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| Basket - Ancora
difficile l'inserimento di Di Giuliomaria. Buon progresso di Milano che nel primo quarto
fa vedere del buon gioco |
| Con l'Adecco solo
un allenamento |
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Brioso e incalzante
solo il primo quarto, poi una vera noia. Era solo un allenamento e tale si è rivelato.
Poco pubblico, scarsa voglia a tratti in campo. Tanto che sia Danna che Bianchini si sono
lasciati andare a brutte facce e a volte a urlatacce come nell'ultimo quarto quando il
coach di Milano ha iniziato una seguenza di male parole e bestemmie ai danni dei suoi.
Subito in campo l'osservato numero uno, Di Giuliomaria. Con lui Vescovi, Wucherer, Burditt
e Pozzecco. Il lungo si fa notare perché mette a segno il primo canestro. Poi Varese
comincia a dover rincorrere Milano che dall'ultima volta che l'abbiamo vista pare
rigenerata. Rusconi mulina palloni senza che la difesa dei Roosters riesca a bloccare le
varie incursioni dei milanesi. Un quarto veloce giocato intensamente che finisce con
Milano avanti di 11 lunghezze (23-34). Difficile fare una valutazione della prova di
Digiulio. Certo è ancora molto legato e anche un po' intimorito. Non salta e tira poco,
ma è ovviamente prematuro qualsiasi commento perché occorrerà maggiore tempo e questi
erano i suoi primi minuti di gioco dopo uno stop di dieci mesi.
All'inizio del secondo quarto in campo un secondo quintetto per entrambi le squadre.
Varese propone Davolio, Zanus Fortes, Cazzaniga, Gigena e Jones. La partita rallenta e
Varese è più incisiva. Gigena mette dentro una bomba mentre Jones non sembra in serata.
Comunque finisce con i galletti avanti di sei (20 - 14).
Terzo quarto con le prime formazioni. Per Varese resta in panchina il Poz e gioca Davolio
play. Il gioco si fa più equilibrato e Burditt difende meglio e va anche a realizzare
più spesso. Buona anche la prova di Vescovi che mette a segno alcuni canestri tutt'altro
che facili. Varese è ancora avanti (23-20).
Il quarto si chiude in parità 25 a 25 dopo che Bianchini chiama un time out in mezzo a
bestemmie e insulti. I giocatori sembrano averla capita perché recuperano subito il
divario e chiudono alla pari. Scarso il pubblico e
scarsi anche gli applausi per un'ora e mezzo di gioco che ci auguriamo sia stata utile e
Danna. La trasferta di Avellino tutto sarà fuori che una passeggiata e l'orgoglio di una
provinciale salita ai vertici del basket nazionale sarà l'uomo in più che manca a
Varese.
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Marco Giovannelli
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