Ci saranno fasce
tricolori, gonfaloni e automobili dei comuni. Ottanta, per la precisione, in
rappresentanza di 500mila cittadini distribuiti nelle provincie di Milano, Novara e
Varese. Domenica mattina, piemontesi e lombardi si stringeranno la mano nel segno
della protesta, nel comizio conclusivo della sfilata anti-aeroporto, di fronte alle porte
blindate del Terminal 1 di Malpensa 2000 (foto sopra, da sinistra: Giovanni
Taras sindaco di Vergiate e Stefano Boggio sindaco di Varallo Pombia). Cinquantacinque i comuni lombardi e venticinque quelli del Piemonte. Oggi,
nel Municipio di Gallarate, una nutrita schiera di amministratori locali, ha presentato il
documento dietro al quale gli Enti locali (hanno aderito anche
la Provincia di Novara, i parchi del Ticino di entrambe le sponde e il parco delle riserve
naturali del lago maggiore) si sono riuniti.
"Le istituzioni che scendono in piazza per farsi ascoltare dal
Governo". Così é stata sintetizzata la mossa pubblica che il comitato promotore
dell'iniziativa ha messo in campo. Un paradosso, che però ha una sua logica: due anni e
passa di lotte, proteste, attacchi e contrattacchi e qualche legge dello stato da chiarire
se va applicata o meno. Il nemico? Il nemico é chi non ascolta la richiesta di legalità
che lanciano i sindaci. Da una parte il
Governo, ma anche la Regione e la Sea come soggetti in causa. «Non vogliamo discutere di
singoli problemi - ha enunciato il portavoce lombardo Giovanni Taras - ma affrontare tutta
la questione in un tavolo istituzionale» (foto: Claudio Montagnoli sindaco
di Arsago Seprio).
Le sedie di quel tavolo saranno però roventi, se mai si riuscirà
nell'intento. Finora si é andati avanti a spizzichi e bottoni. La trama della questione
Malpensa é stata spesso illogica, come una tela di Penelope. Il giorno si fa e la sera si
disfa. Settimana scorsa
una delegazione è andata a Strasburgo dal commissario Ue ai trasporti Loyola De Palacio.
«Rivolgetevi al vostro Governo» é stata la laconica risposta. Ma i presenti giurano che
la commissaria abbia strabuzzato gli occhi davanti alla cartina del territorio. Non si
aspettava di vedere così tanti paesi intorno? Forse. Comunque sia ha fatto di tutto per
farsela lasciare (foto a destra: Fabio Castano vicesindaco di Gallarate).
«Rappresentiamo 500mila persone, enti istituzionali e cittadini, sempre che la
democrazia rappresentativa valga ancora qualcosa» ha spiegato il vicesindaco di Taino
Carlo Castiglioni (nella foto a sinistra). Cosa chiedono?
Condizioni ferme: la Valutazione di impatto ambientale, il ritorno dei volumi di traffico
a 12 milioni di passeggeri l'anno come da progetto originario approvato nel 1987, lo stop
ai voli notturni, il ritiro del decreto Bersani che autorizza il trasferimento dei voli da
Linate a Malpensa, la verifica degli standard di sicurezza, e la non attuazione del
progetto Cargo city.
L'intesa con i piemontesi é stata fatta su un presupposto: non
parliamo di rotte, non dividiamoci (a sinistra: Francesco Goi sindaco di
Turbigo). Bei propositi, forse l'unica via intelligente da percorrere per loro, ma intanto
le diatribe ci sono, e rimangono latenti. Stefano Boggio, sindaco di Varallo Pombia, non
gradisce i troppi interventi degli amministratori lombardi. Preferiva un testa a testa tra
i due portavoce, lui e Taras e lo fa presente in maniera plateale . Ma sui contenuti di
domenica concorda. L'intesa, in un modo o nell'altro c'é. "Hanno commesso un crimine
contro il territorio, il nemico é l'aeroporto" tuona. "Ma la nostra unione é
un dato politico fondamentale: ci siamo e vogliamo contare sulla legge" ribatte
Castiglioni di Taino (a destra: Graziano Maffioli sindaco di Casale Litta).
I sindaci si dichiarano in mobilitazione permanente. Tradotto
significa: ogni giorno tireremo qualcuno per la giacchetta e urleremo forte.
Domenica la manifestazione inizierà alle 10. Per quanto riguarda i disagi ai passeggeri
il comitato ha chiesto a Sea e Prefettura di disporre un piano viabilistico per far
giungere i viaggiatori da una via alternativa. Uscita sul Terminal 2 e poi via a passo
d'uomo fino alle porte degli arrivi. Davanti alle partenza invece il comizio. A portata di
telecamera.
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