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Ore 16.24.32
Giorno
07/06/07
Varese - La Cgil  prende posizione sulla legge regionale perché questa non sarebbe equa e agevolerebbe solo le famiglie ad alto reddito
"Firma contro il buono scuola"

Riceviamo e pubblichiamo
La Cgil di Varese, da sempre critica contro le modalità di applicazione del cosiddetto "buono scuola", promuove insieme alla Cgil regionale lombarda una campagna di informazione e una petizione contro il provvedimento, che invece di sostenere nell'accesso all'istruzione le famiglie meno abbienti, di fatto agevola solo le famiglie ad alto reddito e che scelgono per i loro figli istituti privati.

Il Consiglio regionale della Lombardia ha infatti approvato le modalità attuative del buono scuola modificando indebitamente la legge che, dopo un braccio di ferro fra Giunta Regionale e Governo, aveva definito principi rispettosi della parità e della necessità di favorire le famiglie meno abbienti.

In questo modo la maggioranza del Consiglio regionale, senza peraltro utilizzare un atto normativo, ha ricollocato il buono scuola nell'alveo scelto originariamente dalla Giunta regionale, rendendolo un beneficio alla sola scuola privata e alle famiglie più abbienti.

Prima che il Consiglio Regionale deliberasse, CGIL CISL e UIL della Lombardia avevano preso posizione contro la proposta della Giunta Regionale chiedendo modifiche che riportassero le modalità attuative nel rispetto della L.R. 1/2000; né la Giunta né la maggioranza consiliare hanno avuto la minima considerazione di questa richiesta.

Di fronte a questo atto iniquo e discriminatorio, alcune famiglie, che hanno scelto la scuola pubblica e che quindi si vedono escluse dalla possibilità di usufruire del buono scuola, hanno promosso ricorso al TAR della Lombardia sulla deliberazione consiliare del 27 luglio 2000. Il ricorso è stato presentato dalle famiglie in quanto soggetto danneggiato dalla deliberazione consiliare e quindi unico soggetto abilitato ad opporsi in sede di Tribunale Amministrativo Regionale.

Per la Cgil Lombardia è oggi importante sostenere questa iniziativa attraverso la più ampia informazione e mobilitazione nei territori, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, tra la cittadinanza lombarda. Solo in questo modo si potrà raggiungere l'obbiettivo di costringere la Giunta regionale a rivedere radicalmente le proprie posizioni.

Per questo abbiamo deciso di formulare un appello attraverso il quale raccogliere il maggior numero di adesioni di cittadini lombardi.
Tutte le strutture della Cgil di Varese sono a disposizione per contribuire ad organizzare nei territori assemblee, momenti di informazione e quanto sarà ritenuto utile a realizzare la più ampia mobilitazione. La raccolta di firme per la petizione viene effettuata in tutte le principali sedi della Cgil, nelle sedi di Cgil Scuola, presso i posti di lavoro.


IL TESTO DELLA PETIZIONE:

IL "BUONO SCUOLA" DELLA REGIONE LOMBARDIA 
E' INIQUO E DISCRIMINATORIO

Il 27 luglio 2000 il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato le modalità attuative del "buono scuola" violando i principi previsti dalla legge originaria.
Infatti vengono esclusi dalla possibilità di accedere al beneficio economico tutte le famiglie i cui figli frequentano le scuole statali in quanto:
- le uniche spese ammissibili sono le rette e le spese di iscrizione
- viene introdotto un tetto minimo di spesa di 400.000 lire 
Inoltre non si tiene conto delle famiglie in condizioni economiche disagiate in quanto:
- il reddito del nucleo familiare preso in considerazione per poter accedere al "buono scuola" è
elevato (fino a 240 milioni all'anno per una famiglia con 2 figli) 
- dei 950.000 alunni lombardi soltanto 70.000 frequentano le scuole non statali.
- solo loro riceveranno il contributo regionale: fino a 2 milioni per ogni alunno.

CGIL LOMBARDIA PROMUOVE UNA RACCOLTA DI FIRME PER RICHIEDERE LA NON APPLICAZIONE DELLA DELIBERA DEL CONSIGLIO REGIONALE E CONSENTIRE LA RIAPERTURA DEL CONFRONTO.

CGIL Lombardia propone:
- che tutti gli alunni frequentanti le scuole statali e non statali possano accedere al buono scuola, includendo le spese per i libri di testo, i trasporti e le mense; 
- di stabilire criteri che privilegino le famiglie a reddito più basso; 
- una nuova legge regionale per il diritto allo studio.


Per ulteriori informazioni: Antonio Antonellis - Cgil Scuola 0332 276111

              

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