Marco Cavicchia (nella foto
a sinistra) è il primo ad uscire dagli spogliatoi,
tutti lo reclamano e tutti lo vogliono. "Quando si sbaglia si diventa
famosi". Sorride l'attaccante biancorosso. Oggi, schierato dal primo minuto, ha avuto
sui piedi la palla del pareggio. Chissà per quanto tempo si ricorderà quel rigore non
sbagliato, ma parato. Ha abbassato la testa prima di calciare, il portiere avversario è
stato fermo, immobile e ha intuito. Marco Cavicchia ha avuto la sfortuna di trovare
sulla sua strada un gran portiere: Hugo Daniel Rubini, classe 1969, di origine argentina,
che ha impressionato per sicurezza, personalità e grande senso della posizione.
Oltre al rigore parato, ha infatti effettuato una serie di interventi determinanti
per la vittoria della sua squadra. Il malumore di
Cavicchia è pero' motivato da altro: la panchina. Contro lo Spezia è stato schierato dal
primo minuto per l'assenza di Comi, fuori per squalifica. «Se non c'è posto per me in
questa squadra come punta preferirei andare via. Senza rancore e senza polemica. Quando
uno non gioca non puo' essere contento. Il mister fa le sue scelte e io le rispetto, ma la
realtà è che io sto in panchina. L'anno scorso giocavo come punta, che è il mio ruolo,
e c'era più spazio, quest'anno no.»
Non tira una bella aria oggi nello spogliatoio biancorosso. Sorrentino è
entrato in contestazione con qualche tifoso e, scuro in volto, annuncia un silenzio
stampa, precipitandosi fuori dagli spogliatoi. L'estremo difensore biancorosso , sia ad
Arezzo che contro lo Spezia, ha manifestato tra i pali qualche incertezza di troppo.
Mario Beretta (nella foto a destra), più filosoficamente, preferisce prendersela con la
malasorte. «Purtroppo non ci sta girando bene, non avevo dubbi sulla reazione della
squadra dopo la sconfitta rimediata domenica ad Arezzo e questo mi conforta. Purtroppo
oggi il campo era quello che era. Creiamo, creiamo e non riusciamo a fare gol. Su quelli
annullati non so che dire, ho ascoltato i ragazzi. Gorini mi ha detto che ha
stoppato la palla di petto e l'arbitro gli ha fischiato il fallo. Sul rigore cosa volete
che vi dica i nostri specialisti sono in ordine: Cavicchia, Saverino, Ambrosoni e
Comi».
Anche Fava chiama in causa la dea bendata. «Oggi
meritavamo il pareggio. Lo Spezia ha giocato bene, ma quante occasioni abbiamo creato noi?
Due gol annullati, uno dei quali non ho capito perché. Forse c'era in fuorigioco
Saverino, ma io dalla mia posizione non posso valutare. A me comunque non sembrava.
Domenica ci aspetta il Modena, ce la giocheremo»
Andrea Mandorlini (nella foto a sinistra), non
lesina complimenti alla propria squadra, anche se non dimentica quanto detto a
proposito del Varese ad inizio di campionato.«Ho visto un bello Spezia oggi
pomeriggio. Palla a terra, belle giocate e buone combinazioni. Non è facile venire a
vincere a Varese, che comunque continuo a ritenere insieme ad Alzano, Como, Modena e Pisa
tra le pretendenti di questo campionato.»
Intanto domenica ai biancorossi spetta la trasferta più
difficile, quella contro la capolista Modena. I Canarini sono a punteggio pieno: sette
partite, sette vittorie, per un totale di 21 punti. Dietro il vuoto. La prima inseguitrice
è infatti l'Albinoleffe con 14 punti a pari merito con il Livorno. Al terzo posto Cesena
e Como con 13 punti. Il Varese rimane fermo a 6 punti precedendo Alessandria, Arezzo,
Brescello e Lecco.
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