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Ore 16.24.30
Giorno
07/06/07
Basilico:"Non potevo accettare l'accusa di concussione"

Varese – L’ex segretario Angelo Basilico risponde in aula al processo tangenti. E svela i "peccati" che coinvolgono il principale partito d’opposizione. Si apre anche a sinistra una questione morale

"Soldi da imprese e cooperative 
così si finanziava il vecchio PCI"

"I soldi dal costruttore Ravazzani perché si sbloccasse il progetto Malnate 2000? Certo che li abbiamo presi e ci siamo pure lamentati perché ci sembravano pochi. Ma io ero il segretario del Pci prima e del Pds poi, mica un pubblico ufficiale. Dunque, dove sta il reato di corruzione o concussione?": Angelo Basilico, ultimo segretario provinciale del partito comunista e primo della Quercia ha risposto così ieri mattina alle contestazioni del pm Abate nel corso del processo tangenti. E’ un’udienza che ha spazzato via in un solo colpo la patina di torpore e indifferenza che aveva ricoperto la più sconvolgente inchiesta giudiziaria della storia di Varese. Per due motivi: innanzitutto perché per la prima volta un imputato che ha ricoperto cariche politiche di primo piano ha accettato di rispondere in aula alle domande dell’accusa; in secondo luogo perché le dichiarazioni di Basilico aprono una ferita molto profonda nella sinistra varesina: esiste una questione morale anche da quelle parti? Ci sono conti con il passato non del tutto regolati? E’ stata una udienza molto tesa, con Abate da una parte e l’ex segretario comunista dall’altra a darsi reciprocamente sulla voce, ad affrontarsi a muso duro: un botta e risposta che ha occupato l’intera mattinata. Angelo Basilico è stato segretario del principale partito d’opposizione a Varese dal ’90 al marzo del ’93, una decina di giorni prima del suo arresto, oggi è un dirigente della Confesercenti provinciale. Abate l’ha innanzitutto fatto rispondere sul clima politico di quegli anni e in particolare sulle trattative apertesi tra le segreterie dei partiti l’indomani delle elezioni amministrative del ’90. Ma l’episodio chiave, costato a Basilico l’incriminazione è l’"obolo" di 60 milioni pagato al Pci dal costruttore Ravazzani attraverso il faccendiere socialista Giuseppe Bernacchi per il progetto Malnate 2000, una radicale trasformazione edilizia nel cuore della cittadina; nell’impresa, oltre a Ravazzani, erano coinvolte la cooperativa edile Nuova Urbanistica, vicina alla sinistra e la CMB, un’altra coop emiliana. E’ stato rievocato l’incontro in cui Bernacchi avvicinò Basilico, dicendogli espertamente che, qualora il Pci avesse dato via libera all’operazione, sarebbero arrivati 150 milioni ai partiti della sinistra, 30 dei quali al Pci. "Immagino che lei abbia messo alla porta Bernacchi…" così Abate ha stuzzicato il suo interlocutore. "Niente affatto – ha risposto Basilico – gli ho detto "parliamone"". Da lì la trattativa ha una escalation: Basilico, per sua stessa ammissione, incontra il segretario del Psi Facchini, si lamenta che i 30 milioni (su una "torta" di 150) gli sembrano pochi; e la quota per i comunisti sale a 60. Iscritti al bilancio del partito, tra l’altro, come "contributo da parte dei compagni del comitato federale". Un falso in bilancio, contesta Abate. "Di questo ho risposto al partito" ribatte Basilico. Si passa poi a parlare di un pranzo in cui Facchini, Basilico e Bernacchi convocano alcuni consiglieri comunali del Pci di Malnate e fanno pressione perché assumano un atteggiamento più conciliante sul progetto Malnate 2000. La riprova che esisteva un nesso di causa tra il contributo per il partito e una decisione amministrativa? "No, un semplice atto di indirizzo politico – si giustifica Basilico – non volevamo che un no pregiudiziale dei compagni pregiudicasse un’opera di interesse pubblico e anche un interesse della cooperativa Nuova Urbanistica, a noi vicina". Ecco un altro nodo cruciale: i rapporti tra ex Pci e le coop. Basilico ha ammesso quello che altri esponenti del suo partito in altre aule di giustizia hanno sempre negato e cioè una saldatura economica tra partito e società cooperative. "Spesso alle aziende che lavoravano per la Nuova urbanistica si chiedeva un contributo - ha detto – mi ricordo di un versamento di 5 milioni quando ero segretario. E mi ricordo anche che nell’89 gli operai di un’impresa che lavorava per la Nuova Urbanistica vennero mandati a montare gli stand per la festa dell’Unità alla Schiranna". Ma perché Basilico ha deciso di parlare in aula, ammettendo tra l’altro particolari omessi durante le indagini preliminari? "Perchè non voglio essere condannato" ha detto al pm. Di fatto, però, nel corso delle sue dichiarazioni ha chiamato in causa altri esponenti del suo partito: l’ex segretario Rocco Cordì ("Sapeva dei contributi dalle coop"), l’ex presidente di Nuova Urbanistica Dante Emilitri ("Gli riferii subito dell’offerta di Bernacchi") e anche l’attuale segretario della Quercia Daniele Marantelli. Che con ogni probabilità verrà interrogato come teste dalla difesa di Basilico.

                     Claudio Del Frate

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