Come sarà il futuro? Questa domanda se la fecero i dirigenti della Fim-Cisl
varesina quattro anni fa. La Cisl nazionale aveva appena creato una rete Intranet per le
proprie strutture. «Facciamolo anche noi, qui e ora, a Varese» si dissero. Quella prima
tessitura di soggetti é passata ora anche su Internet e il sito sta diventando uno
strumento di lavoro sindacale quotidiano per molti quadri. Sergio Moia, il segretario
varesino della Fim, descrive l'approdo in rete con voce lenta. Ha l'aria di chi, mentre
racconta, si pone ancora nuove domande.
Com'é nato il vostro rapporto con il web?
«Abbiamo capito nel corso degli ultimi quattro anni
l'importanza di questo strumento. Dopo la scelta di Cisl di creare una rete Intranet
nazionale, decidemmo che non volevamo restare dei soggetti passivi, ma creare un nostro
spazio. Chiedemmo e ottenemmo la rete locale. Poi decidemmo di creare un'interfaccia
pubblica per il nostro lavoro: il sito. Ora abbiamo 30 strutture e circa 15 collettivi
aziendali collegati. La forma che abbiamo dato al sito é chiara: non é una vetrina,
piuttosto uno strumento di lavoro per i sindacalisti e di informazione per i non
iscritti».
I sindacalisti usano Internet?
«Ci sono delle resistenze, ma piano piano si
cominciano a capire le possibilità che apre questo strumento».
Quale stimolo può dare, in concreto, il web
al sindacato?
«E' molto coinvolgente. Le faccio un esempio. Se io
mando una lettera a un delegato, spesso non la legge. Se mando invece un testo su Internet
di solito non viene ignorato. Voglio dire che l'uso di una rete così veloce stimola i
rimandi e quindi la partecipazione. Nella rete della Cisl l'ultimo dei delegati può
parlare nella "Conference" nazionale e farsi ascoltare anche dai vertici. Prima
tutto questo era impensabile. C'era un sistema di fax a catena che trasmetteva le
informazioni dal vertice alla base».
Uno degli ambiti che possono più
beneficiare della rete é quello dei servizi. Metterete in rete maggiori informazioni in
futuro?
«Sì, lavoreremo in questo senso. Fino ad ora
abbiamo cercato di dare informazioni logistiche sui nostri servizi».
Facciamo un'ipotesi di scenari futuri.
Internet é uno strumento che si adatta bene ai servizi. Questo non potrebbe portare ad un
aumento del peso relativo di quel settore a scapito del lavoro di tutela contrattuale?
«Non credo proprio. L'immagine del sindacato é
ancora quella legata alla tutela contrattuale. I servizi non sostituiscono la tutela
sindacale. Il tema comunque é interessante. E' chiaro che quando i servizi aggregano
molta gente, quella parte di sindacato aumento il suo peso politico, ma il quadro resta
quello che ho detto prima».
Quanto riuscite a dialogare con i lavoratori
non iscritti?
«Nella nostra pagina di consulenza on-line arrivano
per lo più domande da non iscritti. E questo è un dato di fatto. E' chiaro poi che se il
sito riesce a creare un buon rapporto con gli utenti può essere un fattore per allargare
la rappresentanza. Ma per fare questo, soprattutto per i giovani, conta molto il
linguaggio, usare un registro adeguato. In questo senso abbiamo scelto di spiegare cos'é
il sindacato nella pagina delle domande, senza creare una sensazione di propaganda spinta
di ciò che siamo. Cerchiamo di valorizzare l'utilità».
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