| Sono bastate un
paio di decisioni molto discutibili dell'arbitro, a breve distanza l'una dall'altra,
per far scatenare l'ira della curva nord. (a fianco Stefano Capozzucca esce dopo l'esulsione)
La partita Varese-Spal sta per finire, mancano circa quindici
minuti e ai biancorossi è appena stato annullato un gol. Un gol apparentemente limpido:
cross dalla sinistra e Terni che va altissimo a colpire di testa. Tutto molto bello.
Nessuna protesta degli avversari, ma l'arbitro annulla e ammonisce il terzino, reo di aver
chiesto spiegazioni. E' la goccia che fa traboccare il vaso.
Un gruppo di tifosi non ci pensa due volte e
supera la rete che li separa dalla pista, dirigendosi, sciarpe in viso, verso il perimetro
di gioco. A una decina di metri c'è l'arbitro Niccolai, di spalle, che sta aspettando
l'arrivo della barella per un giocatore infortunato. Stefano Capozucca, direttore generale
del Varese, si accorge di cosa sta succedendo e corre sotto la curva, appena in tempo per
fermarli prima che entrino in campo. Li affronta fisicamente. Ne afferra uno per il
giubbotto e nello scontro finisce per terra. Accorrono nel frattempo le forze dell'ordine,
quanto basta per tenere la situazione sotto controllo. Capozucca si dirige verso la
panchina per tornare al suo posto, ma l'arbitro lo raggiunge facendogli segno di uscire.
Espulso. E' il paradosso. Capozucca gli ha appena evitato un brutto guaio e si vede
costretto a lasciare anche il campo. L'invasione rientra, ma l'ira resta. Alla fine della
partita gli spogliatoi vengono presidiati da poliziotti e carabinieri in tenuta
antisommossa. l tifosi si fermano sotto le tribune. Urla, strepiti e una forte tensione è
tutto cio' che rimane di una domenica beffarda per il Varese.
Mario Beretta si affaccia in sala stampa, ma oggi la ribalta è
per il suo vice. Si lascia solo sfuggire un sarcastico «oltre il danno anche la beffa.
Ogni domenica ci annullano un paio di gol».
Paolo Paciarotti
(a destra nella foto) , considerato da sempre un portafortuna, allarga le
braccia sconsolato. «Una Partita a senso unico- commenta il vice di Beretta-. Abbiamo
dominato, i sostituti hanno fatto un ottimo lavoro, hanno giocato degnamente. Buono il
punto e grande il rammarico. Mercoledì abbiamo la coppa Italia a Legnano e poi Pisa, e
lì ci accorgeremo che è anche il pubblico a fare i punti».
Arrivano anche il presidente Bernareggi e il suo
predecessore Binda. Tutti d'accordo grande partita del Varese. «Un secondo tempo da
incorniciare - dice il presidente-, purtroppo è andata così.» Nessuno commenta
direttamente quanto successo a Capozucca, anche se, come nel caso di Binda, il malcontento
per l'arbitraggio affiora garbatamente.
Escono anche i giocatori alla spicciolata. Sorrentino oggi si
ferma a parlare, la buona prova gli ha dato fiducia e nei suoi mezzi e nella stampa. È
consapevole di aver salvato la partita, decisiva la parata sul colpo di testa di Tomei.
«Sono soddisfatto di come ho giocato. Questo Varese è sfortunato oggi meritavamo i tre
punti». Anche sulla punizione di Carobbio, parata da Pierobon, qualcuno giura che
la palla è entrata. «Quelli che erano dietro la porta - continua Sorrentino- a fare il
riscaldamento hanno affermato che la palla era entrata di mezzo metro».
(sopra Stefano Sorrentino )
Anche Alberto Gallo, tra i migliori in campo, ha ragione di
essere soddisfatto della sua prova. Ottime giocate, personalità e intesa con i compagni
sono il segno di una ritrovata, o meglio, raggiunta condizione. «Davanti giocavamo a tre-
dice Gallo- questo mi ha permesso di spaziare molto. Ho potuto giocare dietro le due punte
e in qualche occasione propormi come finalizzatore. Ho avuto all'inizio di stagione
qualche problema ad un adduttore, ma adesso sto bene». E chissà che in futuro non
lo si possa vedere in combinazione con Davide Saverino.
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