Sulla carta
avrebbero dovuto esultare. Perché, dopo anni di progetti fatti, disfatti e rifatti
daccapo, l'accordo raggiunto ieri sera al Pirellone dà finalmente il via libera alla
realizzazione della nuova stazione integrata Fs-Fnm di Busto Arsizio e Castellanza.
Un'opera che verrà costruita verso il confine, in territorio bustese, sul punto di
raccordo delle due linee. Permettendo così non solo l'interramento e il raddoppio dei
binari a Castellanza, ma anche la fermata del Malpensa Express. Più tutta una lunga serie
di altri vantaggi.
Eppure, stamattina, il sindaco bustese Gianfranco Tosi e quello castellanzese Livio
Frigoli non sono sembrati entusiasti. O, meglio, non lo sono sembrati fino in fondo.
Tante, troppe, sono infatti le ombre che hanno offuscato e che ancora incombono sul
progetto. A partire dai tempi di realizzazione. Scadenze che, in teoria, prevedono
l'inizio dei lavori per la primavera del 2002 e la fine tre anni dopo. Ma che, in pratica,
saranno difficilmente rispettabili.
Il più disincantato è apparso senza dubbio Frigoli. Dal municipio di Castellanza ( nella foto in alto),
dove si è svolta la presentazione dell'accordo, il primo cittadino ha infatti tuonato
contro il tempo perso finora, contro i disagi che la città subisce e dovrà continuare a
subire e contro chi sottovaluta i meriti della sua amministrazione. «Siamo fuori tempo
massimo e non mi illudo che da oggi in avanti la tempistica venga rispettata - ha
evidenziato il sindaco - Ma Castellanza ha ottenuto dallo Stato un'opera da 250 miliardi,
che lascerà il segno nel futuro urbanistico e viabilistico di tutta la zona». Un
discorso infarcito degli inevitabili ringraziamenti a tutti i firmatari del protocollo
d'intesa (ministro dei trasporti, Regione, Provincia, Ferrovie dello Stato, Ferrovie Nord
e i sindaci dei due Comuni interessati) e concluso con l'auspicio di una pronta
realizzazione di tutti quei dettagli progettuali che ancora mancano.
Più ottimista il discorso di Tosi (nella
foto a fianco). Che, pur non nascondendo tutte
le difficoltà incontrate e il pericolo di futuri slittamenti dei tempi è apparso
soddisfatto dell'accordo raggiunto. «La stazione d'interscambio è un modo fondamentale
per risolvere tanti problemi sul territorio - ha sottolineato il primo cittadino bustese -
Quella odierna è solo la prima fase, ma sono in cantiere tanti altri sviluppi». Come la
realizzazione di tram-treni che, oltre a collegare la futura stazione Fnm delle due città
con quella Fs di Busto, portino i passeggeri al Polo fieristico e all'università
Cattaneo.
E le due attuali stazioni delle Nord? Quella di
Castellanza verrà dismessa da un punto di vista ferroviario, ma potrebbe essere
utilizzata come capolinea di un tram-treno che serva anche il polo chimico. Mentre la
stazione di Busto rimarrà in funzione e completerà il servizio offerto in quella nuova.
Un'opera, quest'ultima, che verrà costruita dalle parti di via del Roccolo. E che, a
differenza dei progetti iniziali castellanzesi, non venendo realizzata in profondità
taglierà molti costi e tutti quei problemi legati al passaggio dei treni merci in
galleria.
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