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Ore 16.26.27
Giorno
07/06/07
"D'Antoni? Magari ci dice cosa intende fare da grande"

"Volevamo un sindacato libero, indipendente e democratico" 

Il sito Fim-Cisl
(contiene la storia della Cisl)
Varese - La Fim-Cisl di Varese é stata una delle prime organizzazioni a scegliere la rete. Intervista con il segretario Sergio Moia
Quando i sindacalisti usano Internet 

Come sarà il futuro? Questa domanda se la fecero i dirigenti della Fim-Cisl varesina quattro anni fa. La Cisl nazionale aveva appena creato una rete Intranet per le proprie strutture. «Facciamolo anche noi, qui e ora, a Varese» si dissero. Quella prima tessitura di soggetti é passata ora anche su Internet e il sito sta diventando uno strumento di lavoro sindacale quotidiano per molti quadri. Sergio Moia, il segretario varesino della Fim, descrive l'approdo in rete con voce lenta. Ha l'aria di chi, mentre racconta, si pone ancora nuove domande.

Com'é nato il vostro rapporto con il web?

«Abbiamo capito nel corso degli ultimi quattro anni l'importanza di questo strumento. Dopo la scelta di Cisl di creare una rete Intranet nazionale, decidemmo che non volevamo restare dei soggetti passivi, ma creare un nostro spazio. Chiedemmo e ottenemmo la rete locale. Poi decidemmo di creare un'interfaccia pubblica per il nostro lavoro: il sito. Ora abbiamo 30 strutture e circa 15 collettivi aziendali collegati. La forma che abbiamo dato al sito é chiara: non é una vetrina, piuttosto uno strumento di lavoro per i sindacalisti e di informazione per i non iscritti».

I sindacalisti usano Internet?

«Ci sono delle resistenze, ma piano piano si cominciano a capire le possibilità che apre questo strumento».

Quale stimolo può dare, in concreto, il web al sindacato?

«E' molto coinvolgente. Le faccio un esempio. Se io mando una lettera a un delegato, spesso non la legge. Se mando invece un testo su Internet di solito non viene ignorato. Voglio dire che l'uso di una rete così veloce stimola i rimandi e quindi la partecipazione. Nella rete della Cisl l'ultimo dei delegati può parlare nella "Conference" nazionale e farsi ascoltare anche dai vertici. Prima tutto questo era impensabile. C'era un sistema di fax a catena che trasmetteva le informazioni dal vertice alla base».

Uno degli ambiti che possono più beneficiare della rete é quello dei servizi. Metterete in rete maggiori informazioni in futuro?

«Sì, lavoreremo in questo senso. Fino ad ora abbiamo cercato di dare informazioni logistiche sui nostri servizi».

Facciamo un'ipotesi di scenari futuri. Internet é uno strumento che si adatta bene ai servizi. Questo non potrebbe portare ad un aumento del peso relativo di quel settore a scapito del lavoro di tutela contrattuale?

«Non credo proprio. L'immagine del sindacato é ancora quella legata alla tutela contrattuale. I servizi non sostituiscono la tutela sindacale. Il tema comunque é interessante. E' chiaro che quando i servizi aggregano molta gente, quella parte di sindacato aumento il suo peso politico, ma il quadro resta quello che ho detto prima».

Quanto riuscite a dialogare con i lavoratori non iscritti?

«Nella nostra pagina di consulenza on-line arrivano per lo più domande da non iscritti. E questo è un dato di fatto. E' chiaro poi che se il sito riesce a creare un buon rapporto con gli utenti può essere un fattore per allargare la rappresentanza. Ma per fare questo, soprattutto per i giovani, conta molto il linguaggio, usare un registro adeguato. In questo senso abbiamo scelto di spiegare cos'é il sindacato nella pagina delle domande, senza creare una sensazione di propaganda spinta di ciò che siamo. Cerchiamo di valorizzare l'utilità».   

Roberto Rotondo

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