| Il Consiglio Provinciale della C.N.A. di Varese e Ticino Olona ha esaminato,
nella riunione tenutasi il 2 di Ottobre, la delicata situazione venutasi a creare in
seguito all'espulsione di Dario Guidali, Presidente della C.C.I.A.A. di Varese,
dall'Associazione Artigiani - Confartigianato di Varese e, dopo una appassionata ed
esauriente discussione, ha approvato all'unanimità la seguente presa di posizione :
PREMESSO CHE - In data 15 Luglio 1997 le Associazioni dell'artigianato operanti in
Provincia di Varese firmarono un accordo che, concordando sull'obiettivo primario
dell'ottenimento della Presidenza camerale per l'artigianato, le impegnava alla
presentazione unitaria dei dati utili alla composizione del Consiglio Camerale con il
metodo dell'apparentamento ed alla costituzione di un tavolo permanente di discussione
preventiva di tutte le problematiche di interesse del comparto inerenti l'Istituto
camerale; - La presentazione unitaria dei dati permise l'attribuzione all'artigianato del
seggio aggiuntivo dell'autotrasporto e rafforzò in misura esponenziale la sua posizione
nel nuovo Consiglio camerale, consentendole di porre la candidatura e di ottenere la
Presidenza dell'Ente per un proprio esponente; - In data 6 Dicembre 1999 le stesse
Associazioni dell'artigianato siglarono un accordo interassociativo che ribadiva e
ampliava il comune impegno alla consultazione ed alla collaborazione. RILEVA COME - Pur
essendo la delibera di espulsione di Dario Guidali dall'Associazione Artigiani -
Confartigianato di Varese un atto interno della stessa organizzazione ed in quanto tale
non sindacabile, si sia trattato comunque di una decisione che ha aperto un problema di
enorme gravità nel governo e nella gestione della C.C.I.A.A. di Varese; - L'impegno alla
consultazione preventiva reciproca sia stato solo molto parzialmente rispettato
dall'Associazione Artigiani, essendosi in pratica concretizzato in un incontro
interlocutorio a metà settembre che avrebbe dovuto preparare la strada a un confronto
chiarificatore - nello spirito degli accordi sottoscritti - con il Presidente della
C.C.I.A.A. di Varese espresso unitariamente dal comparto artigiano, incontro mai avvenuto
e reso sostanzialmente inutile dalla delibera di espulsione; - Da questa difficile
situazione emerga una immagine deformata ed estremamente negativa della categoria,
presentata all'opinione pubblica come fortemente divisa, almeno a livello di organismi
dirigenti, da contrasti interni di difficile comprensione e bollata come sostanzialmente
inaffidabile sotto l'aspetto etico e morale. E, PERTANTO, ESPRIME - Profondo disagio per
un provvedimento che evidenzia una dolorosa lacerazione nella più importante
organizzazione di rappresentanza dell'artigianato in Provincia; - Estrema preoccupazione
per la delicata situazione che si è venuta a creare in C.C.I.A.A., impropriamente
investita da tensioni nate altrove ma che rischiano di paralizzarne l'operatività e di
mortificarne l'autonomia; - Indisponibilità ad accettare qualsiasi ipotesi di soluzione
della crisi dell'Istituto camerale che non sia stata preventivamente discussa ed approvata
da tutte le Associazioni dell'artigianato operanti in Provincia di Varese; - L'esigenza di
recuperare lo spirito e la comunanza di intenti che portarono alla consapevole
sottoscrizione degli accordi di consultazione e di collaborazione ricordati in premessa
per poter riprendere il difficile percorso intrapreso unitariamente.
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