Sveglia
presto, qualche ora d'allenamento, un pasto veloce e poi via per Malpensa. Destinazione:
Mondiali di Francia. Così, oggi, i tredici ciclisti della nazionale italiana hanno
trascorso le ore prima della partenza (nella foto lo striscione di un
tifoso all'entrata dell'albergo). Uno
sguardo alla Gazzetta, due chiacchiere con i giornalisti che li (in)seguono per il mondo,
qualche riflessione esistenziale su una vita passata da una città all'altra. «Eh sì, in
fondo non c'è tanta differenza tra voi e noi - commenta sottovoce un "azzurro"
rivolgendosi al vecchio amico fotografo - Siamo tutti gente che vive in strada». E
in strada, subito, bisogna tornare. Prima per allenarsi, poi andare all'aeroporto.
Non senza, però, aver lasciato un ricordo all'albergatore bustocco. A quell'Hotel
Pineta dove sono arrivati ieri sera - e dove ormai sono di casa -, i campioni lasciano i
loro autografi (nella foto, Gilberto
Simoni mentre firma il foglio). E una promessa. Quella di tornare a
mostrare la medaglia in caso di vittoria. Come, prima di loro, hanno fatto tanti altri
atleti - vedi la nazionale maschile di pallavolo, «che quando parte da Malpensa vuole
sempre venire qui perché sennò perde», come confida il direttore Roberto Turri - o
cantanti. Con la speranza che Busto porti fortuna anche alla nazionale di ciclismo.
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