l luogo dellemozione;
dellesaltazione, della delusione. Nel giro di poche decine di minuti, il Palaignis
ha vissuto un trascorrere di stati emotivi febbrili e unici come lo possono essere quelli
legati alle gesta sportive, e non solo. Stasera è stato anche il luogo in cui si è
svolto una sorta di cerimoniale che probabilmente resterà nel ricordo come duraturi sono
gli stendardi e gli scudetti appesi sotto la sua volta. Il momento atteso del ritorno di
Andrea Meneghin, del figliol quasi prodigo, scuote un pubblico fin lì quasi muto, come
incerto sul da farsi. Andrea viene presentato per ultimo, anche dopo lallenatore, a
dispetto del suo numero 11. E lovazione, la standing ovation attesa, e il
riabbraccio caloroso e sentito della sua curva e della città tutta. Il capitano si
commuove, come gran parte di noi, gli viene regalata la maglia della stella, e tutte le
maglie della sua folgorante carriera targate Varese o Azzurra. La cerimonia potrebbe avere
un effetto destabilizzante sulla concentrazione. Ma il Menego dimostrerà di essere
tornato ai suoi livelli, fuori dalle secche di Sidney; la partita dei ricordi la vince
lui, con una prestazione non super ma di grande impatto e sostanza. La partita vera la
vince Bologna, come era quasi ovvio. Vincitore è in parte il pubblico che riserva le
solite scemenze razziste ma anche tanto affetto ai giocatori, e una stoccata non da poco a
Bulgheroni e al passaggio ingente di talenti transitati da Varese a Bologna, sponda
Fortitudo, un argomento "storico" ma pur sempre di attualità. . Dopo lemozione, comunque, lagonismo, si diceva. La
squadra di Danna, al debutto più difficile, conferma di essere ancora unincognita
per metà compiuta e metà no. Pure, labbrivio è di quelli che ti riconciliano con
la tradizione a dispetto di tutto. Partenza a mille, subito supportata da un pubblico che
non dimentica il passato ma vuole credere nel presente. Ed è un 11-0 secco e bruciante
quello con cui i galetti spiazzano tutti: Jones subito da tre, poi Pozzecco, che non
tralascia di salutare uno per uno gli ex compagni avversari e di voler dimostrare a tutti
di essere lultima bandiera. E una partita nella partita, tra i due amiconi:
chi è più emozionato epperò non vuol cedere emotivamente. Alla fine saranno venti punti
a testa, ma alla lunga il Poz si è perso nei soliti meandri, Andrea più regolare lungo
tutto il corso della partita. E pur vero che Recalcati sceglie una formazione
insolita. Assente Myers, rinuncia a Zukauskas, puntando su Galanda e Pilutti. Vescovi è
costretto a vedersela con Fucka, a dire tutta linadeguatezza dellorganico di
Varese contro la corazzata bolognese. Pure, Cecco fa straordinari e per almeno metà tempo
lairone non vede palla. Tutta Bologna appare in bambola ed è subito time-out, dopo
linizio di campionato più folgorante e insperato. Frutto di un a difesa organizzata
e a tenuta stagna.
Pilutti rompe il ghiaccio da tre, poi finalmente Andrea per l11-5, e la
sua bomba immediatamente dopo 11-8. Altro time-out questa volta per Danna. Ancora Poz da
tre, mentre Zukauskas allingresso, commette due infrazioni di passi consecutive,
peraltro dopo una stoppata di Burditt. Fuori Jones per Cazzaniga che si mette sulle piste
di Galanda, Autry, appena entrato impatta. Stessa la grinta di Cazzaniga che segna subito
in faccia a Jack. Danna chiama fuori Gianmarco per Davolio. E la bomba di Pilutti a
spingere Bolgna avanti allultimo minuto del quarto, 20-21 alla sirena. Al rientro
cè anche Wucherer per Vescovi. Varese ritorna in campo, meno devastante in attacco
ma capace di produrre una difesa arcigna e operaia. Con Jones di agilità i Roosters
tornano a + 7 dopo una magia di Poz, mentre Bologna non riesce a segnare dalla ripresa del
gioco e il danno maggiore è il lungo Zukauskas. Si sblocca anche Dennis per il + 9.
Potrebbe essere il momento della svolta. Bologna non segna per otto minuti di fila; ma
neanche Varese, debole al solito dal perimetro e in difficoltà sotto le plance riesce a
sfondare. Nella fiammata finale, Fucka prima, e la bomba di Basile che sfrutta
uningenuità grossolana di Burditt riporta sotto la Fortitudo lasciando
evidentemente in brutto segno sul morale dei Roosters, al riposo sul 32-29.
La ripresa delle ostilità è il punto di non ritorno. Ed è anche
laltra faccia di una partita bifronte, giocata dai Roosters a tratti con
autorevolezza e caparbietà poi sempre più con affannosa approssimazione. Nel contempo la
Paf sale in cattedra, inizia a mulinare lintelligenza rara e la classe di Fucka e
Galanda, un binomio di lunghi atipici da ammazzare qualsiasi equilibrio in campo.
Daltra parte, il fuoco di Varese è spuntato e bagnato, ad uno ad uno i galletti si
spengono e si eclissano. Il solo Pozzecco tenta la sorte, ma il più delle volte gli dice
male, in attacco sperperando energie in folli azioni solitarie, in difesa lasciando campo
aperto alle fucilate di Basile. E il segno che la tranquillità e la forza fisica
sono venuti a mancare. Solo i nervi rimangono a posto, la presenza di Andrea, anche
dallaltra parte, è benefica e in campo si vedono più abbracci e boccacce che
falli, ma il pallino è ormai inesorabilmente passato sullaltra sponda. Bologna
trova le triple a ripetizione, Varese improvvisamente si fa sconessa, incapace di trovare
anche il filo in una difesa distratta e che inizia a sentire la maggior prestanza fisica
dei bolognesi. Con un parziale di 29 a 11, Bologna chiude il quarto e di fatto il match,
sul 43-58.
Allultimo giro di cronometro, Varese prova il
riavvicinamento: sia arriva al 10, ma Recalcati ha sempre pronto in panchina
luomo fresco che entra e incide; è il caso per esempio di Autry, buon giocatore che
in questa Paf sembra solo un modesto comprimario, ma che appena entrato infila la bomba
della tranquillità. Luomo che manca a Varese che dalla panchina fa uscire i soliti
noti, stanchi e sfiduciati. Le pile sono scariche e le idee annebbiate contro la sicurezza
dei forti. Quarto tempo inutile, se non per le statistiche. Finisce, male, 62-80, tra gli
applausi finali per Andrea e qualche fischio, in parte motivato per il crollo verticale
dei Roosters. Archiviata, questa partita sui generis, da domenica inizia il campionato
vero.
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