La
Provincia di Varese va avanti nella decisione di collocare a Caronno Corbellare il
termodistruttore. Dopo la riunione della commissione ambiente, rinviata per dar modo ai
consiglieri regionali di intervenire e chiarire la posizione del Pirellone in merito alla
politica sui rifiuti, a Villa Recalcati l'argomento è tornato sotto silenzio. La data
individuata inizialmente per la convocazione dei commissari, il 31 ottobre, è saltata per
l'indisponibilità dei consiglieri regionali, un secondo appuntamento, il 6 novembre, è
andato a vuoto, ora si vocifera dell'undici novembre anche se non si hanno conferme
ufficiali. L'unica notizia certa è che il Presidente del consiglio provinciale Reguzzoni
ha indetto la seduta consigliare per il 23 novembre. Prima dell'assemblea si svolgerà la
riunione dei capigruppo in cui verrà definito l'iter procedurale sul tema di rifiuti.
"È una cosa impensabile - commenta Maffioli, CCD - non possono procedere in
Consiglio senza avere il parere della commissione. E la commissione non si è
espressa."
A creare suspense è stata anche la notizia che Reguzzoni ha chiesto delucidazioni al
Segretario Generale per sapere se anche il Consiglio doveva essere investito delle
controdeduzioni avanzate dai tre comuni individuati dopo la prima selezione. Un
chiarimento che Reguzzoni ha richiesto in tempi rapidi proprio per non dover interrompere
l'iter procedurale.Sul fronte dell'impegno popolare, intanto,
proseguono le assemblee pubbliche. Domani tocca a Venegono Superiore :"Abbiamo messo a
disposizione dei comitati la nostra sala consiliare - dice il sindaco Maria Ciantia -
perché tutta la popolazione possa comprendere come stanno le cose. Noi siamo contrari
all'inceneritore sia perché il luogo individuato è uno delle poche oasi naturali
rimaste, sia perché la politica della termodistruzione non è chiara, ci sono dati in
Regione che non sono stati diffusi che dimostrerebbero l'inutilità
dell'inceneritore."
Domani alle 20.30, quindi, la popolazione di Venegono Superiore e Inferiore è invitata
all'assemblea pubblica. Dopodiché toccherà a Gazzada. E così via, un movimento popolare
che cresce, mentre a Villa Recalcati tutto tace.
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