni cosa è possibile - assicura - ma ci vuole un atto d'amore della città. La cultura è un investimento in cui bisogna credere. Solo se la popolazione sarà vicina alla sua arte, la cultura potrà crescere e svilupparsi."
Marina De Marchi ha le idee chiare: si deve valorizzare il patrimonio provinciale, perché la nuova politica regionale tende alle sinergie; si devono cercare collegamenti a livello nazionale; si potrebbe avviare un'accademia di restauro architettonico, vista la congerie di stili presenti sul territorio, e abbandonare l'idea delle belle arti ormai superata dal potenziamento di Brera.
Un sogno rimane ancora nei progetti della direttrice: mettere in mostra il cosmo, offrire cioè al visitatore non la facciata ma la storia, le passioni, la vita sottesa all'opera d'arte :"Solo così, facendo fantasticare chi guarda, si potrà appassionarlo e stimolarlo. Solo così il visitatore, tornando a casa, ricorderà le emozioni vissute alla vista del quadro. "
Un museo come una casa, un quadro come un ventaglio aperto: questi sono gli obiettivi di Marina De Marchi, direttrice dei musei civici varesini finche la Regione non la richiamerà a sé. 

              Alessandra Toni

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