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| Varese -Da
un mese Marina De Marchi è la direttrice dei servizi museali di Varese. I suoi progetti,
i suoi giudizi, i suoi sogni |
| Il museo come
una casa dove poter sorseggiare un thè |
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Si è insediata da meno di un mese. Dirigerà i servizi
museali cittadini e ha progetti per rilanciare Varese nel circuito artistico
nazionale. "Io vivrei in un museo, uno spazio che dovrebbe essere accogliente e
confortevole per mettere a proprio agio la gente." A parlare, a sognare il nuovo
rapporto arte/persona è Marina De Marchi la neo direttrice degli spazi museali varesini,
una studiosa che vanta un prestigioso curriculum di studio, ricerca e
allestimenti."Sono archeologa alto medievista - rivela - la mia passione è il
periodo longobardo. Le mie ultime fatiche sono proprio l'allestimento della mostra di
Brescia sui Longobardi e quella che verrà inaugurata prossimamente a Udine sugli
Avari."
Attualmente Marina de Marchi è distaccata ai servizi museali varesini dalla Regione
Lombardia dove si occupa, tra l'altro, di formazione e alta qualificazione del personale:
"Quello che vorrei ottenere qui - spiega - è il coordinamento delle diverse realtà
culturali con un coinvolgimento artistico-organizzativo del personale museale. La città
ha due poli importantissimi ma poco valorizzati. Forse in passato, Varese ha peccato di
modestia o non ha saputo comunicare le sue bellezze, o è rimasta poco coinvolta dalle
ricchezze che meriterebbero, invece, un'attenzione nazionale."
"Villa Panza - prosegue la direttrice- potrebbe contribuire a rilanciare il
patrimonio artistico cittadino: ma non si pensi che ci sia un rapporto di dipendenza. Il
traino sarà reciproco perchè il patrimonio civico ha veri e propri pezzi di notevole
pregio e valore. Ci sono, questo è vero, delle lacune, ma i varesini hanno dei pezzi di
storia dell'arte di alta qualità, appartenenti al seicento, all'ottocento e anche al
novecento."
Nei progetti della neo direttrice il recupero dei due musei cittadini: a stare peggio, secondo De Marchi, è soprattutto Villa Mirabello
con i suoi vetri romani scarsamente conosciuti e le testimonianze storiche dello sviluppo
del territorio poco valorizzate "Ogni cosa è possibile - assicura - ma ci vuole un
atto d'amore della città. La cultura è un investimento in cui bisogna credere. Solo se
la popolazione sarà vicina alla sua arte, la cultura potrà crescere e svilupparsi."
Marina De Marchi ha le idee chiare: si deve valorizzare il patrimonio provinciale, perché
la nuova politica regionale tende alle sinergie; si devono cercare collegamenti a livello
nazionale; si potrebbe avviare un'accademia di restauro architettonico, vista la congerie
di stili presenti sul territorio, e abbandonare l'idea delle belle arti ormai superata dal
potenziamento di Brera.
Un sogno rimane ancora nei progetti della direttrice: mettere in mostra il cosmo, offrire
cioè al visitatore non la facciata ma la storia, le passioni, la vita sottesa all'opera
d'arte :"Solo così, facendo fantasticare chi guarda, si potrà appassionarlo e
stimolarlo. Solo così il visitatore, tornando a casa, ricorderà le emozioni vissute alla
vista del quadro. "
Un museo come una casa, un quadro come un ventaglio aperto: questi sono gli obiettivi di
Marina De Marchi, direttrice dei musei civici varesini finche la Regione non la
richiamerà a sé. |
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Alessandra
Toni
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