| Da circa un mese l'accogliente
impianto sportivo, di proprietà della famiglia Bulgheroni, ospita i Leoni di
San Pietroburgo, che si allenano ogni giorno sul campo B, la palestra
"secondaria" (si fa per dire) del Campus. Ma chi
sono questi Lions ? Una nuova franchigia della nuova Lega Europea, l'Uleb, che ha scelto,
per ragioni logistiche ed economiche, la provincia di Varese come quartier generale.
Di russo hanno proprio poco, a parte il nome della squadra, il
presidente, Pavlov, ex giocatore dell'Armata Rossa, e l'impianto di gioco da 8000 posti
per le partite casalinghe, che fa parte di un bellissimo centro sportivo. Il resto è
totalmente multietnico: il proprietario del club è italiano, si chiama Luciano
Capicchioni, è uno degli agenti (o se preferite procuratori sportivi) più famosi del
mondo, capo della Interperformances. Vogliamo fare qualche nome, fra i suoi clienti ?
Arvidas Sabonis, Tony Kukoc, solo per citare i due più famosi della Nba, gli ex varesini
Arjan Komazec e Veljo Mrsic, l'ex Kinder Sasha Danilovic, che ha annunciato il
ritiro e farà il presidente del Partizan Belgrado, con l'aiuto di Capicchioni,
naturalmente. Ma ce ne sono tantissimi altri, e fanno parte di un elenco
"visitabile" sul sito www.interperformances.com.
Il titolare della Interperformances, che ha sede a San Marino, è una autentica potenza
nel mondo del basket, che ha deciso di investire una parte delle proprie risorse in
questa squadra "itinerante".
I giocatori finora messi sotto contratto provengono dagli Usa, dalla
Croazia, dalla Slovenia, un pò da tutto il mondo e non sono certo degli scarti. Il
playmaker è un folletto di colore che non supera il metro e settanta di altezza, si
chiama Jenning, ha giocato nella Nba e viene dal Real Madrid, poi ci sono i croati
Stazic e Haliosic, lo sloveno Crajevic, il serbo Vescovic (che è il figlio del capo
allenatore) l'altro americano Hamilton. Il team è in fase di completamento: gli ultimi
"acquisti" dei San Petersburgh'S Lions sono l'ex Rooster Eugeni
Kissurin, unico giocatore che risulta residente a San Pietroburgo (che strano destino,
gioca nel club di casa sua ma si allena a qualche migliaio di chilometri di distanza...) e
il play Bazarevich, già visto in Italia a Gorizia. C'era anche un progetto, che piaceva
molto al presidente dei Roosters, Tony Bulgheroni, per inserire due italiani - i
"varesini" Roberto Cazzaniga e Mario Gigena - nella rosa di questa singolare
squadra ma i regolamenti non lo permettono e dunque se ne riparlerà più avanti, quando
la neonata Uleb avrà mosso i primi passi sui campi di tutta Europa. Ma la curiosità
intorno a questo nuovo "soggetto cestistico" che gravita su Varese è un'altra:
chi si occupa dei problemi pratici, della logistica e della gestione dei San Pietroburgo
Lions ? Un varesino, anzi il "gm della stella" di Varese: Gianni Chiapparo, dopo
l'esperienza con i Roosters e la breve parentesi a Jesi (lasciata per motivi familiari),
ha accettato la proposta di Luciano Capicchioni di essere il punto di riferimento dei San
Pietroburgo Lions, fra l'altro nella sua città, dove Chiapparo ha molti agganci ed è
stimato e apprezzato da tutti. E' lui ad aver trovato le case per i giocatori, a Ispra e
Luino, in due accoglienti residences, è sempre lui ad organizzare i programmi della
squadra, allenamenti, amichevoli e, soprattutto, tutte le trasferte in giro per
l'Europa. I San Pietroburgo inizieranno a novembre le prime partite del campionato europeo
che mette in palio quella che ancora molti chiamano Coppa dei Campioni (Varese ne ha vinte
4 nella sua gloriosa storia). Gli avversari del girone, decisamente competitivo e per
questo difficile, saranno i francesi di Charleroi, i greci dell'Aek Atene, i croati del
Cibona Zagabria, gli spagnoli del Taugres Vitoria e gli italiani della Kinder Bologna.
E se questa partita si giocasse dalla nostre parti, magari al
PalaIgnis oppure al PalaPiantanida di Busto Arsizio ? I regolamenti sono fatti per
essere corretti in corsa e le deroge sono sempre possibili: i tifosi di basket sperano, e
Gianni Chiapparo pure, così starà qualche ora in più con i due diavoletti di casa,
Federico e Alessandro, che lo fanno disperare sicuramente più dei giocatori del San
Pietroburgo.
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