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Ore 16.26.36
Giorno
07/06/07
 
Varese
Il comunicato stampa della C.N.A.

Il Consiglio Provinciale della C.N.A. di Varese e Ticino Olona ha esaminato, nella riunione tenutasi il 2 di Ottobre, la delicata situazione venutasi a creare in seguito all'espulsione di Dario Guidali, Presidente della C.C.I.A.A. di Varese, dall'Associazione Artigiani - Confartigianato di Varese e, dopo una appassionata ed esauriente discussione, ha approvato all'unanimità la seguente presa di posizione : PREMESSO CHE - In data 15 Luglio 1997 le Associazioni dell'artigianato operanti in Provincia di Varese firmarono un accordo che, concordando sull'obiettivo primario dell'ottenimento della Presidenza camerale per l'artigianato, le impegnava alla presentazione unitaria dei dati utili alla composizione del Consiglio Camerale con il metodo dell'apparentamento ed alla costituzione di un tavolo permanente di discussione preventiva di tutte le problematiche di interesse del comparto inerenti l'Istituto camerale; - La presentazione unitaria dei dati permise l'attribuzione all'artigianato del seggio aggiuntivo dell'autotrasporto e rafforzò in misura esponenziale la sua posizione nel nuovo Consiglio camerale, consentendole di porre la candidatura e di ottenere la Presidenza dell'Ente per un proprio esponente; - In data 6 Dicembre 1999 le stesse Associazioni dell'artigianato siglarono un accordo interassociativo che ribadiva e ampliava il comune impegno alla consultazione ed alla collaborazione. RILEVA COME - Pur essendo la delibera di espulsione di Dario Guidali dall'Associazione Artigiani - Confartigianato di Varese un atto interno della stessa organizzazione ed in quanto tale non sindacabile, si sia trattato comunque di una decisione che ha aperto un problema di enorme gravità nel governo e nella gestione della C.C.I.A.A. di Varese; - L'impegno alla consultazione preventiva reciproca sia stato solo molto parzialmente rispettato dall'Associazione Artigiani, essendosi in pratica concretizzato in un incontro interlocutorio a metà settembre che avrebbe dovuto preparare la strada a un confronto chiarificatore - nello spirito degli accordi sottoscritti - con il Presidente della C.C.I.A.A. di Varese espresso unitariamente dal comparto artigiano, incontro mai avvenuto e reso sostanzialmente inutile dalla delibera di espulsione; - Da questa difficile situazione emerga una immagine deformata ed estremamente negativa della categoria, presentata all'opinione pubblica come fortemente divisa, almeno a livello di organismi dirigenti, da contrasti interni di difficile comprensione e bollata come sostanzialmente inaffidabile sotto l'aspetto etico e morale. E, PERTANTO, ESPRIME - Profondo disagio per un provvedimento che evidenzia una dolorosa lacerazione nella più importante organizzazione di rappresentanza dell'artigianato in Provincia; - Estrema preoccupazione per la delicata situazione che si è venuta a creare in C.C.I.A.A., impropriamente investita da tensioni nate altrove ma che rischiano di paralizzarne l'operatività e di mortificarne l'autonomia; - Indisponibilità ad accettare qualsiasi ipotesi di soluzione della crisi dell'Istituto camerale che non sia stata preventivamente discussa ed approvata da tutte le Associazioni dell'artigianato operanti in Provincia di Varese; - L'esigenza di recuperare lo spirito e la comunanza di intenti che portarono alla consapevole sottoscrizione degli accordi di consultazione e di collaborazione ricordati in premessa per poter riprendere il difficile percorso intrapreso unitariamente.

Consiglio Provinciale C.N.A.

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