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Varese-laghi
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Ore 16.24.30
Giorno
07/06/07
Varese - Molte le nazioni rappresentate nelle scuole varesine. E sempre più da paesi extracomunitari
La scuola varesina è sempre più di tutti i colori

Gli stranieri hanno da sempre messo su casa a Varese: vuoi perché c'è la struttura del CCR, vuoi perché la zona dei laghi ha sempre attirato turisti da tutt'Europa,  una certa percentuale di bimbi stranieri ha sempre circolato dalle nostre parti. Si trattava però in generale di bimbi fortunati, che vivevano in belle case e frequentavano la scuola europea.

Dagli anni 90 in poi gli stranieri qui sono aumentati di molto: non sono più però figli di ricercatori o turisti di lusso, ma bimbi extracomunitari, figli dell'immigrazione di quest'ultimo decennio. Una popolazione in continuo aumento con cui la scuola fa i conti ogni giorno, per la ricchezza e le difficoltà che questi bimbi rappresentano per le strutture scolastiche. Per cominciare a delineare le caratteristiche di questo fenomeno  l'osservatorio provinciale sull'immigrazione, costituito dall'assessorato alle politiche sociali della provincia di Varese e dal Cised, ha reso pubblici nel pomeriggio dell'8 novembre i dati raccolti a livello provinciale dall'osservatorio. Questi dati saranno destinati a confluire in una indagine a livello lombardo realizzata dalla fondazione Cariplo, e quelli presentati nel pomeriggio dell'otto sono stati un'anticipazione locale del report definitivo, che sarà reso noto entro la fine dell'anno. 

Un rapporto che ha un campo di indagine allargato a tutti gli stranieri (che sono attualmente 5312), ma che offre i più interessanti risultati in quella parte degli studenti stranieri non provenienti dalla comunità europea o dai paesi sviluppati,  o che sono nomadi: in tutto 3103 in provincia, il 58% del totale degli stranieri,  il 2,5% della popolazione scolastica provinciale nel suo complesso.

Degli alunni di origine extracomunitaria, il 68% è integralmente straniero, cioè nato all'estero o di genitori stranieri entrambi: un dato che la dice lunga su quanto giovane sia il fenomeno dell'immigrazione extracomunitaria, avvenuto in massima parte dopo il 1995, un dato confermato anche dal fatto che la popolazione scolastica straniera si concentra nelle classi elementari e nella materna. Solo il 3% è invece costituito da bimbi nomadi, che sono nati però nella maggior parte dei casi (l'89%) in Italia.

Tra gli alunni stranieri, il paese maggiormente rappresentato è il Marocco: un dato perfettamente in linea con  la composizione dell'intera popolazione immigrata di Varese.La principale comunità straniera in provincia è infatti costituita da questi abitanti del nordafrica, e così avviene anche per i loro figli, che rappresentano da soli il 21,42% degli alunni extracomunitari. Un dato ugualmente omogeneo è dato dai rappresentanti della comunità albanese, secondi tra le comunità presenti e secondi anche tra gli alunni stranieri frequentanti. 

Casi "fuori dall'ordinario" sono invece rappresentati dagli abitanti del Brasile, i cui studenti sono al quarto posto di questa particolare classifica, mentre nel complesso della popolazione straniera residente la loro comunità non si assesta sopra il 14esimo posto. Ancora più emblematico è il caso della Tunisia: i bambini tunisini nelle scuole varesine sono solo 27, nonostante gli immigrati di origine tunisina siano al terzo posto della graduatoria degli stranieri residenti in provincia: un segno evidente che gli immigrati da quel paese lasciano la famiglia a casa, e non si ricostruiscono qui una vita che non sia quella del lavoro.

Uno spaccato del nuovo mondo della scuola varesina, quello tratteggiato dall'indagine, che però non aiuterà i dirigenti scolastici perchè  non porta con sè effetti concreti per aiutare l'integrazione nelle classi. La Provincia è infatti in grado di finanziare progetti con questo tipo di obiettivo solo se questi sono presentati dai comuni, e sono parecchi i comuni della nostra provincia di cui rappresentanti del mondo della scuola hanno lamentato la scarsa sensibilità sull'argomento.

                     S.R.

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