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Ore 16.26.26
Giorno
07/06/07
dossier miele
Varese - Parla il presidente dell'associazione tra produttori apistici della provincia di Varese, Luigi Maraggia
"Produciamo il miele più venduto in Italia"

Un misto tra amore per le api e mestiere guida da sempre gli apicoltori della nostra provincia, che sono riuniti in associazione dal 1983. Una associazione che ha radici molto più antiche perché figlia del consorzio obbligatorio di tutela del miele, esistente già in tempo di guerra.  Parliamo della storia e del presente di questa associazione con Luigi Maraggia, presidente dell'associazione tra produttori apistici della provincia di Varese.

Presidente Maraggia, qual'è l'identikit dei produttori apistici? Non ci sono solo professionisti tra loro...
"No, anzi sono parecchi gli iscritti che sono apicoltori per hobby. Il presidente stesso, cioè io, è un hobbista. E l'unica differenza che c'è tra hobbisti e professionisti è che noi hobbisti non possiamo vendere i nostri prodotti"

Come ci è arrivato a produrre miele?
"La mia è una passione che mi segue da sempre. Quand'ero piccolo prendevo le api che si posavano nei fiori delle zucche chiudendole in un vasetto. Il mio problema è che ero allergico alle loro punture..." 

Ma allora è rischioso per lei coltivarle. Come fa? 
"Cerco di evitare di farmi pungere: è una cosa che si può fare". 

La sua è una passione che proviene da una tradizione famigliare? 
"Non da parte della mia famiglia. Tant'è vero che sono diventato apicoltore solo dopo essermi sposato. Mio suocero aveva le api, e quando è morto abbiamo trovato un arnia e abbiamo cominciato noi, venticinque anni fa. A parte la mia passione per le api da sempre, fare l'apicoltore è veramente interessante".

Com'è il numero di apicoltori in provincia? In salita o in discesa? 
"Nel complesso in salita, anche se il massimo numero di iscritti è stato di 500, e ora siamo a 450. Comunque c'è un buon ricambio di apicoltori, ci sono sempre nuovi iscritti. Quelli che mancano sono però i giovani..."

Perché, tra i nuovi iscritti non ci sono giovani?
"Qualcuno, specie se raccoglie una tradizione di famiglia,  ma è molto più probabile che si tratti di persone che si accostano alle api in età più avanzata, o addirittura in pensione. Così una delle mie principali attività come presidente è  quella di girare per le scuole per far familiarizzare i giovanissimi con api e arnie: lo considero come una specie di investimento a lungo termine. Di solito dico, quando vado in una scuola, che vado a seminare".

E i bambini come si comportano?
"Sono assolutamente affascinati. L'entusiasmo è altissimo, e le domande sono perfettamente a tema. I più attenti sono stati addirittura i bambini di una scuola materna, quella di Arnate. Mi hanno fatto tre ore di domande...Ci sono però delle conoscenze di base che mancano, e che con il ciclo di quest'anno voglio colmare mostrando degli esempi concreti: i bambini di oggi non riescono, per esempio, a distinguere un'ape da una vespa o da un calabrone. Un'altra cosa da fare, e ci proverò quest'anno, è quello di far assaggiare il miele ai bambini: non ci sono più abituati, e nessuno li avvicina a quel gusto, che però quando provano gradiscono. E pensare che se solo le mamme sapessero che differenza c'è tra il miele e lo zucchero, non esiterebbero a darglielo in abbondanza"

Qual'è la differenza principale?
"la prima in assoluto è che con lo zucchero si assumono esclusivamente calorie, cosa che ad un bambino in effetti serve, ma con il miele si riesce a dar loro una fosforo, vitamina c, ferro calcio e persino un pò di proteine".

Il miele però non fa parte dei prodotti destinati alle grandi masse...
" In effetti noi italiani non siamo dei grandi consumatori di miele: prima ne prendevamo 400 grammi all'anno ora siamo scesi addirittura a 370. Da noi si produce però il miele  più venduto d'Italia, quello d'acacia. Oltre al miele millefiori e al miele di castagno, di cui siamo una delle principali zone di produzione. E produciamo anche il miele di melata, che non ha un gran mercato da noi, ma è apprezzatissimo dagli abitanti del nord Europa".

Insomma, il miele dà da vivere a Varese, è un mestiere vero e proprio, per chi lo pratica professionalmente...
"Sì, di miele si vive. Anzi, si potrebbe anche fare di più: in Italia mancano tonnellate di miele, che vengono importate ogni anno".
   

Stefania Radman

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