| Che alla Sgim di Angera, la Società generale per l'industria della magnesia
producessero di fatto carbonato di calcio precipitato e sali di magnesio non era un
mistero per nessuno. Le applicazioni di queste polveri suscitano interesse e curiosità un
po' per tutti. Carbonato di calcio nelle pitture e vernici, ma anche nella plastica delle
nostre carte di credito oppure nella carta che riveste le sigarette. Sali di magnesio,
invece nelle mani di atleti e soprattutto scalatori per il loro potere grippante.
"Grippy" è per l'appunto la saponetta a base di magnesio usata da questi ultimi
e di cui la Solvay, multinazionale a cui la Sgim appartiene dal 1990, è l'unica
produttrice nel mondo occidentale.
Queste sono solo alcune delle applicazioni. Ma i duecentocinque visitatori che ieri, con
le visite guidate di "Fabbriche aperte 2000", hanno esplorato la Sgim di Angera,
hanno potuto fare anche altre scoperte e soprattutto hanno potuto conoscere più
concretamente lo stabilimento: oltre i suoi prodotti, anche le linee di produzione, i
laboratori e l'impegno della Società per l'ambiente e la sicurezza.
L'occasione è stata offerta dall'iniziativa, promossa in Italia da tredici anni da
Federchimica, con la quale Sgim, insieme al 60% degli stabilimenti italiani del settore,
aderisce al programma mondiale "Responsable care", adottato dalle imprese
chimiche per la salute dei dipendenti, la protezione dell'ambiente, la sicurezza dei
processi, la gestione responsabile dei prodotti. Una iniziativa per dialogare con i
cittadini, le scuole e le autorità locali "spesso preoccupati - come ha detto il
dott.Messina di Federchimica - dell'impatto dello stabilimento sull'ambiente
circostante".
In vita dal 1909, la Sgim è entrata nel gruppo Solvay dieci anni fa. Diversi i successi
che lo stabilimento ha raggiunto nel corso di questo tempo. Fra questi le certificazioni
Iso di qualità e nel 1999 il Premio Innovazione. Oggi la Società, che conta ottantasei
addetti nel personale interno e una cifra di affari di ventisette miliardi l'anno, dopo la
crisi del 1997/98 presenta un'incoraggiante ripresa.
"In questi ultimi anni - ha spiegato nella presentazione alla visita l'ing.Diego Dal
Puppo, amministratore Solvay -sono aumentati anche gli investimenti che si aggirano
intorno ai due miliardi annui". E quelli più significativi sono stati impiegati
nell'ammodernameto della linea, nella limitazione dell'impatto acustico e nel purificatore
dei fumi.
C'è un'attenzione particolare alla salute e all'ambiente e proprio in queto ultimo ambito
si colloca il recupero dell'Arena, prima una distesa biancastra, su cui si depositavano le
eccedenze di produzione, oggi, dopo dieci anni, un parco verde regalato alla vista e alla
fruizione degli angeresi. Un altro processo di recupero è quello attivo sulla cava di
dolomite, da cui la Sgim fino a una ventina di anni fa traeva la materia prima per la
fabbricazione di prodotti magnesiaci, produzione integrata poi con i carbonati di calcio
precipitati.
L'interesse per l'ambiente non ha trascurato le emissioni in aria, che dal 1992 al 1999 si
sono ridotte dal 100% all'8%, e la sicurezza dei lavoratori. Insieme al numero di
infortuni, nel 2000 pari a tre casi registrati, è diminuito anche il tasso di gravità
degli incidenti.
Le materie prime che entrano nello stabilimento e i processi di lavorazione che portano
alle polveri sono stati illustrati dall'ing. Provinciali. Il tutto ovviamente supportato
dalla conseguente visita guidata che ha ripercorso in due ore le tappe fondamentali della
linea produttiva. Dalle montagne di calcare e dolomite depositate nell'ampio piazzale, in
cui sono situate le antiche fornaci, attorno le quali tutto si è sviluppato dal 1909,
sino alle fasi di insaccatura e impaccatura delle polveri. L'ultima tappa i laboratori
chimici, dove si effetuano i controlli di qualità e le ricerche per il perfezionamento,
lo sviluppo di nuove applicazioni e prodotti.
Visitatori curiosi e partecipi hanno seguito l'iniziativa, mostrando una particolare
sensibilità, rassicurata dai tecnici, riguardo le tematiche ambientali, in particolare
gli scarichi nel lago e le emissioni nell'aria.
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