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Ore 16.26.26
Giorno
07/06/07
Busto Arsizio - Gli abitanti della palazzina di via Mazzini 44 evacuati per il rischio di un crollo della costruzione confinante. L'architetto però ribatte: "C'è stato un malinteso, bastava non uscire in cortile"
Muro pericolante, sei famiglie fuori casa

Un putiferio. È quello che si è scatenato questa mattina in via Mazzini 44. Dove, verso le 10, gli abitanti della palazzina più interna hanno abbandonato in tutta fretta le loro case. Senza sapere se e quando vi avrebbero potuto fare ritorno.

«Un incaricato dell'impresa di costruzioni che esegue i lavori qui a fianco ci ha detto di andarcene per motivi di sicurezza, perché loro avevano bisogno di verificare se la vecchia casa confinante fosse pericolante - racconta una delle residenti - Poi ha aggiunto di raccogliere gli effetti personali, in attesa di sapere se saremmo potuti tornare almeno per questa notte». Una notizia che da un momento all'altro ha fatto finire in strada sei famiglie con tanto di bambini piccoli, ospitati per l'occasione da parenti e amici. «Ci hanno anche detto di trovarci un albergo, aggiungendo che avrebbe pagato tutto l'impresa - prosegue la cittadina - Così, radunate quattro cose, ce ne siamo andati». Un fuggi-fuggi che ha visto accorrere sul luogo anche i vigili.  

Il direttore dei lavori, però, minimizza l'accaduto. «Il maltempo ha fatto cadere qualche tegola e alcuni pezzi d'intonaco della vecchia casa confinante, che è abbandonata da più di 50 anni - spiega l'architetto Antonio Locati - E così, per un eccesso di scrupolo, gli addetti ai lavori hanno consigliato alle famiglie di non uscire in cortile. Qualcuno, però, deve avere malinterpretato il messaggio. E ha diffuso il panico». Un falso allarme, dunque? «Qualche pericolo può esistere, ma non è immediato - aggiunge il progettista - E, comunque, di certo non è legato ai lavori che stiamo eseguendo lì vicino. Ad ogni modo, ho già parlato con l'ufficio tecnico del Comune ed è tutto a posto. Noi provvederemo a mettere in sicurezza l'edificio. Ma le famiglie, intanto, possono tranquillamente tornare a casa».

Tutto è bene quel che finisce bene, quindi. Anche se i condomini ribadiscono la loro versione. «E' difficile pensare di aver capito male in sei. Forse, è chi è venuto a parlarci che non si è espresso bene - commentano alla fine di una giornata assai faticosa - Comunque, l'importante è che la situazione si sia risolta per il meglio. Anche se potevano evitarci il disagio dell'evacuazione».     

Chiara Milani

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