"Tornavo da due anni di prigionia in un campo profughi. Più di
tutto avevo bisogno di libertà e democrazia. La mia scelta, come quella di altri, fu
quella di costituire un sindacato libero da sudditanze politiche ed ideologiche. Fu così
che a Varese nacque la Cisl."
A parlare è Emilio Zeni, classe 1928, uno dei padri fondatori della Confederazione
italiana sindacati lavoratori a Varese, uno che, in quegli anni '50, fece sorgere nella
nostra provincia una nuova realtà a sostegno dei lavoratori.
"Mi avvicinai all'attività sindacale dopo due anni che lavoravo come impiegato.
Iniziai nella commissione interna. In quell'epoca, dopo un periodo di totalitarismo, avevo
bisogno di democrazia, di libertà. Io, con altre migliaia di lavoratori, costituimmo una
corrente all'interno della Cgil, che fu chiamata, appunto, 'libera Cgil' . Avevamo,
inoltre, una matrice cattolica: insomma la scissione avvenne presto. Il nostro impegno nel
campo del mondo del lavoro aveva caratteristiche ben precise: eravamo indipendenti da
qualsiasi legame con il Partito Comunista, il nostro pensiero era cattolico, ma la nostra
attività era ispirata da un pragmatismo britannico: una cosa del tutto nuova."
"Gli inizi non furono facili: a quel tempo ero giovane e la causa assorbiva ogni mia
altra esigenza: lo stipendio c'era e non c'era. Si doveva lottare per ottenere le cose.
Ricordo ancora i sacrifici per trovare una sede al nuovo sindacato, le visite a tutti gli
associati per riscuotere il vitale contributo. E poi gli scontri fuori dalle fabbriche con
gli aderenti alla Cgil e con i lavoratori più politicizzati che non sopportavano la
nostra indipendenza ideologica. Furono anni difficili: imporsi, far conoscere la nostra
filosofia non fu facile."
"Finalmente negli anni '60 la Cisl
varesina ebbe un suolo ruolo e una sua identità. La nostra presenza nelle commissioni
interne divenne più consistente. Ci battevamo perché i lavoratori avessero un contratto
aziendale. E questo fu un motivo di lite con la Cgil: loro premevano per il contratto
nazionale, ma noi lo reputavamo un centralismo dannoso. "
"Con gli anni '70, poi, il sindacato
mutò la sua funzione abbracciando tutte le tematiche sociali. Furono gli anni delle
politiche delle riforme."
"Ricordo con rimpianto quegli anni.
Innanzitutto ero più giovane. Di quegli anni mi mancano il confronto leale , gli
scontri. I lavoratori erano interessati, coinvolti in quello che si faceva per migliorare
le loro condizioni. Sentivano che il sindacato agiva nel loro esclusivo interesse e li
tutelava.
Sono stato 20'anni alla Cisl di Varese e altri 20 alla sede regionale. Ricordo con piacere
tutte le battaglie che ho fatto. Le ho fatte perché ci credevo, credevo nel sindacato
libero, indipendente e democratico che avevamo fondato a Varese."
|